Ecco la prima della serie di interviste singole al cast di "3 Metri Sopra il Cielo - Lo Spettacolo". Iniziamo dal pater familias, ossia del signor Claudio Gervasi, papà di Babi. Lui è Carlo Spanò, 38 anni. Studia recitazione presso il Teatro Fabbricone di Prato e inizia i suoi studi di danza alla scuola Isadora Duncan. Studia anche jazz con al Florence Dance Center diretto da Marga Nativo, perfezionandosi con Steve Lachance, D. Tinazzi, S. Taylor e A. De la Roche. Studia canto con Don Faldi Romano alla Corale di S. Caterina di Prato nel Coro delle Voci Bianche e all’Accademia di Musica di Firenze. Per 3 anni (1984-1987) recita con la compagnia di vernacolo fiorentino "Arcobaleno", in cui è sempre protagonista. Al Teatro Comunale di Firenze è in "Butterfly" con la regia di Keita Asari.Gira uno spot pubblicitario per la "Superga" nel 1996.
Come sei arrivato a questo ruolo?
Tramite provino al Teatro della Luna di Milano, poi ho fatto il call-back. In estate, stavo in Sardegna, e il regista mi chiama dicendomi che mi voleva proporre questo ruolo del papà.
Ma lo senti tuo questo ruolo? Com'è fare il padre quando non si è nemmeno lontanamente padre?
Infatti. No, non lo sento mio, in effetti. E’ proprio fuori di me! Un padre di famiglia, succube della moglie, un padre che secondo me in famiglia sta sempre con l’ansia addosso. Io credo anche che lui stia con la moglie per il bene delle figlie, al quale è molto affezionato.
Non ha il coraggio di lasciare la famiglia perché ha paura di quello che c’è fuori?
Mah, io penso più a un quieto vivere familiare. L’ambiente dei signori Gervasi è abbastanza altolocato, le separazioni sono all’ordine del giorno. Non vuole fare vivere alle bimbe quello che provano molti loro coetanei…
Tu nella vita sei una persona che teme il cambiamento?
No, io adoro i cambiamenti e le sfide. Ma veramente moltissimo. Cerco sempre di reagire alla situazione in cui mi trovo.
Com’ è lavorare con un regista che ha 10 anni meno di te e con un cast che ha 10 anni meno di te?
Io penso che quando in questo lavoro trovi il regista giusto, la cosa principale è avere rispetto delle persone e del lavoro che fanno. Io Mauro lo conosco da tanto tempo, perché ho cominciato a lavorare nel musical nel ’99 e facevamo insieme “A qualcuno piace caldo”: Mauro ha sempre avuto una marcia in più e io l’ho sempre stimato per questo.
Un padre come il signor Gervasi cosa sognerebbe per Babi o per una figlia più in generale?
Io credo che principalmente si orienti verso la felicità e la realizzazione delle proprie figlie. E’ una prerogativa di tutti i genitori avere il meglio per i figli, e visto che lui vive questa condizione di padre succube, desidererebbe che le sue figlie non percorressero la sua stessa strada.
Inserita il 19 - 01 - 07
Fonte: Fabienne Agliardi-Roberto Mazzone
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