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'LA PASSIONE' di LUZI: in esclusiva le 'note di regia' di SIMONE MIGLIORINI
LA PASSIONE  di LUZI: in esclusiva le  note di regia  di SIMONE MIGLIORINI

Nell'ambito della serata conclusiva del VI Festival Organistico diretto dal M.° Simone Valeri, Il 6 novembre 2010, l'Organizzazione del Festival Internazionale del Teatro Romano di Volterra, Direttore Artistico il noto attore e regista Simone Domenico Migliorini, ha messo in scena, riproponendolo in modo inedito, un pregevolissimo testo: "LA PASSIONE" di Mario Luzi (nella foto), scritto su richiesta di Papa Woytila, e che l'autore personalmente "donò" alla Compagnia in esclusiva. Più volte la messa in scena è stata promossa dalla Commissione italiana per l'UNESCO nella giornata Mondiale della Poesia.
In un'occasione di tale rilevanza, quindi, i magnifici interpreti del Festival di Volterra, con in testa lo stesso Migliorini, affiancato da Francesca Signorini e Domenico Belcari, si sono sentiti onorati di riproporlo, con grande successo, nella Chiesa di S. Leonardo della Libertà di Cerreto Guidi (FI), in una vera e propria serata-Evento, accompagnati da artisti d'eccezione come la Corale San Leonardo Ensemble Opera Armonica diretta dal M°. Valeri e Mariella Mochi all'organo.

Così scrive, in esclusiva nazionale per la Rubrica D'Opera in Opera di Teatro.org, il M°. Simone Domenico Migliorini nelle sue note di regia: "Il testo del Luzi è di una potenza incredibile e investe emozionalmente credenti e non. Si tratta di uno straordinario soliloquio di Gesù-Uomo che si appresta al suo sacrificio, per salvare gli Uomini che non sanno del proprio peccato.
"Conoscono i loro piccoli peccati, ma quello per il quale io muoio non lo sanno, Padre." fa dire Luzi ad un Gesù che durante la salita al Calvario si rivolge a Dio con la familiarità del figlio, chiedendosi se sia stato troppo umano o lo sia stato troppo poco; affermando che gli uomini odiano la sua semplicità, che vogliono uccidere il Divino che è in lui...Ci troviamo senz'altro di fronte ad uno dei capolavori del poeta toscano. "

"Quando parlai con il maestro Mario Luzi, che mi invitò ad andarlo a trovare nella sua casa a Firenze - prosegue il Migliorini - avevo ben chiara nella mia mente la messa in scena, o meglio il "modus-recitandi" dell'opera. Non volevo divenisse una litania che ricordasse una Funzione religiosa: volevo restituire anche alle Scritture che intervallano il poema e che corrispondono alle lettura tradizionale delle Stazioni nel Venerdì Santo, il loro significante. Volevo che agli Evangelisti e ai Profeti fosse restituita la loro oralità. Come? Immagino che un Evangelista o un Profeta parlando al popolo della loro esperienza non usassero quei toni che spesso siamo abituati a sentire nelle letture durante le Cerimonie religiose, ma avessero un modo di proporsi semplice, appassionato; che raccontassero in maniera coinvolgente le vicende che avevano vissuto o quelle che stavano predicendo, senza lamento ma con convincimento, quasi come si trattasse non di discorsi, ma di "comizi".
Luzi, fu subito daccordo con me ed entusiasta: bisognava contrastare il linguaggio "alto" del Cristo, con quello "popolare" dei Profeti e degli Evangelisti. In fondo stiamo mettendo in scena un'opera, non celebrando una Messa; dobbiamo uscire, quindi, dai Canoni. Luzi si raccomandò che l'interpretazione fosse comprensibile in ogni parola, in ogni pausa: gli piacque molto l'idea...e così, in quella Pasqua di dieci anni fa fu la prima messa in scena. Oggi, dovendo riaffrontare il testo, non ho cambiato idea: la formula recitativa rimane invariata, non per fedeltà di patto con il suo autore, ma prorpio perchè il testo richiede questo, perchè arrivi al cuore di ciascuno di noi. Ho solo ridotto gli interpreti partecipanti alla messa in scena a tre. Il lavoro è semplice ed in fondo rispecchia la altrettanto disarmante semplicità del testo, del Protagonista e dell'Autore stesso, che ricordo ancora con emozione mentre, dinoccolato, dolcemente austero, autorevolmente amorevole, mi salutava con la mano dal pianerottolo delle scale esterne della sua casa, regalandomi un'emozione che spero ridonare al pubblico con questa messa in scena."

Ringrazio, anche a nome di Teatro.org, il M.° Migliorini, e, nel complimentarmi con lui e la sua Compagnia del Festival Internazionale del Teatro di Volterra, auspicando una prossima replica del pregevolissimo lavoro del grande Luzi, mi corre l'obbligo di sottolineare come sia strano ma vero che la grandezza non debba sempre necessariamente essere contenuta nel "grandioso".

Natalia Di Bartolo

Inserita il 23 - 10 - 10
Natalia Di Bartolo
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