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Il grande Teatro in Musica ed in Prosa
Da Sofocle a Verdi, da Aristofane a Rossini...e così via...

La Rubrica è curata da Natalia Di Bartolo.
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"SCRIGNI" della Musica: il Teatro "Sangiorgi" di Catania, I
[Nella foto, la facciata del Teatro "Sangiorgi" a Catania] Agli albori del XX secolo, Catania era una città bella e moderna. Grazie alla politica del Prosindaco De Felice e degli amministratori dell’epoca, si era addirittura pensato di renderla una città turistica “di svernamento”, al pari di altre città europee che godevano dello stesso clima mite e di simili tradizioni storico-artistiche. Anche Catania, dunque, visse la propria “Belle époque". La temperie culturale che la città attraversava in quel momento era estremamente ricca e variegata: dalle opere letterarie immortali del grande Giovanni Verga (1840-1922), che giganteggiava su tutti, all’aulica poesia di Mario Rapisardi (1844-1912); dall’arte incisoria e pittorica di Francesco Di Bartolo (1826-1913) e di Calcedonio Reina (1842-1911), al fermento musicale “belliniano”, che tese a trasformare in Museo la casa natale del Musicista. Nella città, bella anche a vedersi per le opere pubbliche volute e realizzate in quell’epoca dorata, spiccava, fra l’altro il “nuovo” Teatro Massimo “Vincenzo Bellini”, splendido e ricchissimo, inaugurato nel 1890, progettato dall’architetto Carlo Sada (1849-1924) ed affrescato dai più abili pennelli dell’epoca, non ultimo Giuseppe Sciuti (1834-1911), autore anche del magnifico sipario, ancor oggi in uso, raffigurante l’immaginaria, storica vittoria dei Catanesi sui Libici. Insomma, a Catania, in quell’epoca fortunata, che precedeva momenti storici ed economici purtroppo assai bui, la Cultura era in fermento. Le sollecitazioni del nuovo secolo facevano crescere nei suoi abitanti e nei turisti anche il desiderio di svago ed intrattenimento. Accadde proprio in tale temperie storico-culturale che Mario Sangiorgi, ex idraulico passato all’attività imprenditoriale (dapprima fabbricò cappelli, poi specchi, quindi testate di letti in ferro, più avanti avrebbe riprodotto e diffuso il modello della sedia thonet, costruendola in patria sull’originale austriaco) pensò di creare una struttura che oggi definiremmo “multimediale”, quale aveva visto in un suo viaggio a Parigi. Nella propria intraprendenza imprenditoriale, quindi, la struttura era autenticamente avveniristica nella sua concezione. Nacquero, così i cosiddetti “Esercizi Sangiorgi”. L’impresa era titanica, ma le risorse del cavaliere lo erano altrettanto: l’idea fu realizzata materialmente senza problemi di sorta, seguendo lo stile della moderna architettura, il Liberty; il progetto fu dell’ing. Salvatore Giuffrida, gli stucchi e le decorazioni del pittore napoletano Salvatore Di Gregorio. Nelle intenzioni, pienamente realizzate, del cav. Sangiorgi, la nuova struttura degli “Esercizi” comprendeva innanzitutto un teatro all’aperto, dove si rappresentavano opere, operette e spettacoli di prosa. A cavallo fra Ottocento e Novecento, Catania, oltre al suddetto Teatro Massimo “Bellini”, disponeva di ben altre dieci sale teatrali, nelle quali la faceva da padrone il teatro dialettale di tradizione, del commediografo catanese Nino Martoglio (1870-1921) soprattutto, con gli interpreti Giovanni Grasso, Angelo Musco, Rosina Anselmi in grande attività, ma dove venivano ospitati non di rado attori del calibro di Eleonora Duse o di Leopoldo Fregoli; persino Sarah Bernhardt approdò in quel periodo a Catania. Il Teatro Sangiorgi divenne allora, immediatamente, sala scelta e frequentatissima dalle migliori compagnie teatrali. Il Teatro degli “Esercizi Sangiorgi” fu inaugurato il 7 luglio del 1900, con la Bohème di Puccini, diretta dal M°. Filippo Tarallo, primadonna il soprano Bice Adami. Era, come sopra accennato, all’aperto, ma sarebbe stato ricoperto nel 1907 e poi ristrutturato nel 1938. Ma la struttura degli “Esercizi” non si fermava al teatro, con annessi e connessi: comprendeva anche un salone interno di caffè concerto, un ristorante, una sala da pattinaggio, vari spazi di ritrovo e di ristorazione e, non ultimo, un albergo. Gli “Esercizi Sangiorgi” erano stati realizzati in pieno centro della città ed anche per questo divennero polo di attrazione per i catanesi; ma non solo per coloro che desideravano svaghi arditi per l’epoca: anche per signore e signorine, come si specificava nella pubblicità, che potevano frequentarlo serenamente, dato l’ambiente serio e controllato e, addirittura, per famiglie, in vena di sorbire un gelato guardando un gradevole spettacolo o, magari di fare una pattinata. Il Sangiorgi (chiamato così dai catanesi, nel suo complesso) divenne, quindi, meta di svago e punto di ritrovo privilegiato. A volte, si poteva fruire di qualche sorpresa, come un importante avvenimento sportivo o addirittura una proiezione cinematografica. Il Cinema arrivò al Sangiorgi nell’autunno del 1900, con la proiezione di “Quadri dell’esposizione di Parigi”, ben dieci anni prima che a Catania si inaugurasse l’”Eliseo”, il primo cinema cittadino. [ I Segue ]
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Natalia Di Bartolo
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