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Il teatro che parla di lavoro e il lavoro che diventa teatro.

La Rubrica è curata da Debora Pasero.
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Se il teatro entra in azienda e il management in teatro
Se il teatro entra in azienda e il management in teatro
L'economia sta cambiando, è indiscusso. Dalla rivoluzione industriale il mutamento è stato repentino e continuo e il Ventunesimo secolo, in particolare, è caratterizzato da un'economia che da industriale sta diventando creativa. Un'evoluzione che porta a ribaltare il ruolo degli attori del mondo del lavoro, muta la relazione tra cultura e lavoro, fruizione e spettatore, azienda e benessere: divenendo un rapporto sempre più stretto. Le aziende crescono se riescono a coinvolgere e mobilitare i propri dipendenti e fruitori offrendo nuove emozioni. Questo vale per le industrie, ma anche per lo spettacolo. Il tempo trascorso sul posto di lavoro si sta dimostrando necessario di cambiamenti relazionali e organizzativi e anche il teatro necessita sempre di una maggiore cura dello spettatore. Ecco allora la fusione tra ambienti tanto diversi per portare avanti lo stesso scopo: lavoratore felice, maggiore produzione, spettatore soddisfatto maggiore pubblico. I diversi linguaggi dello spettacolo diventano un modo per tradurre ciò che spesso è solo scritto (come manuali, materiali didattici, presentazioni di prodotti e servizi, relazioni, cataloghi ecc.) in esperienze da vedere, da ascoltare e da vivere e nello stesso tempo studi di marketing e fattibilità non posso che aiutare il mondo del teatro con spettatori sempre più esigenti. La contaminazione dei linguaggi permette così l'ideazione di nuove strategie manageriali. Due libri che, uniti tra loro, danno in questo senso una visione abbastanza completa sono di due case editrici, che giocano molto con le contaminazioni: l'ETAS e la Franco Angeli. Ecco allora “L’arte dello spettatore” un testo creato da diversi autori di varie provenienze e curato da Francesco DeBiase. Il libro fa incontrare professionisti all’apparenza poco legati al mondo teatrale, ma che riscoprono quest’arte come qualcosa che va ben oltre l’intrattenimento interrogandosi sul ruolo dello spettatore e dello spettacolo contemporaneo. Professioni che si intrecciano, spazi non convenzionali e pubblico sempre più eterogeneo, sono la dimostrazione di una realtà che cambia e che dimostra il conseguente cambiamento della domanda/offerta culturale. Aumenta così da parte degli enti di cultura la volontà di permettere un accesso sempre più ampio alle forme di spettacolo, verso una democratizzazione culturale. “L'arte dello spettatore” è una “scrittura collettiva” di politici, economisti, psicologi, esperti di marketing, organizzatori, che si analizzano le dinamiche partecipative del pubblico, riflettendo sul rapporto tra produzione e fruizione. Un testo che fornisce spunti sulle ultime lauree del management culturale, le nuove professioni e anche le riflessioni sul cambiamento di accesso alla cultura e le possibili strade di sviluppo. L'altra faccia della medaglia è rappresentata da “Televisione e teatro in azienda” di Andrea Notarnicola, che al contrario parte dalle situazioni aziendali tentando di analizzarne le dinamiche attraverso le forme dello spettacolo. L'autore porta ad esempio molte aziende che come la Siemens, Manpower, Illy, Vodafone e altre realtà che riscoprono il mezzo artistico, come elemento dal quale partire o ripartire per la creazione di nuove modalità di promozione, ma anche di integrazione aziendale. Notarnicola mette in evidenza quanto l'intero contesto sociale necessiti di innovare la propria cultura. Nascono le televisioni d'impresa, le sitcom pubblicitarie, le fiction sui vizi manageriali, per divertire, ma anche riflettere e mettersi in gioco. Il teatro ritorna alla sua forma primaria di catarsi e diventa così la forma migliore per drammatizzare i comportamenti di “popoloazioni in cattività”: gli impiegati di un ufficio, ovvero una delle tribù più grandi nel mondo lavorativo contemporaneo. Ecco così che due mondi si uniscono, azienda e spettacolo, giocando a scambiarsi di ruolo per imparare l'uno dall'altro. _______________________________________________________ L’arte dello spettatore
Il pubblico della cultura tra bisogni, consumi e tendenze
A cura di: Francesco De Biase Editore: Franco Angeli isbn: 978-88-464-9858-8 Euro 32,00 Televisione e teatro in azienda
Usare nuovi linguaggi per innovare le imprese
di A. Notarnicola ISBN 8845313433 Euro 17,00
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Inserita il 01 - 12 - 08
Debora Pasero
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