[ Nella foto, il soprano Patrizia Ciofi, ottima "Lucie de Lammermoor" in Francia. ]
Anche se le parti da lui eseguite sono in gran parte trasferite dall’italiano al francese, la cadenza, la dizione, il ritmo dei versi francesi donano al personaggio un fascino del tutto particolare, mantenendolo musicalmente su un registro lirico, ma facendo sì che traspaia quanto basti d’eroico per un personaggio che incarna l’amore fedele ed eterno, oltre la vita e, forse, anche oltre la morte.
Il nominare, invocandola, Lucie “ma bien aimée”, inoltre, dona ad entrambi i personaggi un fascino particolare, tutto francese, che rievoca gli splendori del finale del “Roméo et Juliette” di Gounod.
Anche Donizetti, allora, fece parte di “Quel gran circo che è l’Opéra Francaise”?, così come Verdi la definì per i canoni (i deteriori, ovviamente: i capolavori operistici francesi non si discutono!) della suddetta, sacra “Tradition”, che richiedeva balletti in ogni opera e soluzioni sceniche d’effetto? NO! Come sopra affermato, decisamente il genio Donizetti è e resta se stesso; da rude bergamasco, quasi maltratta la sua Lucie…ma solo per il suo bene, per renderla immortale.
La “Lucie de Lammermoor” è assai poco rappresentata, a favore della nostrana “Lucia di Lammermoor”.
L’input principale è stato dato a Lione, nel 2002, al teatro dell’Opéra National del Lyon, in cui hanno spiccato nella parte di Lucie non solo l’inarrivabile Natalie Dessay, ma anche l’italianissima Patrizia Ciofi, che ha riscosso un meritatissimo successo personale in un ruolo ostico per qualsiasi soprano; e Roberto Alagna, un Edgard, come al solito, all’altezza della situazione, sotto la direzione di Evelino Pidò.
A questa è seguita un’altra rappresentazione al Théâtre du Châtelet a Parigi, con gli stessi interpreti ed altrettante registrazioni in audio e video…ma si auspicano ulteriori riprese dell’Opera donizettiana: val la pena di far conoscenza con la sorella francese della nostra tanto amata Lucia!
Ad ogni modo, in questa modesta occasione, le due sorelle si sono finalmente conosciute fra loro…Un piccolo tassello, che si auspica possa essere utile nel percorso di approfondimento e diffusione dell’Arte immortale della Musica d’Opera.
( IV ) Fine
Inserita il 07 - 12 - 07
Fonte: Natalia Di Bartolo
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