Il teatro è un’arte duttile, discreta ed invadente, trasgressiva e conformista.
Tira fuori passioni, rancori, educa e istruisce.
Un’arte millenaria nata con l’uomo, un’urgenza insita nelle viscere perché senza comunicazione non vi è relazione e senza teatro è come se non vi fosse vita.
Dalla Grecia antica è stato strumento educativo, poi politico, adottato dalla Chiesa per indottrinare e nello stesso tempo condannato come la peggiore delle arti tanto al punto da scomunicare gli attori stessi.
Arte popolare ed emblema borghese, dal Novecento è stato una forza di rinnovamento, di lotta e di denuncia, il teatro è diventato modo per analizzare la vita quotidiana.
Teatro e terapia, teatro politico, teatro dall’impegno civile e ora teatro d’impresa.
Questa rubrica vuole parlare del teatro che entra nelle aziende, che attraverso i suoi testi, tanto antichi, quanto attuali ci parla anche di leadership e management.
Il Teatro d’Impresa è uno strumento educativo e di informazione, che si è sviluppato in Quebec negli anni '80, diffondendosi rapidamente in Europa e negli Stati Uniti.
In Italia, ha fatto la sua apparizione verso la fine degli anni '90, suscitando immediatamente l'interesse del mondo della formazione.
Ad oggi sono molteplici le realtà in cui si è ricorsi alla sua applicazione, grazie anche alla facilità con cui è possibile affiancarlo a percorsi formativi più tradizionali.
È una tecnica che permette di migliorare le dinamiche d’ufficio e lo spirito di gruppo nelle aziende. Spesso si mettono in scena dinamiche aziendali da parte di attori professionisti, ma generalmente sono gli stessi dirigenti e impiegati che si “mettono in gioco”.
Ma questa vuole essere anche una rubrica di teatro che parla di lavoro, che entra nelle fabbriche nei cantieri e racconta storie; storie di chi a teatro forse non ci sarebbe mai andato, perché nonostante nasca come “arte del popolo”, troppo spesso è ancora per pochi.