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SPECIALE TEATRO-FESTIVAL-ITALIA: Donne alla ricerca di un’identità
SPECIALE TEATRO FESTIVAL ITALIA: Donne alla ricerca di un’identità
Quale miglior interprete del tormentato rapporto delle donne con il proprio corpo, se non la danza? Cinque protagoniste inscenando una divertente farsa, raccontano attraverso la danza il dramma di essere donna nella società contemporanea. In uno scenario vuoto, privo di stimoli, la donna si risveglia all’alba della sua “giornata” e fin da subito si rende conto di essere costretta a fare i conti col suo corpo che “deve” assolutamente adeguarsi a modelli standard che promettono di essere il lasciapassare per la felicità. Con i piedi poggiati su svariati e traballanti limiti culturali e sociali, le donne dell’intera popolazione mondiale, agguerritissime e determinate, conducono a qualsiasi latitudine un duro allenamento fisico e mentale per arrivare alla meta promessa; la libertà del proprio corpo e del proprio pensiero, convinte di lasciarsi dietro secoli di umiliazioni e schiavitù, ignare di obbedire, al contrario, a disposizioni impartite come sempre dal potere che, mirando ad un più agevole controllo, finge di concedere - dichiarandosi addirittura vinto - che le donne facciano un meritato percorso individuale; e invece costruisce abilmente ad arte un mondo di mostruose e bellissime replicanti che vagano senza identità. In questo lungo e faticoso cammino, egregiamente rappresentato dalle bravissime interpreti in scena, alcune cadono sfinite, qualcuna si rialza, altre si avventano l’una contro l’altra determinate ad avere la meglio, e se qualcuna prende finalmente coscienza del proprio stato si ritrova contro, prima di tutti, proprio le compagne del suo estenuante cammino che, ancora soggiogate, si danno da fare, redarguendola e compassionandola al tempo stesso per riportarla alla “ragione”. L’unica svolta possibile, a questo punto, sembra essere la scelta di un canone “mascolinizzato” in cui la donna prenda su di sé quegli atteggiamenti tipicamente maschili che le permettano di difendersi meglio; ma che, proprio in quanto imitazione di un modello, la allontanano di nuovo dal raggiungimento di un’autentica propria dimensione, di una vera identità. Scenata dal burqa alle veline vuol essere appunto una denuncia dello smarrimento delle donne nell’universo femminile di tutti i tempi. Una ribellione del corpo perpetrata attraverso il corpo per raccontare di - tutti - i corpi; acerbi, voluttuosi, deprimenti, statuari, da primo premio, ma nella stragrande maggioranza, comunque vuoti, tristi. In ogni caso, inadeguati a rivelare la vera essenza di una femminilità autentica che tarda a trovare la sua naturale connotazione che permetta la crescita di un’identità universalmente riconosciuta. Bravissime le protagoniste in scena, Diana Magri, Marie Therese Sitzia, Agnese Perrella, Valeria Sacchi, Roberta Ruggiero, che - sotto la competente regia di Anna Redi - hanno sottolineato con garbo ed ironia le problematiche femminili più comuni dei nostri tempi in uno spettacolo fluido e divertente dall’inizio alla fine. Teatro Sannazaro - Napoli, 26 giugno 2009
Inserita il 27 - 06 - 09
Angela Cotugno
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