"Suo padre ormai è alla fine, morirà comunque, che lei vada al suo capezzale o no. L'affare è di 100.000 euro, non può certo lasciarlo per correre da suo padre - e poi ancora - Lei è un comunista, lo siete tutti quando arrivate qua dentro: tocca a noi poi rieducarvi...!"
Certo forse questa frase non se le è mai sentita dire nessuno, ma qualcosa di simile sicuramente sì.
Comunista, opera del laboratorio teatrale Il Re Nudo, è uno spettacolo tratto dal testo omonimo di Angelo Ferracuti che mette in scena un ipotetico folle colloquio di lavoro.
Sessant'anni minuti di duello, tra azienda e dipendente, selezionatore e candidato che rompe non più la quarta parete teatrale, ma quella aziendale.
Una ricostruzione che sembra paradossale, alla “ragionier Fantozzi”, ma che purtroppo svela una realtà non così lontana.
Un crudele e implacabile selezionatore di una grande azienda e un aspirante dipendente laureato in antropologia culturale ( interpretati da Piergiorgio Cinì e Pierluigi Tortora) che si fronteggiano a suon di curriculum e test psicoattitudinali.
L’ufficio Risorse Umane della “Vulcanica” è l’arena in cui i due sono costretti a scannarsi, pure consapevoli che, dagli spalti, il Sistema li osserva divertito e attende solo di nutrirsi del loro sangue, indifferentemente dell’uno o dell’altro.
Attraverso un liguaggio scurrile, gesti e atteggiamenti sicuramente non “politically correct” e un'impostazione registica grottesca, Alessandro Perfetti in “Comunista” esalta il realismo mettendo in evidenzia la possibilità, che queste siano le dinamiche che intercorrono in molte aziende quando le pporte si aprono a nuovi arrivi.
Angelo Ferracuti torna a un tema a lui caro, quello del mondo del lavoro, già esplorato nel suo libro di reportage “Le risorse umane”(Feltrinelli, 2006).
“Comunista” è perciò una sarcastica, amara rappresentazione del potere. Un potere gerarchico, manipolatore, il potere atavico ed “oggettivo” dell’uomo sull’uomo.
Un teatro fastidioso, spietato al punto d'essere troppo vicino alla realtà. Uno spettacolo che vale la pena vedere per sorridere, ma anche per riflettere.