Si è svolto nelle prime due settimane di ottobre a San Pietroburgo il XIX festival internazionale del teatro “Baltijskij Dom” /Casa Baltica.
La manifestazione, ospitata nella cittadina russa, ha messo in evidenza ancora una volta l’eccellenza del teatro italiano che anche in questo frangente ha fatto incetta di premi.
Si è conclusa da pochi giorni la tournée che ha visto protagonista la compagnia della città di Lucca “Il Teatro Del Carretto”, nata nel 1983 dall’incontro della regista Maria Grazia Cipriani con lo scenografo Graziano Gregori, che, nell’ambito del XIX Festival Internazionale “Casa Baltica”, ospitato nella cittadina russa di San Pietroburgo, ha presentato lo spettacolo “Pinocchio” ispirato all’opera di Collodi.
Diretta da Maria Grazia Cipriani, questa piece, che si fonda su un lavoro molto intenso e approfondito sugli attori di una straordinaria e affiatata compagnia formata da: Giandomenico Cupaiuolo, che interpreta Pinocchio, Elsa Bossi, nel ruolo della Fatina, Giacomo Pecchia, Giacomo Vezzani, Nicolò Belliti, Jonathan Bertolai, Carlo Gambaro e Elena Barini, è realizzata sotto forma di fiaba per adulti con elementi della commedia dell’arte e della pantomima.
Come afferma la stessa regista infatti: - Pinocchio è una sorta di maschera che ha in sé la commedia e allo stesso tempo la tragedia ed il melodramma -.
Del personaggio, quest’opera, sottolinea proprio la natura ambiguamente teatrale in azione sullo sfondo di scenari enigmaticamente artificiosi e ingannevoli come: la casa di Geppetto, la ribalta di Mangiafuoco e il circo dei ciuchini nel Paese dei Balocchi.
Il protagonista agisce all’interno di una scena circolare, creata da Graziano Gregori che cura anche i costumi, con quinte che sono formate da una serie di assi di legno nere che creano una sorta di arena concepita come una gabbia, un recinto, che all’occorrenza diventa un vero e proprio circo nel quale il burattino sarà costretto ad esibirsi.
Da questa gabbia teatrale Pinocchio non può uscire se non alla fine, una volta che si è liberato della maschera, esemplificata dal suo naso.
Durante lo svolgersi dello spettacolo poi, incontra anche personaggi crudeli e inquietanti come il Gatto e la Volpe o l’Omino di burro e, dopo aver vissuto le peggiori disavventure, sente il bisogno di raccontare quello che è avvenuto.
Ma da questa incredibile serie di esperienze il burattino creato da Collodi sembra non voler mai imparare, per cui ha bisogno di ripetere a sè stesso e agli altri sempre le stesse cose.
Pinocchio è insomma un personaggio senza memoria, al quale l’esperienza non serve, non insegna niente.
E tutto questo avviene al cospetto di un padre, metafora di un creatore che esiste solo come bisogno o come senso di colpa, che non appare mai sulla scena se non sotto forma di una vecchia e logora giacca
Questo spettacolo che, come affermano gli esperti, narra tra fiaba e poesia, sogno e realtà, le vicende del famoso burattino collodiano, ha ottenuto un tale successo di critica e pubblico che alla compagnia lucchese è stato conferito il Premio delle simpatie del pubblico.
Alla luce di quanto scritto non possiamo che unirci ai complimenti per questo spettacolo e augurarci che compagnie coraggiose e innovative come questa vengano sempre di più allo scoperto.