TEATRO ‘VENTAGLIO SMERALDO’: CONFERENZA/INTERVISTA PER “CARMEN”
Animata e brillante la conferenza stampa tenutasi presso il Teatro “Ventaglio Smeraldo” in cui è stato presentato lo spettacolo “Carmen” in programmazione dal 19 al 22 novembre, quasi un’intervista continuata visto che la protagonista di questo balletto, che promette di essere spettacolare, è stata bersagliata di domande unitamente a Luciano Cannito, coreografo e regista.
Decisamente di aspetto piacevole, disponibile al dialogo e molto sereno, Luciano, la cui carriera è di tutto rispetto, racconta la trama di questa moderna trasposizione di Carmen in cui, cambiati la situazione - resa profondamente attuale - e il contesto storico, restano le caratteristiche principali dell’eroina femminile, antesignana nell’800 di un’affermazione prepotente della femminilità più travolgente, genuina e soprattutto libera.
Carmen (l’opera lirica più rappresentata al mondo) in questo adattamento “non ha nessuna connotazione politica, è la vera storia di Carmen simbolo della fierezza di una donna che arriva a dare la vita per un ideale, fatto peraltro piuttosto raro nel mondo femminile e più frequente in quello maschile non foss’altro che per una questione di educazione”.
E qui non posso fare a meno che ammirarne la capacità di leggere un fatto elementare e condiviso da sempre: la ‘colpa’ del maschilismo è prettamente della donna che tramite l’educazione trasmette luoghi comuni, pregiudizi e cattive abitudini radicate da secoli.
Guadagnata stima totale, registro l’entusiasmo con cui Cannito parla della ‘Danza’ - quasi espressione sacrale - come manifestazione di perfetta armonia e coordinamento tra braccia e gambe in un svelare attraverso il movimento ogni attimo della storia, quasi un racconto filmico.
Nessun movimento, quindi, è fine a se stesso, ma frammento di una storia che si dipana nell’attuale temperie storica in cui le migrazioni di popoli risultano rovesciate rispetto al passato, non più da nord a sud, ma viceversa: ‘nihil novi sub sole’.
Professionalità di un regista il quale dichiara che nel momento delle prove Rossella Brescia (la sua compagna) non è più l’amata, ma una persona da guidare e seguire.
È tuttavia innegabile che un’ottima intesa favorisce la comprensione esistendo complicità di sguardi che vanno ben al di là delle parole, tutto ciò a vantaggio del balletto oltreché del clima generale.
E Rossella Brescia, conduttrice televisiva e soprattutto ballerina classica (diplomata con il massimo dei voti presso l’Accademia Nazionale di Danza Classica di Roma) - arte a cui si è votata con passione e determinazione fin dall’infanzia “chiedendo con insistenza alla famiglia di dedicarvisi e rinunciando a molto altro” - racconta entusiasta il suo personaggio con il quale si è stabilito un continuo e reciproco rapporto di dare/avere che arricchisce entrambi.
Si può a ragione aspettare con curiosità di ammirare lo spettacolo in cui Rossella sarà affiancata dal famoso ballerino cubano José Perez nei panni di Don José e da Antonio Aguila in quelli di Escamillo.