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La Rubrica è curata da Natalia Di Bartolo.
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ARNOLDO FOA': un Grande che graffia (e se lo può permettere)
ARNOLDO FOA': un Grande che graffia (e se lo può permettere)
Il prestigioso premio teatrale "Ombra della sera", "Tommaso Fedra Inghirami alla Carriera" di Volterra, in quest'anno 2008, è stato assegnato ad Arnoldo Foà, al termine del IV Festival Internazionale del Teatro Romano, il 30 luglio u.s., nella splendida cornice del Teatro Persio Flacco.

Questa la motivazione del premio (a cura di Alma Daddario):

"Nella sua pluriennale carriera, ha portato in scena autori classici e contemporanei, interpretato più di cento film, partecipato a produzioni televisive di livello, collaborato con registi come Visconti, Strehler, Ronconi, Scola, Losey, Blasetti, Orson Welles, solo per citarne alcuni. Si è cimentato anche nel doppiaggio, sua è la voce di altri grandi attori come Anthony Quinn. E’ inoltre drammaturgo, poeta, e regista lui stesso. Artista a tutto tondo, ama sperimentarsi anche nelle arti figurative, esponente e portavoce autorevole della cultura italiana nel nostro paese e nel mondo. Tra i suoi film più famosi: Il processo, Cento giorni a Palermo, Il sorriso del grande tentatore, Gente di Roma.
Queste alcune delle motivazioni per il premio alla carriera artistica intitolato a Tommaso Fedra Inghirami, e assegnato quest’anno ad Arnoldo Foà."

Chi non conosce il grande, temibile, terribile Arnoldo, così "cattivo" a teatro e sul teleschermo, da far credere che lo sia anche nella vita di tutti i giorni?

E' noto che il grande attore italiano abbia un caratterino niente male; ed a Volterra non si è smentito: tra il serio, il faceto e la burla ha rimproverato i volterrani di non essere venuti ad accoglierlo in ragguardevole numero:

“Ho fatto questo lungo viaggio sotto il caldo a 92 anni per venire a ritirare un premio bellissimo, in questa bellissima città certo di trovare tutta la città ad accogliermi e non uno sparuto gruppo di persone...”.

Eppure il teatro non era così vuoto per un mercoledì pomeriggio di piena estate!

La gente fermava per la strada il grande attore nel cuore di tutti gli italiani; un artista dell'alabastro gli ha persino regalato una sua scultura, per ringraziarlo di essere venuto a Volterra.

E a Volterra, come si diceva, è arrivato per ritirare il prestigioso Premio Teatrale, che ogni anno chiude il Festival e che ha visto sul palco oltre a lui, anche Gian Piero Bona, che ha ricevuto il premio "Giovan Cosimo Villifranchi alla Drammaturgia", ed Emilia Costantini, che ha ricevuto il premio "Jarro alla Critica teatrale".

Il Bona ha deliziato il pubblico parlando del suo ultimo scritto “Socrate” e ringraziando sentitamente i giurati e le autorità intervenute, il presidente della Fondazione Cassa di risparmio di Volterra, il presidente della Cassa di Risparmio spa, la polizia, la finanza e tanti altri, anche se, pare, non abbastanza perché l’intramontabile Foà potesse dirsi soddisfatto.

In giro per Volterra, egli sembrava un monumento della Cultura italiana confuso tra i monumenti dell'antica città, quasi a integrarli: passeggiava in un alone di ammirazione, gonfio dei suoi ricordi di quando abitava a Firenze e frequentava anche Volterra della quale è sempre stato innamorato. La gente gli chiedeva autografi ed agli, mantenendo fede ai personaggi “cattivi” che ha spesso impersonato, come il terribile Sir Daniel de "La Freccia Nera", rispondeva apparentemente sgarbato, spiazzando gli interlocutori basiti, che poi rassicurava con una risata e una stretta di mano.

Insomma: un mito, che può permettersi di tutto ed a cui tutto si può perdonare con un sorriso, al solo pensiero di quanta arte egli abbia profuso e profonda ancora a piene mani nella sua lunghissima e luminosissima carriera.

Smetterà mai di brontolare e di graffiare? Ne dubitiamo, ma ha animato, comunque, una serata intensa, che corona un Festival Internazionale tra i più originali e interessanti del nostro Paese, un Festival di grande spessore culturale ideato e diretto da un infaticabile Simone Migliorini e dal suo staff di collaboratori generosi ed entusiasti.

Un successo che appena tre anni fa era impensabile. A tutti loro il merito di aver valorizzato un sito archeologico tra i più belli d'Italia; il merito di aver legato l'immagine di Volterra e della Toscana a grandissimi nomi dello spettacolo e della cultura internazionale; il merito di aver recuperato tematiche culturali di grande pertinenza e appartenenza.

Elisabetta Pozzi, Irina Brook, Edoardo Siravo, Isabel Russinova, Fabio Poggiali, Marion D'Amburgo, Arnoldo Foa' questi solo alcuni dei nomi che hanno partecipato nel 2008 a questa Rassegna, per la quale si prevede e si augura un sempre più roseo e favorevole futuro.

Il gran finale, nella serata del 30 luglio, si è svolto nella splendida cornice del salone da ballo dell'ottocentesco Palazzo Viti, alla presenza delle Autorità civili e religiose, delle Forze dell'Ordine, della Finanza e di prestigiosi ospiti.

Ad maiora semper (anche ad Arnoldo Foà, con un abbraccio che gli dica: "Sei un Grande!").

[Nella foto cliccabile in basso, la statuina votiva etrusca proveniente dall‘antica Velathri, oggi Volterra, alla quale il poeta Gabriele D'Annunzio attribuì il titolo "Ombra della sera", per la sua sembianza filiforme, come un'ombra allungata dal sole del tramonto. Essa è il simbolo del premio teatrale volterrano.]
Galleria immagini (clicca sull'immagine per ingrandire)
Inserita il 02 - 08 - 08
Fonte: Natalia Di Bartolo

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