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CURIOSANDO DIETRO LE QUINTE DI UN’AUDIZIONE
CURIOSANDO DIETRO LE QUINTE DI UN’AUDIZIONE

Un’interessante e ‘vera’ selezione per il reclutamento di voci ‘nuove’ si è svolta - durata tutta la giornata del 19 ottobre - presso il “Teatro Ciak Webank.it” che anche per l’anno 2009/2010 propone sulla scia del successo della scorsa stagione un cartellone con quattro opere e un concerto.

Si è trattato di un agone aperto a tutti (senza preclusioni di età e di provenienza) in cui le qualità richieste non sono state solo la voce, ma anche gestualità e fisicità che si adattino ai ruoli secondo il taglio dato dai singoli registi.
Le audizioni hanno avuto lo scopo di individuare protagonisti e interpreti non solo per le prossime produzioni del Teatro dell’Opera programmate al teatro Ciak, ma anche per eventi futuri come la stagione estiva 2010 al Castello Sforzesco e la successiva invernale 2010/2011.

Le opere in cui i vincitori si esibiranno sono: “Otello”, “Aida” e “Trovatore” di Verdi, “Don Giovanni” di Mozart, “Cenerentola” e “Il Barbiere di Siviglia” di Rossini.
La giuria - composta dal Direttore artistico Mario Riccardo Migliara ( nella foto), dai direttori Pierangelo Gelmini, Vito Lo Re, Roberto Gianola e Francesco Attardi e dalla cantante Rossella Redoglia - ha lavorato incessantemente.

Abbiamo approfittato di un momento di pausa per chiedere come stavano andando i lavori a un disponibilissimo Mario Riccardo Migliara.

D. Cosa significa ‘Audizione aperta a tutti’?
R Intanto diciamo ‘aperta’ a chi abbia già esperienza o esperienze al riguardo perché non è possibile entrare nel mondo dell’opera se non si è debuttato almeno con un pianista o con l’orchestra. Il mondo lirico ha meccanismi particolari: ci sono agenzie, ma noi preferiamo fare in proprio anche perché esistono cantanti senza agenzia o che la stanno cambiando per cui sono affidati solo a se stessi. Dopo questa prima audizione ce ne sarà una seconda: si tratta di un lavoro lungo.

D Con tali audizioni si ha veramente la possibilità di trovare la qualità e in che misura?
R Assolutamente sì, un 10% passa le selezioni e si ha anche la fortuna di sentire voci straordinarie. abbiamo per esempio ascoltato stamattina un ottimo tenore che forse farà Aida.

D Perché fare l’opera al Ciak?
R Dal punto di vista teatrale offre una buona visione e permette di accogliere anche diciotto orchestrali perchè la musica è in diretta. D’altra parte noi vogliamo fare risorgere l’opera educando il pubblico al riguardo e abbiamo già avuto risultati positivi durante la scorsa stagione.

D Sono preparati i giovani d’oggi? R Generalmente sì, anzi si rendono conto della differenza tra il fare un concerto che non comporta necessità di muoversi e l’opera il cui impatto determinante è il ‘recitare cantando’.

Lasciamo che i giurati godano del giusto riposo che permette loro di lavorare con la massima obiettività e serenità, utili e necessarie a chi è investito di tale compito comunque arduo e ci aggiriamo nella sala di attesa dove candidati di diverse età rivelano la tensione di un aspettare che ricorda quello degli esami scolastici e di tante altre gare della vita.
Chissà quante storie, delusioni e gioie si nascondono dietro ai diversi atteggiamenti di ciascuno.

Ci avviciniamo a Tiziana - mezzosoprano di Gallarate - che non vuole confessare apertamente l’età (in verità la confida in un orecchio ricevendo il plauso per non rivelarla visto che ne dimostra molti di meno) e le chiediamo esperienze e speranze.
La mia voce - comincia - ha trentacinque anni di esperienza e so perfettamente che la concorrenza è tanta e spesso spietata, però bisogna sempre provare. Per fortuna ho già un’esperienza al riguardo, cioè un ‘Trovatore’ a Como nella passata stagione e poi ho fatto alcuni concerti con l’amica (in gara anche lei, ma più timida quindi non disponibile a fare una chiacchierata) la cui tonalità vocale si sposa molto bene con la mia.

Richiesta di spiegare, se ci sono, le differenze tra opera e concerto, Tiziana continua “Quando si fa un concerto, si è più statici, mentre l’opera è più completa perché bisogna anche recitare. Io mi sono divertita moltissimo nell’interpretare Azucena, madre di Manrico, in effetti la vera protagonista dell’opera tanto che Verdi la voleva intitolare “La zingara”.

Colta, preparata, simpatica, consapevole e con un bel sorriso, Tiziana continua a raccontare se stessa con molta semplicità: “Ho sempre cantato fin da quando ero piccola, ma mi sono accorta sui trent’anni di avere potenzialità che ho cominciato a curare e ad allenare. Sono convinta che si nasca con certe qualità canore e che lo studio serva ad affinarle. All’inizio ho cominciato per divertimento, ma ho incontrato subito un tarlo umano, l’invidia, che mi ha fatto sbattere alcune porte in faccia, ma proprio per questo grazie al mio carattere determinato ho tenuto duro e ora ho risultati gratificanti. La mi prima esibizione è stata a una festa di paese, ricordo una canzoncina di Caterina Caselli, ed ero estremamente ‘vergognosa’ di cantare anche di fronte alla famiglia. Ora ho già affrontato un pubblico ben più numeroso”.

Tiziana sta srotolando una vita per cui affrontiamo il problema delle audizioni. “Premetto che non è facile, una volta ho partecipato a un concorso e i candidati erano gli allievi dei giurati per cui mi sono un po’ demotivata, ora il bando è stato trovato su Internet dalla mia amica per cui mi sembra si possa stare più tranquilli”.
Non ci resta che augurarci che Tiziana abbia una voce ‘ad hoc’ e di ritrovarla sulla scena visto che alla domanda sull’importanza della femminilità in tale settore ha risposto “La femminilità è ‘presenza scenica’ che bisogna avere perché stare sul palcoscenico significa interpretare, poi dipende dai ruoli.
Proviamo a vedere se sono tutti così preparati e chiediamo a Cira - soprano di 36 anni - giunta da Caserta per l’audizione come è stato il suo impatto con Milano e le sue esperienze e speranze.

Milano mi è già nota per altre audizioni e corsi, mentre non conoscevo questo teatro. Sono anche pianista (sia solista, sia corista) e direttore di coro, quindi mi muovo nell’ambiente. Ho già interpretato Berta nel ‘Barbiere di Siviglia’ e Dorabella nel ‘Così fan tutte’, comunque è dall’infanzia che mi dedico alla musica che è il mio sogno e parte integrante della mia vita anche se purtroppo cerco anche un altro sbocco, ma si sa la speranza è l’ultima a morire”.

Anche Cira ha “saputo di questa audizione tramite un’amica espertissima in Internet e come tale capace di scovare quella che spero essere un’opportunità” e richiesta delle differenze tra musica, canto e opera, risponde “L’artista di opera è un professionista completo, quindi più difficile il compito e più oneroso e dispendioso il prepararsi. Bisogna fare un altro lavoro per riuscire a diventare bravi e avere quindi opportunità di entrare. D’altra parte si parte avendo una musicalità di base e poi ci vuole tanto e tanto studio per fare emergere le qualità”.
Sul problema degli ingaggi Cira aggiunge “Indipendentemente dalle agenzie che sono abbastanza numerose, ci si può presentare da soli anche se è più difficile: forse è più facile ‘entrare’ se si è appoggiati da un’agenzia”.

L’amica Laura - anche lei soprano - originaria di Catania e proveniente da Latina dove è felicemente sposata (e con qualche anno in più) sostiene “La musica in sé è tutta bella sia classica, moderna ecc., dipende naturalmente dalla qualità, ma io rifuggo da ogni preparazione improvvisata come sembrano suggerire alcune trasmissioni televisive: imparare a cantare è un’alta cosa.”.

Piacevolmente disponibili a raccontare di sé, l’una più riservata e l’altra più aperta quindi complementari anche se all’unisono sostengono “Più che femminilità nell’opera ci vuole carisma”, attendono tranquille il momento cruciale e a questo punto devo smettere di fare domande perché finisco con il fare il tifo per tutte e quindi costituisco un pericolo per la giuria ...
Speranze da ogni parte d’Italia: belli e non belli, giovani e non, timidi e disinvolti, ma tutti con il sogno di essere ingaggiati!

Inserita il 22 - 10 - 09
Wanda Castelnuovo
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