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I LEGNANESI, UN ATTESO RITORNO
I LEGNANESI, UN ATTESO RITORNO

Frizzante e simpatico, non poteva essere altrimenti, l’incontro con Antonio Provasio in occasione della presentazione di Fam Füm e Frec, il prossimo (30 dicembre 2010 - 13 febbraio2011) lavoro con cui la mitica compagnia de I Legnanesi regalerà una serata d’intelligente divertimento al pubblico milanese e non solo.
Infatti a Milano la storica sala del Ventaglio Smeraldo - tradizionale tempio della rivista italiana sul cui palcoscenico si sono esibiti tutti i grandi protagonisti di questo genere teatrale - da diversi anni ospita la rinnovata compagnia fondata nel 1949 a Legnano da Felice Musazzi ed è meta di ‘pellegrinaggio’ da parte della grande schiera (non solo milanese) di estimatori di questi protagonisti del teatro dialettale.
Genere che fa ‘storcere il naso' a pseudo-puristi che dimenticano come siano Teatro (con la T maiuscola come dicono) tanto una commedia quanto un dramma o una tragedia e che sul palcoscenico è quasi sempre più semplice far piangere che far ridere. Quanto poi al fatto che ne I Legnanesi le parti femminili abbiano interpreti maschili si tratta di un’antica tradizione di molto teatro.
L’importante è che la pièce sia di qualità sia per il testo (ovviamente in riferimento al genere), sia per la regia e la recitazione.
È certamente il caso di Fam Füm e Frec il cui testo originario di Musazzi è stato ovviamente aggiornato - come in tutti i lavori recenti - da Provasio (che di Musazzi ha ereditato la parte della Teresa, il cuore di tutte le storie) con la collaborazione della figlia del fondatore.
Perno del micro/macro cosmo della pièce è, come sempre, il cortile quale centro di aggregazione sociale e in cui si dipanano le storie di tante famiglie ‘comuni’ (quelle che forse sono protagoniste solo del teatro dialettale, comunque quasi mai dei serial televisivi) che penano ad arrivare alla fine del mese. Era così quando Musazzi scrisse i testi, oggi è anche peggio.
E allora è lecito sperare di accasare la figlia (la Mabilia) con un ‘buon partito’ che le consenta una vita più tranquilla e non dovere come la Teresa inventare mille mestieri per far quadrare i conti di casa.
Ed è lecito per la Mabilia sognare la gloria dei lustrini e dei concorsi di bellezza visti come leva per uscire dalla povertà, e se vogliamo per il povero Giuàn consolarsi con un bicchiere.
Spettacoli semplici quelli de I Legnanesi, ma più profondi di quanto possa apparire a una prima lettura, per chi vuole un invito a riflettere su molti aspetti della nostra società.
Per chi non vuole vi sono circa due ore e mezza di intenso divertimento, la possibilità di rivedere una rivista all’italiana (il cui genere si è andato perdendo immolato all’imitazione dei musical di altra tradizione) con costumi, musiche e scenografie inedite, cambi di scena (sette), balletti e gag (infinite).
Buon divertimento a tutti: uno splendido modo per passare una serata nelle feste natalizie o per consolarsi per la loro fine.
 

Inserita il 22 - 12 - 10
Wanda Castelnuovo
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