SPECIALE TEATRO-FESTIVAL-ITALIA: Una Land Lover in viaggio senza meta
Non è certo sufficiente uno spunto ispiratore, per giunta alquanto esile e neppure troppo originale, per fare di un simpatico ed ameno esercizio attoriale giovanile un’operazione di riuscita drammaturgia contemporanea, neppure può bastare, ovviamente, una presentazione piuttosto accattivante che ci prospetti la detta messinscena come passaggio di uno studio serio e pogrammatico intorno al complesso concetto del viaggio, dichiarazione d’intenti che lascerebbe presagire ulissismi artistici e poetici di ben altro spessore che non questo leggerissimo rondò di stereotipi devitalizzati, tenuti insieme da una regia debole almeno quanto l’ideazione, entrambe - forse non per caso – dello stesso Gianfranco Berardi.
I quattro interpreti, volenterosi e acerbi come allievi di una scuola in cui devono ancora dare il meglio, stentano ad offrirci personaggi credibili e sinceri, preferiscono affidarsi alla costruzione di tipologie esistenziali sterilmente piatte, scelta in cui, inevitabilmente, naufraga qualsiasi velleità d’approfondimento pur attestata dalle note di regia del testo, infatti, ammesso che i personaggi avessero in potenza un segreto o un dolore per eliminare il quale, sarebbero stati pronti a perdere per sempre la memoria delle proprie radici, nella concreta realizzazione scenica i personaggi sono poco più che delle gradevoli caratterizzazioni pseudotelevisive, un po’ Zelig e un po’ Colorado Café.
Infine, è necessario evidenziare che una certa imperdonabile ingenuità performativa si può riscontrare anche nella scelta dell’allestimento scenografico che non può né definirsi essenziale né ritenersi compiuto: si tratta, infatti, di un abbozzo approssimativo di scenografia, né convintamente pop, né definitivamente astratta, quasi si trattasse di pezzi costruiti alla buona giù in cantina, un po’ per gioco, un po’ per passatempo, non certo, però, per prender parte ad un Festival di Teatro Internazionale, fosse anche nella sezione dedicata ad un teatro giovane e fuori dal sistema.
Teatro Trianon - Napoli, 7 giugno 2009