Quest?anno il Festival dell?Eccellenza Femminile che si svolgerà a Genova sarà dedicato ad una delle figure più interessanti e drammatiche della scienza al femminile, quella di Ipazia di Alessandria.
Se la valigia dell?attore avesse il potere di trasportarci all?indietro nel tempo sarebbe utile e istruttivo approdare nell?Agorà dell?Egitto del V secolo d.C. dove potremmo incontrare Ipazia, grande studiosa di matematica e ricercatrice scientifica ante litteram, prima che la poverette venisse uccisa, lapidata e poi squartata. I motivi di questa uccisione sono da ricercare prevalentemente nelle gelosie e nell?invidia che la ragazza suscitava. Una donna che con le sue ricerche poteva appannare i risultati dei colleghi maschi o addirittura mettere in discussione l?autorità di filosofi e teologi era un pericolo da debellare. Fu il padre Teone ad avviarla agli studi scientifici, dandole la possibilità di lavorare con lui ad un?opera intitolata ?Commento di Teone di Alessandria al Terzo Libro del Sistema matematico di Tolomeo. Edizione controllata dalla filosofa Ipazia, mia figlia?. Era anche un?astronoma, Ipazia, e una filosofa molto apprezzata, tanto che Socrate Scolastico parlò di lei come della terza caposcuola del platonismo, dopo Platone e Plotino. Attraverso lo studio dell?astronomia e della filosofia Ipazia insegnava a riflettere sul se guardando fuori, verso il cielo stellato e mostrava come procedere in questo cammino con l?aiuto della geometria e dell?aritmetica.
Per questo motivo, e per il successo che la personalità di Ipazia riscuoteva, gli invidiosi si armarono contro di lei e la uccisero. E? controverso se mandante dell?omicidio fu il vescovo Cirillo o qualcun altro, ma quello che è certo è che con la morte di Ipazia si potè considerare distrutta una delle più esemplari comunità scientifiche di quell?epoca.