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Il Fringe di Edimburgo: the largest arts festival in the world!
Il Fringe di Edimburgo: the largest arts festival in the world!
Solo l’anno scorso, per sputare qualche cifretta, duecento gruppi, per un totale di 2100 allestimenti, oltre trentamila spettacoli in 250 venues. Tutto questo in un mese. Quest’anno dal 5 al 30 agosto si è andati anche oltre. Ma questa storia comincia nel 1947. Guerra finite, Europa a pezzi, distruzioni che avevano allontanato sensibilità e identità culturali che le ideologie di primo Novecento avevano invece in qualche modo provato a unire, con le utopie sovranazionali. In un clima di questo genere partì il primo Edinburgh International Festival, iniziativa post-bellica per riunire l’Europa e le sue culture. Ma di lì a poco sarebbe nato qualcosa di ancora più interessante. Come quasi tutte le cose interessanti, nata come provocazione ad un divieto, ad un rifiuto. All'edizione del 1947, infatti, otto importanti compagnie (sei scozzesi e due inglesi) non furono invitate. Consapevoli del richiamo della stampa, di quello che ci sarebbe stato e delle possibilità artistiche che avrebbe avuto chi fosse stato in quel luogo in quei giorni, decisero di proporre i loro spettacoli al di fuori del circuito convenzionale. La cosa ebbe successo e crebbe, alter compagnie iniziarono ad usare la stessa tattica anno dopo anno e, nel 1958, si costituì la Festival Fringe Society, che avrebbe dato poi pian piano informazioni, costituito un box office centrale e pubblicato il programma di tutti gli spettacoli: così nacque del Fringe. E da allora, come ancora oggi, il Fringe è uno dei festival quantitativamente più grandi (2.500.000 biglietti venduti nel 2008) e qualitativamente più vari al mondo, caratterizzato dalla presenza di un pubblico proveniente da tutto il mondo, e dalla presenza di un grande numero di operatori (3000 le previsioni per il 2009). The Fringe Programme è la fonte ufficiale di informazioni su tutti gli show che prendono parte all’Edinburgh Festival Fringe. E’ una di quelle cose che per chi arriva a Edimburgo è necessario avere, ed è disponibile gratuitamente in decine di posti fra cui il Fringe Shop, che si trova nel cuore di Edimburgo, al180 di High Street, via che viene totalmente pedonalizzata per consentire non solo il passaggio dei molti turisti ospiti che la città accoglie, ma anche per tutti i performer che colgono l’occasione per occupare un angoletto di strada e farne la propria piccola Broadway. Insomma quello di Edimburgo è il Fringe per eccellenza. Si, ci sono altre città teatro, Avignone, Vancouver, per carità. Ma se uno dice Fringe, si sa che sta parlando dell’ Edinburgh Festival Fringe: dal 1947 senza porre veti, garantendo la libertà artistica. E questo è ancora, vero, verissimo, e consente di abbracciare un range che va dai grandi nomi del panorama artistico agli artisti di strada, estendendo i suoi tentacoli ad ogni forma di espressione artistico-teatrale, dalla commedia al teatro ragazzi, dalla danza al physical theatre, e ancora i musicals e ogni genere di musica, mostre. Significativa anche la presenza di giornalisti, in un contesto nel quale l'apporto della critica è realmente uno strumento di promozione per le compagnie e un'indicazione fondamentale per il pubblico. Ognuno può portare in scena quello che più gli pare. Senza vincoli dalla Festival Fringe Society, che non produce nessun evento, non invita nessuno, non gestisce nessuno dei luoghi di performance (le famose “venues”) e non paga parcelle di nessun genere a qualsivoglia performer. Ma dà una mano ad organizzare, a mettere in piedi, a partecipare. Basta andare sul sito del Fringe per entrare a conoscenza in forma piena di tutto il set informativo necessario a portare ad Edimburgo una performance. Con tanto di tariffario e sviluppo dei costi, da sottoporre all’organizzazione nei tempi tecnici necessari. I principali punti di riferimento sono il Dance Base, l’Underbelly, il Pleasence, dove si concentrano molti eventi, il primo dei tre dedicato solo alla danza, con lo slogan Give Dance a Chance, e l’invito a votare uno degli spettacoli in scena come migliore del festival. E quest’anno si poteva anche votare italiano. Il Progetto Espresso! Teatro Italiano, realizzato dall'Associazione ETRE (Esperienze Teatrali di Residenza) ha infatti coinvolto 4 compagnie lombarde che hanno presentato con un buon successo le proprie produzioni al Fringe 2009: Animanera con lo spettacolo “Orfunny”, Dionisi con “Serate Bastarde”, Sanpapié con “Boh” e ScarlattineTeatro con “Mano Libera” (che ha avuto anche diversi riconoscimenti e la nomination per il Total Award, riconoscimento fra i più alti del Festival), oltre a due eventi speciali, curati dalle compagnie Aida e delleAli.
Inserita il 27 - 08 - 09
Renzo Francabandera
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