Presentata in una vivace conferenza stampa la prima prova di regia di Giovanni Scacchetti il quale si cimenta a Milano presso il Teatro Litta con un grande classico, “Zio Vanja” di Anton Cechov - tradotto e ridotto per questo allestimento da Fausto Malcovati - per raccontare attraverso il passato con i suoi ‘vuoti’ dell’esistenza quotidiana e le distanze tra i protagonisti il mondo attuale, la contemporaneità trasmettendola a chi verrà dopo.
Il debutto per Giovanni Sacchetti (Torino 1974), diplomato a Roma presso l’Accademia Silvio D’Amico e attivo nel settore, avverrà il 16 marzo e lo spettacolo proseguirà fino al 1° aprile per riprendere dal 6 all’11 aprile.
Si tratta della IVª edizione del progetto (nato nel 2000) “Work in Progress”, master per la regia teatrale ideato dal Teatro Litta di Milano (unico in Italia) e dedicato alla professione di un regista giovane che si misura per la prima volta con il teatro.
Articolato in tre anni di attività sotto la guida del tutor Antonio Syxty, regista ideatore del progetto: ‘primo spettatore’ degli spettacoli prodotti, negli anni precedenti ha visto all’opera Valeria Talenti, Carmelo Rifici (divenuto assistente di regia di Luca Ronconi, nelle ultime stagioni ha diretto importanti lavori per il Piccolo Teatro di Milano) e Claudio Autelli che hanno realizzato tre produzioni teatrali (una per ogni stagione)
Tocca ora al giovane torinese trasmettere attraverso ‘l’eco degli attori’ il messaggio cecoviano rendendo quelli che Malcovati definisce ‘l’eco del tempo’ e ‘l’eco della lingua’ filtrati dal suo ‘eco’ personale: una sfida che incuriosisce e un impresa non facile i cui esiti si possono verificare solamente assistendo allo spettacolo per saggiare ‘l’eco del pubblico’.