Ci sono delle domande a cui non c'è risposta che possa essere sufficiente o sufficientemente valida. Domande che ti ronzano in testa sbattendo da un orecchio all'altro, e le loro stridule risa denigrano la tua piccolezza di essere umano.
Cos'è il teatro?
Non lo so, esattamente come non so quanto sia importante saper definire il concetto di teatro. So però che la cosa necessaria è cercare di aprire tutta me stessa per capire in cosa e come il teatro prende vita. Allora, e soltanto allora, si comincia a viaggiare dentro il teatro e lo si riesce a scoprire nelle piazze, in una poesia, in un romanzo, in un quadro, alla radio.
Suoni.
Suoni come colore che donano parte di se alla tela bianca dipinta dalla nostra immaginazione stimolata. Suono come emozione, atmosfera che costruisce attorno alla nostra persona il mondo che narrano. Da l'idea di teatro come creazione di un visionario impazzito di passione per l'arte, un arte ironica, cattiva, raffinata figlia e madre al tempo stesso del proletariato.
Da tutto questo nasce INTERVISTA AZIENDALE risultato dell'elaborazione-trasformazione del regista Carlo Quartucci, su canovaccio di Primo Levi, e della sua compagnia TEATRO STUDIO nel 1968.
INTERVISTA AZIENDALE giace attualmente negli scaffali impolverati dell'archivio TECHE RAI, come tutte le meraviglie che quell'archivio contiene: ore e ore di pellicole che muoiono sole.
Le reti statali non le mandano in onda perchè sono effettivamente antieconomiche e controproducenti in quanto svelano, stracciano il falso teatrino dell'attuale mancanza di censura culturale:
...Vogliamo arrivare a quanto hanno realizzato le api ... Sì, pare che centinaia di milioni di anni fa costruissero gli alveari razionalmente, con calcoli e disegni, e ora invece li costruiscono automaticamente per istinto, sempre uguali, con evidente risparmio di tempo e di lavoro... (Intervista Aziendale - 1968)
Una piéce teatrale-radiofonica di una contemporaneità potentissima caratterizzata da una preveggente lettura sociale potentemente veritiera
Attore 2
In realtà è ... il metodo della messa a riposo dei lavoratori anziani, è un metodo ormai sorpassato. Noi siamo convinti che il metodo psicologico, cioè del convincimento personale, sia ancora la maniera più semplice e più adatta. E per questo abbiamo, per cosi dire, vari test, cioè per esempio c'è il raddrizzamento dei chiodi, l'aggiustatura dei vetri rotti.
Attore 1
E se un vecchio si ribella?
Attore 4
I vecchi non si ribellano mai, ci sono i guardatori.
Attore 1
Chi sono guardatori? Questo ci interessa.
Attore 4
I guardatori vengono scelti: sono degli anziani con degli occhi molto sporgenti, come le dicevo prima.
Attore 1
Perché sporgenti?
Attore 4
Perché devono trovare subito i recriminatori. L'unico pericolo costituito per la nostra grande azienda in questa città dove nessuno nasce, sono i recriminatori. I recriminatori, sono coloro i quali non accettano il nostro presente.
p.s.
Attraverso questo articolo chiedo la riedizione di un cofanetto corredato di libro e CD, lo chiedo a voce alta anche se la voce, la mia voce, cadrà nel profondo abisso del vuoto, perchè questa ragione non può e non deve essere una giustificazione del silenzio. Troppo spesso ci si dimentica che silenzio vuol dire anche assenzo.
nella foto: Carlo Quartucci
Inserita il 16 - 02 - 07
Fonte: Simona Innocenzi
|