"Di giorno uno scienziato materialista, di notte visionario" G. Guerrieri
Georg Büchner (1813-1837). Un rivoluzionario, uno scienziato, un filosofo, un grandissimo scrittore. Georg Büchner fa parte di quel filone di autori "nascosti", il suo teatro vedrà infatti il pubblico molto tempo dopo la sua morte, assolutamente innovativo, assolutamente vero e forte. Una drammaturgia, la sua, densa di riferimenti, dalla politica alla letteratura; riflessioni, dalla società al singolo; riletture. LEONCE. [...] Cosa non fa la gente dalla noia! Studiano dalla noia, pregano dalla noia, si fidanzano, si sposano, si moltiplicano dalla noia, e infine dalla noia muoiono. E il ridicolo è che fanno tutto con le facce più serie di questo mondo, senza chiedersi il perché, e suppongono che Dio ne sappia qualcosa. Tutti questi eroi, questi geni e questi sciocchi, santi e peccatori, questi padri di famiglia in fondo non sono altro che raffinati fannulloni. Leonce e Lena - Büchner
Un raffinato teatro melanconico, razionale, romantico, ideale, visionario, assolutamente ironico. Anche nella commedia Leonce e Lena si ritrova facilmente quel dolore celato da un sorriso beffardo e pungente suscitato e rivolto all'essere umano, alla sua stoltezza, alla sua incoscienza. MAESTRO. (rivolto al popolo) State dritti! Non grattatevi dietro le orecchie e non soffiatevi il naso finché l'augusta coppia non sia passata, e mostrate la dovuta commozione, altrimenti verranno usati mezzi altrettanto commoventi con voi. E siate riconoscenti di quanto si fa per voi, infatti vi si è disposti in modo che il vento spiri su di voi dalla cucina e, almeno una volta nella vita, anche voi possiate sentire l'odore dell'arrosto. Büchner riprende dalla più alta tradizione Shakespeariana quella punta di divertente cinismo addolcita da un sentimento tipico dei romantici tedeschi: quel forte desiderio di correre tra le braccia della natura coperto dal velo della notte che tutto trasforma e che fa perfino dimenticare di appartenere alla razza umana. LENA. [...] Mi viene in mente un pensiero terribile: credo che ci siano uomini che sono infelici, terribilmente infelici, per il solo fatto di esistere.
Leonce e Lena è una commedia-favola che tratta di un amore coronato tra il bel principe e la bella principessa. Presenta apparentemente tutti i tratti della corrente romantica in realtà ha in se tutto il teatro moderno: nessuna azione se non quella puramente mentale, i personaggi sono quasi marionette che ricordano a tratti La Principessa Maleine (1889) di M. Maeterlink, è centrale il tema della morte e dell'esistenza che facilmente rammenta tutto il lavoro beckettiano, ma vi è anche una forte vena del teatro dell'assurdo di Artaud, inoltre quello di Büchner è un teatro politico ma anche filosofico e sembra chiaro che perfino il nichilismo non ne sia estraneo. Sembra insomma che in Büchner sia riassunto tutto il teatro moderno facilmente rintracciabile dietro la trama della sua raffinata e divertente ironia, ma anche la più bella tradizione teatrale, quella delle maschere, vivissima nel personaggio di Valerio: quasi un arlecchino che si mette a servizio di Leonce.
VALERIO. Ma io, in verità, volevo annunziare a quest'eletta e nobile società che sono qui con me i due automi famosi in tutto il mondo, e che io forse sono il terzo e il più notevole, se io stesso sapessi veramente chi fossi; cosa della quale non ci sarebbe del resto da meravigliarsi dal momento che io stesso non so assolutamente nulla di quel che dico, anzi nemmeno so che non lo so, cosicché è molto probabile che solo mi si faccia parlare così e in realtà non siano che rulli e soffietti che dicono tutto.
Un'artista impareggiabile che raccoglie in se la tradizione del teatro che va dal '500 a tutto il '700 e al contempo pone solide basi per la costruzione di tutti i grandi temi della modernità. Non resta che leggerlo!
Titolo Teatro. La morte di Danton-Leonce e Lena-Woyzeck Autore Büchner Georg Prezzo € 9,00 Dati 1978, XXII-176 p., brossura Curatore Dolfini G. Editore Adelphi (collana Piccola biblioteca Adelphi)
Inserita il 25 - 08 - 07
Fonte: Simona Innocenzi
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