Una lettura estiva divertente e istruttiva mi spinge a raccomandare il testo in questa rubrica. Si tratta di “Storia della camera da letto” di Pascal Dibie, edito da Bompiani nei Tascabili. Dibie, docente di Etnologia all’Università di Paris III, viaggiatore tra gli indios dell’Amazzonia e gli Eschimesi e consulente di collane editoriali, compie questa volta un viaggio immobile in una delle stanze più interessante della nostra vita, quella dove si compiono i riti dell’accoppiamento e della procreazione e che proprio per questo intriga più di ogni altra. A partire dai Greci, che dedicarono alla camera da letto ben due divinità, Hipnos, il sonno che fa dimenticare ogni dolore e Eros, l’amore, figlio di Afrodite, l’autore procede con una carrellata dei modi e delle mode di dormire. Interessante anche per consigli indiretti a coppie in cerca di novità. Per esempio Dibie racconta che nell’antica Roma nell’alta società era segno di bon ton che i coniugi dormissero in camere separate. Nel Medioevo, epoca di sortilegi e scaramanzia, la donna che voleva impedire che il marito la tradisse, rendendolo impotente (non si sa se provvisoriamente o definitivamente) usava una particolare procedura: si spalmava il corpo di miele, e si rotolava su un mucchio di grano. Poi si toglieva con cura i chicchi così raccolti e li metteva in una macina a mano, che azionava in senso contrario, da sinistra a destra. Poi usava la farina per preparare un pane e lo dava da mangiare a colui che desiderava “castrare”. Dibie parla anche delle consuetudini erotiche dei vari popoli e illustra diversi tipi di letto, dal lussurioso sofà al lieve tatami giapponese. Un libro insomma che più che da leggere è da provare….