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Gomorra
Gomorra
Ha debuttato il 29 ottobre al Teatro Mercadante di Napoli "Gomorra", adattamento teatrale dell'omonimo testo letterario di Roberto Saviano, scritto da Mario Gelardi e interpretato da Ivan Castiglione.
Un debutto atteso, preceduto da un adrenalinico carico di curiosità e di aspettativa, che segna l'avvio di una tournée che toccherà i più importanti teatri della penisola fino alla fine della stagione invernale.

Un progetto singolare e coraggioso, probabilmente unico nel panorama dello spettacolo italiano, che fonde l'esperienza narrativa di uno dei lavori più incisivi ed originali pubblicati in Italia negli ultimi decenni con quella di una scrittura per il palcoscenico motivata a sviluppare il racconto di una storia complementare a quella del testo originale.

Bello e particolare il percorso che ha condotto alla nascita e alla messa in scena di questo lavoro, che si configura come uno dei più coraggiosi ed intensi delle ultime stagioni.
E particolarmente importante, per la connotazione inedita dell'approccio che conduce dal testo alla trasposizione scenica, anche il percorso che ha portato all'elaborazione di un lavoro che sarebbe riduttivo definire come un semplice adattamento teatrale.

Su "Gomorra" e sul suo autore, Roberto Saviano, si è forse già detto tutto - prbabilmente a volte anche troppo -, portando alla ribalta delle cronache il testo di un autore esordiente che, da subito, ha saputo imporsi all'attenzione di pubblico e critica raccontando, con rara qualità letteraria e inedita efficacia, la realtà sociale della camorra e delle dinamiche dei suoi giochi di potere, disvelandone i meccanismi di azione e di compenetrazione nel tessuto sociale e culturale con un impatto dirompente sia sotto il profilo dell'incisività narrativa che sotto quello della denuncia civile.

La stesura teatrale del testo, che si propone non come un semplice adattamento ma come un lavoro continuo e complementare, promette ora di colpire e far discutere tanto quanto il lavoro che lo ha ispirato.
Le impressioni e le critiche successive all'esordio contribuiscono ad alimentare questa prima suggestione, focalizzando doverosa attenzione sull'energia con la quale il lavoro e l'energia che porta con sé si impongono anche sul palcoscenico.

Racconta Mario Gelardi, autore e regista del testo teatrale di Gomorra:

"Abbiamo scelto e lo abbiamo fatto in base a quelle che erano per noi, le vite più “necessarie“ da raccontare. La scelta è andata su cinque di quei personaggi, Pasquale, Mariano, Pikachu, Kit Kat e lo Stakeholder. Scelta difficilissima, perché in questo modo abbiamo dovuto sacrificare storie bellissime, come quelle di Don Peppino Diana.

Lavorando sulle bozze di Gomorra, quindi sull’edizione iniziale, quella non andata in stampa, ho avuto occasione di approfondire ancor di più le storie, di poter raccontare quei personaggi al di la del "fatto" che gli accadeva.

Poi all’improvviso, durante il tranquillo lavoro di due autori, è accaduto quello che molti giornali hanno raccontato, quella che tra noi chiamiamo "l’invettiva di Casale". Ricordo i giorni seguenti, quelli davvero duri e difficili. I giorni della lontananza, dei telefoni muti, delle notizie lanciate dai giornali. I giorni del silenzio che dopo un rincorrersi continuo venne , finalmente, interrotto.

La nostra amicizia, ma anche il nostro rapporto di lavoro, è dovuto necessariamente cambiare. Vederlo accompagnato sempre da tre carabinieri, incontrarlo in luoghi sempre diversi, rincorrerci via e mail per scrivere un dialogo o correggere una scena, è stata un’esperienza decisamente unica nella sua irrazionalità. Perché comunque la si pensi, scrivere un libro, attestare il diritto alla legalità di un popolo, non può costare tutto questo.

Da quel punto in poi l’esigenza, perché forse lui ne avrebbe fatto a meno, di raccontare una sesta storia, proprio quella di Roberto. Quella che nel libro c’è solo in parte, quella che il pudore dell’autore aveva mitigato nelle emozioni. Abbiamo iniziato così, un lavoro con Ivan Castiglione, che lo interpreta, per ricostruire il rapporto di Roberto con le sue storie e l’atteggiamento che aveva avuto con i suoi personaggi, ma abbiamo anche cercato di raccontare, seppur brevemente, il dopo "Gomorra".

Un percorso davvero difficile quello che ha portato alla realizzazione dello spettacolo, fatto di molti no e rifiuti, sembrava quasi che la camorra non fosse un tema interessante per il panorama teatrale, ricordo ancora le parole di qualcuno "è un problema locale, non interessa al pubblico". Solo grazie all’impegno di Ivan Castiglione, al contributo prezioso di Giuseppe Miale di Mauro, all’aiuto di Luigi Marsano e soprattutto al coraggiosa decisione del Teatro Mercadante, di produrre lo spettacolo, siamo riusciti a portare a termine questo impegno".


Premesse che non possono che rendere il lavoro - insieme alla sua storia nelle storie - ora più che mai catalizzatore di prioritario interesse sulla scena di un teatro civile che si rende strumento necessario di racconto, di cronaca e di denuncia.

***
Di seguito, tutte le date della tournée:

29 ottobre - 18 novembre
Napoli, Teatro Mercadante - Ridotto
23 novembre
Potenza, Teatro Francesco Stabile
24 - 25 novembre
Bari, Teatro Kismet
27 novembre - 8 dicembre
Roma, Teatro Valle
9 dicembre
Spello (Pg), Teatro Subasio
11 dicembre
Scandiano (Re), Teatro Boiardo
12-16 dicembre
Prato, Teatro Fabbricone
18-19 dicembre
Pordenone, Teatro Comunale Giuseppe Verdi - Sala prove
Inserita il 19 - 11 - 07
Fonte: Claudia Bertozzi

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