Per Ludovica Radif, studiosa e ricercatrice genovese, una laurea in filosofia, una in lettere classiche, un dottorato in filologia greca e latina, le commedie plautine non hanno segreti, tanto che le prende, le gira e le mescola come un mazzo di carte e ne trae libri, giochi, persino commedie.
Trovandoci spesso a chiacchierare di teatro, le ho fatto qualche domanda sul nuovo spettacolo, “Il carnevale degli dèi” tratto da suoi testi, che andrà in scena il 26 e 27 novembre al Teatro Rina e Gilberto Govi di Bolzaneto (Genova) interpretato dagli attori della compagnia e diretto da Antonio Biggio.
Di che lavoro si tratta? “Lo spettacolo è articolato in due tempi. Il primo ha come sottotitolo “Giovedì a casa di Alcmena”, un mio rifacimento dell’Anfitrione, il secondo consiste in un altro mio lavoro, che parte da un’opera perduta di Machiavelli, le Maschere. Doveva essere una commedia splendida, perché sappiamo da suo nipote, Giuliano de’ Ricci, che riprendeva le Nuvole di Aristofane, ma metteva alla berlina personaggi del suo tempo. Raccogliendo e meditando queste notizie del nipote, e guardandomi tutte le opere del Machiavelli, ho dedotto come poteva essere questa commedia, ovviamente in via approssimativa. L’insieme di questi due “tempi” si intitola “Carnevale” perché in effetti in entrambi si parla di maschere e inoltre il periodo di dicembre era periodo di Saturnali, che corrisponde al nostro Carnevale. Ho ambientato la commedia di Giove a Genova, città di Giano Bifronte, con un’astuta Giunone invidiosa, che si alterna subdolamente sulla scena alla vera Alcmena”.
Perché hai scelto questi testi? Cosa c’è di interessante? “L’Anfitrione di Plauto non necessita neppure di spiegazione perché è un testo di straordinaria fortuna e impatto sul pubblico; l’elemento nuovo che ho voluto introdurre è proprio il carosello di personaggi e di trama che variano ogni volta. Per le Maschere del Machiavelli la fortuna non esiste, essendo perduto, ma la critica ha più volte lamentato questa perdita, subodorandone la bellezza”.
E dopo questo! Stai lavorando a qualcosa di nuovo? “Continuo a interessarmi dei primi tentativi di ripresa di Aristofane nell’Umanesimo, sia sotto il profilo della ricostruzione del testo a partire dal manoscritto, sia con l’idea di portarlo sulla scena contemporanea”.