10 aprile 2007. A 3 giorni dalla prima preview dell’atteso spettacolo di “3msc”, ecco una bella e allegra intervista alla produttrice Giovanna Gattino, della Palazzo Irreale Produzioni srl. Palazzo Irreale Produzioni nasce nel 1998 con i primi tre soci: Giovanna Gattino, Gianluca Gattino, Isabella Moiana. Per cinque anni Palazzo Irreale si occupa dell’organizzazione di eventi, la maggior parte dei quali ospitati nella location omonima di Via Vigevano 18 a Milano. Dopo anni di collaborazione, ognuno dei soci sceglie la sua strada e la società viene “congelata” in attesa di nuovi stimoli.
Tra il 2004 e il 2005 Giovanna Gattino incontra Sergio Pagani e Paolo Di Mauro, e insieme trovano i motivi per dare vita ad una nuova fase della società: il desiderio più grande di Giovanna, Sergio e Paolo è quello di intraprendere la strada della produzione teatrale. L’occasione nasce dall’incontro con il performer Manuel Frattini e con Mauro Simone, che si dimostra ben presto un artista dall’immensa sensibilità, entrambi dotati di grandi capacità nella direzione artistica. Con questo team realizzano la loro prima produzione, “Toc Toc a Time for Musical”, andato in scena nel 2006.
Palazzo Irreale Produzioni è caratterizzata da uno stile creativo, cercando sempre nuove strategie per avvicinare il Musical ai giovani e alla gente comune, così come mettere in diretto contatto la produzione e gli artisti con gli studenti delle scuole, in modo da creare un dialogo sull’arte performativa che sia didatticamente costruttivo.
Siamo a –3 giorni dall’inizio della prima preview. Tu ti senti a + 3 metri sopra il cielo dalla felicità e dall’emozione o a – 3 metri sotto terra dalla fifa?
Tutti e due! Con uno spettacolo del genere, dopo più di un anno che ci lavoriamo, dove abbiamo dato anima, cuore mi sento emozionantissima e anche un po’ di ovvia fifa…ma mi sentirò a 3 metri sopra il cielo dopo che il 13 sentirò i commenti di chi lo vede…perché io sono un pochino di parte! Io mi sento di dire che è uno spettacolo bellissimo, ma io non sono tutta la gente del mondo…per cui voglio aspettare di sentire cosa dirà il pubblico!
Ma stai dormendo la notte o no?
No! - ride - Quando fai una cosa di questo genere, di questa portata, un po’ sotto ai riflettori di tutti, con l’attesa che c’è, come fai a dormire? È un lavoro in cui siamo andati un po’ oltre, dedicato ai teenagers che hanno scoperto il fenomeno, ma anche a quelli che erano teenagers negli anni ’80 e sono quarantenni ora!
Per parafrasare un altro teenager movie per te questa è UNA NOTTE PRIMA DEGLI ESAMI?
E’ una notte prima della prima!!!! Se vuoi, possiamo chiamarlo NOTTE PRIMA DELLA PRIMA…
Beh, è un’idea per un nuovo spettacolo, mettere insieme le due storie…
E’ un’idea!! Comunque queste notti che precedono sono densissime…ti chiedi, prima di andare a dormire – e anche quando dovresti dormire – se hai fatto tutto, se hai pensato a tutto, se c’è qualcosa in più che si può fare, hai centomila domande…pensi alla tournée dell’anno prossimo, gli invitati della prima, cosa penseranno i ragazzi quando verranno? I ragazzi si ritroveranno nella storia? La testa e il cuore viaggiano insieme e l’agitazione dell’uno si mischia a quella dell’altro!
Una domanda un po’ controcorrente. Si parla sempre dei ringraziamenti, di chi ha aiutato chi, delle persone speciali. Invece la mia domanda è questa: in questa avventura avete avuto dei detrattori? Qualcuno che vi ha sconsigliato, che vi ha detto di lasciar perdere o addirittura messo i bastoni tra le ruote?
Assolutamente si. Guarda, ti sto per dire una cosa che può essere una bomba atomica…avevo giurato che avrei aspettato un po’ di tempo a dirla, ma non mi sembra giusto, perché per arrivare fino a qua abbiamo avuto veramente fegato. C’è stato qualcuno che velatamente ha cercato di fermarci, che ha assunto una sorta di metodologia del “terrore”, cercando di ostacolare quello che poteva essere l’avventura di “Tre Metri Sopra il Cielo”.
…e senza fare nomi, chi leggerò queste righe, capirà, no?
Esatto: chi ha orecchie per intendere, intenda. Noi abbiamo deciso di andare dritti per la nostra strada, in barba a tutto e a tutti. E’ chiaro che la nascita di un gruppo e di un evento del genere crea fastidio…insomma, i competitors sono i competitors! Nel campo del teatro c’erano delle realtà molto radicate e quando hanno visto con quanto entusiasmo portavamo avanti questa avventura forse all’inizio hanno pensato che eravamo venuti a fare i "bla-bla-bla". E invece abbiamo fatto di tutto tranne che i "bla-bla-bla", guarda l’esempio di “Toc Toc”. Ma abbiamo passato dei brutti momenti, eccome: abbiamo stretto i denti, ci siamo guardati in faccia e ci siamo uniti più di prima e siamo andati avanti. Contrariamente, cito e ringrazio di cuore invece la Compagnia della Rancia che invece ci ha supportato, sopportato, aiutato, sostenuto…sono delle persone che ci hanno dimostrato tutto il bene del mondo.
Che affluenza ti aspetti?
Guarda, in giro c’è un vociferare che i biglietti sono esauriti. Ci tengo a sottolinearlo: NON E’ VERO. I biglietti non sono esauriti, ci sono e ci sono ancora anche dei buoni posti! Fa parte anche un po’ dei meccanismi: ogni tanto parte la voce e chi si sente dire “è tutto sold out” rinuncia e non va a vedere lo spettacolo.
Giovanna, avendo seguito “step by step” i lavori da Selvino in poi e vedendo le interviste ai ragazzi, l’idea che mi sono fatta è che il cast non sia solo composta da ragazzi bravi e in gamba, ma ho visto anche delle “teste”, delle menti che lavorano con molta precisione. Sara’ una domanda retorica, ma cosa ne pensi?
Non è retorico ed è anzi un’occasione per dirlo e ribadirlo: il cast artistico, da Giovanni Maria Lori e Marcello de Toffoli al regista Mauro Simone e tutti i ragazzi, sono favolosi. Mauro poi è una persona speciale, io ho un’ammirazione sconfinata per lui! Tutti hanno dato tutto e anche di più, il lavoro che c’è stato dietro…sono sbalordita.
Parliamo della genesi di questo progetto: com’è nata l’idea?
Era Carnevale ed ero in montagna con mia nipote, che aveva 12 anni. Lei stava sempre sul computer e io le ho chiesto: “Ma che cavolo fai sempre attaccata al pc?? Fammi vedere!”. E lei, con aria trasognata, mi risponde: “Zia, sto guardando le cose di 3msc!”. Io, al momento, assolutamente ignorante in materia, le ho chiesto se si trattasse di una cosa di telefonini…che so, una sigla tipo GPRS…!!! E lei allora mi ha spiegato che 3msc stava per “Tre Metri Sopra Il Cielo” e lì ho iniziato a capire qualcosa…insomma, chiunque di noi sa cosa vuol dire questa frase, chi soprattutto ha vissuto un amore! Ho capito subito che doveva essere una storia d’amore e me la sono fatta raccontare. Io poi ero una fan sfegatata di “Dirty Dancing” e avevo cercato di prendere i diritti dello spettacolo teatrale…che per un pelo mi sono sfuggiti per una questione di tempistica…insomma, mia nipote mi ha dato libro e film! E se ci pensi, la storia non è poi così diversa da Dirty Dancing: i due protagonisti maschi sono un po’ dei balordi, entrambe le ragazze hanno nomi simili, Baby e Babi, sono entrambe di buona famiglia…
E secondo te perchè queste storie d’amore con protagonista il “bello e dannato” di turno hanno sempre così successo, e le donne stanno lì a sbavare per essere nei panni della Baby/Babi d turno? Perché il “bastardo” ha sempre così successo con le donne?
Perché noi donne siamo così! Io sono andata a fare una serie di conferenze nelle scuole e chiedevo alle ragazzine di loro amasse il bello e bastardo…alzavano tutte la mano! Perché nell’immaginario della donna l’uomo che ha il polso per potere subire le botte, per potere fare l’alternativo, per potersi ribellare alle cose…probabilmente ha anche il polso per potere gestire una donna. E a noi piace avere a fianco qualcuno che ci faccia sentire protette e invece di vederne il lato bastardo, vediamo quello forte. E parli con una che non ha imbroccato una storia d’amore! - risate -
Quindi vuoi dire che non ti sei mai sentita a 3 metri sopra il cielo??
Come no! Io ho vissuto una storia incredibile che mi ha portato altro che a 3 metri sopra il cielo! Ti alzi alla mattina con lo stomaco attorcigliato, con il profumo di lui nel naso, con i suoi occhi davanti…
Ed era un bello e stronzo??
Eh si…era un bello e stronzo! Era un animatore…una categoria da cui ero sempre rifuggita! E invece, nel momento meno opportuno, nell’unico anno in cui mai e poi mai avrei pensato di caderci…è arrivato lui e mi ci sono ritrovata invischiata. Non ero nemmeno una ragazzina, avevo 29 anni. Poi si è ripetuta, perché se da lui sono scappata a gambe levate, di recente ne ho centrato un altro simile! Un’altra storia travagliata, si vede che è il mio destino! risate
Cosa vuole veramente, secondo te, una donna da un uomo?
Mah, anche un gesto di romanticismo estremo…come il “Io e te tre metri sopra il cielo” scritto sul ponte. E’ un gesto che è diventato un’icona per tutte. Noi avevamo quelli che ci scrivevano “ti amo” sotto il cancello di casa o fuori dalla scuola…le cose non cambiano negli anni.
Una domanda tecnica. “Tre Metri Sopra il Cielo – Lo Spettacolo”. Perché la dicitura “Lo Spettacolo” e non “Il Musical?” In fondo è un musical a tutti gli effetti.
Sai, avendo a che fare coi ragazzi molto giovani, ci siamo resi conto che loro hanno un loro termine di linguaggio, che è diverso dal nostro. Per loro è tutto “uno spettacolo”, “un evento” o“una figata”. Di certo non potevamo chiamarlo “3msc- La figata” risate . Peraltro il termine “musical” non appartiene al loro linguaggio e quindi abbiamo preferito “lo spettacolo”. Così loro si avvicinano anche al musical e capiscono di cosa di tratta e come è fatto.
Inserita il 12 - 04 - 07
Fonte: Fabienne Agliardi
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