In occasione delle celebrazioni per il 60° Anniversario della Dichiarazione dei Diritti Universali dell'Uomo, debutto assoluto a Parma di Difetto di Fabbrica.
Difetto di reato. E’ da questo vuoto giuridico che trae spunto Lo spettacolo, in scena al Teatro Europa di via Oradour, il 12 dicembre alle ore 21.30 con ingresso gratuito.
In Italia, infatti, non esiste il reato di tortura e questa rappresentazione pone l'accento sul tema attraverso un esperimento che, nei primi anni '60, all'università di Yale, ha dimostrato scientificamente come chiunque possa essere indotto – stante determinate condizioni - a compiere le peggiori azioni violente. Si tratta dell'esperimento Milgram che fa luce su uno degli aspetti più inquietanti dell’animo umano e che la storia ci conferma come drammaticamente attuale: quello di “aspirare” ad infliggere dolore al prossimo anche contro la propria morale, in nome dell’obbedienza. La spinosità del contenuto dell’esperimento ha determinato una “censura” sugli studi dello scienziato americano Stanley Milgram che tuttora permane a livello internazionale.
Difetto di Fabbrica costituisce uno degli appuntamenti di punta del cartellone della IX Edizione del Festival dei Diritti Umani tra Parma e Provincia, che celebra il 60° Anniversario della Dichiarazione dei Diritti Universali dell'Uomo ricorrente il prossimo 10 dicembre.
Autore dello spettacolo è Gianluca Foglia, in arte Fogliazza, che ne firma anche la regia insieme all’interprete Umberto Fabi.
Difetto di Fabbrica è un testo graffiante che affronta in modo singolare le dinamiche psicologiche dell’obbedienza all’autorità e che ci permette di riflettere come anche nel nostro Paese non essendo previsto il reato di tortura molti crimini rimangano non perseguibili. Sono passati più di vent'anni, infatti, da quando Roma ha ratificato la convenzione Onu che vieta la tortura (era il 1987), ma da allora non è ancora stata tradotta in legge e i tribunali non possono perseguire adeguatamente i colpevoli. Un vuoto legislativo che ci «colloca agli ultimi posti in Europa». Una proposta di legge era stata approvata alla Camera nel dicembre 2006 in base a un accordo bipartisan e licenziata dalla commissione giustizia del Senato nel luglio 2007. Avrebbe dovuto approdare in aula nei giorni della crisi ma è stata lasciata morire. Una normativa, questa contro la tortura, che appare ancora più urgente se si pensa che l'Italia a livello internazionale si è fatta promotrice di una moratoria all'Onu sulle esecuzioni capitali mentre dall'altra, in «casa propria», convive con questo un buco nero. Malgrado associazioni come Antigone, per esempio, abbiano da tempo sollevato con decisione il problema (www.osservatorioantigone.
Comunicato Stampa