Esiste, in Liguria, un paese, un borgo medievale adagiato sul pendio del monte Terca, in Val Nervia, che si chiama Rocchetta Nervina. In questo paese, tutti gli anni, ad agosto, abitanti e turisti si trovano catapultati nel mondo delle fiabe. Infatti ogni anno, tra il 15 e il 20 agosto la municipalità in collaborazione con lo Studio Associato Attori organizza il bellissimo Festival delle Fiabe.
Per tre giorni, tutto il paese è coinvolto nella preparazione e nella rappresentazione di una fiaba classica: da Alice nel Paese delle Meraviglie, a Peter Pan, a, come quest’anno la Bella e la Bestia. Un appuntamento tra gioco e cultura che ha finora ottenuto un ottimo successo di pubblico e che fa del paese un polo di attrazione nell’entroterra del ponente ligure. La fiaba di quest’anno, adattamento realizzato da Maria Grazia Tirasso della celebre storia scritta da Madame de Beaumont racconta di un giovane principe che vive in uno splendido castello e che una notte gelida si rifiuta di offrire rifugio a una vecchia mendicante. La donna è in realtà una fata, che non esita a vendicarsi trasformandolo in un orrido essere dal corpo umano e dal volto di un animale.
Ma, come in tutte le fiabe, l’incantesimo può essere vinto, se il principe impara ad amare e se qualcuno, anzi qualcuna, compensa con il proprio altruismo l’egoismo di lui. La giovane Bella, che vede in lui un uomo degno di affetto, sarà il suo filo di Arianna verso la salvezza.
In scena, o meglio per le erte stradine di Rocchetta Nervina, si esibiranno attori professionisti, ormai uniti in un gruppo affiatato: Alessandra Albarello, Franco Baldan, Ileana Bellantoni, Lazzaro Calcagno, Andrea Carretti, Elisabetta Dellepiane, Stefano Giacomazzi, Eugenio Maliscev, Francesco Mastrandrea, Silvia Napoli, Giovanna Vallebona, Sara Vallebuona, Luana Vignolo, Sara Zunino. La regia è affidata a Fabrizio Giacomazzi e le musiche sono di Francesco Nardi. Abbiamo raccolto qualche osservazione del regista, che vale come promemoria per chi voglia avventurarsi nel mondo della fantasia: “La fiaba pone al centro dell’attenzione il valore del saper guardare oltre le apparenze, sorretti da un atteggiamento amorevole e di accoglienza dell’altro diverso da noi”. Spazio dunque al gioco e ai sogni, ma che ci sia anche da imparare qualcosa, in un mondo in cui la diffidenza e l’apparenza la fanno da padrone.