Un gruppo di turisti internazionali viene accompagnato da Arturo, il capo-gita, in un vecchio teatro di Varietà che il giorno dopo deve essere demolito per diventare un centro commerciale. Dopo pochi instanti, una voce misteriosa esce dai muri terrorizzando il gruppetto. Le uscite di sicurezza si sprangano sotto la spinta di mani invisibili così i malcapitati vengono presi in ostaggio da un ipotetico "fantasma del teatro". Per riguadagnarsi la libertà dovranno esibirsi per lui, mettendo in scena uno spettacolo di Varietà.
Dopo qualche momento di incredulità e tentennamento iniziale, la bizzarra compagnia comincia ad entusiasmarsi e, trovando oggetti abbandonati, vecchi costumi e attrezzeria, inizia a improvvisare lo show.
I turisti, persone fino a quel momento grigie, normali annoiate, cominciano a osare, a giocare, immaginandosi artisti provetti: le inglesi ciccione ballano il tip-tap, il tedesco Otto diventa un esilarante mago , una signora anziana si vede come una giovane trapezista che si dondola nel vuoto, la coppia di carabinieri sorprende tutti con un numero di forza umana. Su questo palcoscenico le fantasie, anche le più infantili, diventano realtà magiche, comiche, poetiche: l’uomo-elefante si libra in un cielo di stelle mentre una delle maggiorate inglesi che sogna di volare, sparisce a mezz’aria e, un infernale Can-Can si estingue immediatamente per diventare il mare.
La "realtà vera" si mescola con la "realtà evocata" e non si riesce più a distinguere una dall'altra.
L'unica persona del gruppo a non lasciarsi prendere dal gioco, a non lasciarsi andare è invece la signorina Vera, noiosamente razionale.
Poco a poco l'entusiasmo contagia tutti e anche Vera scopre, suo malgrado, che la realtà sognata è molto più serena ed emozionante.
Anche Arturo, sempre in scena, all’inizio un pò impacciato, si cimenta in trasformazioni con i normali vestiti che ha indosso, ma nel seguito si scatena in numeri di fulminante trasformismo.
Al termine della storia si scoprirà se il misterioso fantasma è un ciarlatano, un mitomane esperto in effetti speciali o... qualche insospettabile individuo. Il gruppo, a malincuore, deve lasciare il teatro, triste del fatto che il gioco è durato poco.
Ma il palcoscenico, in un ultimo guizzo di vita, sprofonderà su sè stesso trasformandosi nel Paradiso del Music-Hall.
Ed è con questa apoteosi di kitch e di effimero splendore che si chiude per sempre il sipario del Teatro del Gran Varietà finendo lo show.
In questo nuovo spettacolo si fondono l’estro e la fantasia immaginifica di Arturo con le antiche tradizioni del Varietà e del Music-Hall.
L’istrione Brachetti, questa volta, presenta insieme a lui una fauna umana unica, fatta di attrazioni internazionali, comici, fantasisti, atleti, ballerine e ballerini eccentrici, per offrirci nuove illusioni, sorprese ed emozioni.
Morale della favola? ... meglio un Paradiso di cartapesta che un Inferno vero