SPECIALE TEATRO-FESTIVAL-ITALIA: La Gattoparda, sospesi tra sogno e realtà
In quello che s’immagina un palazzo abbandonato, al centro di una scena dai toni del bianco e nero si erge una sorta di trono completamente bianco che cela, sotto una pregiata tovaglia di pizzo, una figura che si rivelerà poi una donna vestita da sposa pronta ad animarsi per dare vita ad una sorta di visione onirica. In uno spettacolo i cui contorni sono appena tratteggiati, assistiamo al complicato ménage di tre donne, la protagonista e le sue due dame di compagnia, vincolate in un rapporto interdipendente di amore ed odio, perverso al punto che, in alcuni passaggi, viene da pensare che le due altro non siano che l’incarnazione di aspetti diversi di una stessa personalità. Le immagini del film Il gattopardo in lingua francese che scorrono sul fondo e particolari effetti sonori, sembrano evocare antichi desideri; e la protagonista, rintanatasi in volontario isolamento al riparo dal mondo estraneo, vive, al di qua dello schermo, come in un sogno dove realtà e fantasia perdono i loro confini, gioie dolori e sentimenti, immaginando di arrivare a sposare il protagonista della proiezione trasformandosi in lady Gattopardo appunto, da cui il titolo del lavoro La Gattoparda.
La struttura del testo si basa sull’uso di tre lingue diverse per i tre diversi piani narrativi, l’italiano per il vissuto contemporaneo, il siciliano per quello onirico e francese per il filmato. Le tre protagoniste Miriam Palma, Magda Vicari e Franca Zangara, nonostante i virtuosismi canori della prima, non entusiasmano e la performance risulta, alla fine, abbastanza deludente.
Teatro Trianon Viviani - Napoli, 16 giugno 2009