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Recensioni libri sul mondo del teatro. Novità e non.

La Rubrica è curata da Elena Siri.
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Adelaide Ristori, la più grande attrice italiana mentre 'si faceva' l'Italia
Adelaide Ristori, la più grande attrice italiana mentre  si faceva  l Italia

E' uscito nel 2010, per i tipi di La Conchiglia di Santiago, San Miniato (PI) il saggio "Evviva Adelaide Ristori, evviva l'Italia, evviva Verdi (1858 - 1861)", scritto da Teresa Viziano, una fervida studiosa della grande attrice ottocentesca. Il titolo deriva da uno dei gridi di elogio che la grande tragica ricevette nelle sue tournée all'estero. Da ciò si capisce che il concetto di unità d'Italia era presente fuori, prima ancora che dentro l'Italia e la Ristori, insieme a Giuseppe Verdi, ne veniva considerata la massima rappresentante. Mentre gli "italiani" combattevano per unirsi in un unico Stato, nel resto d'Europa si parlava dei popoli della penisola come di "Italia", quindi già venivano considerati unitamente. La Ristori difese e, ancor di più, si fece quasi promotrice di queste idee, anche di fronte a ministri ed ambasciatori di Paesi che si opponevano a quest'ideale e che le sarebbero potuti tornare utili per le sue tournée, come il ministro russo Gorciakov che appoggiava l'Austria e il suo dominio sul Lombardo-veneto.
Il libro racconta in un linguaggio semplice e scorrevole, gli anni che vanno dal 1858 al 1861e che videro nascere l'unità d'Italia. La cosa particolare è che l'autrice, Teresa Viziano, passa in rassegna gli avvenimenti di quegli anni, basandosi sulla vita, le ambizioni, le aspirazioni, le lettere e le esperienze artistiche che visse una delle più grandi attrici tragiche (ma anche con qualche interesse ne teatro di Goldoni) che il territorio della penisola abbia mai avuto: Adelaide Ristori. Non si raccontano le trame delle opere da lei interpretate e neanche il cast approntato per l'occasione. Ma viene raccontato tutto ciò che sta dietro a queste cose: i viaggi lunghi, costosi e spossanti da e verso vari Paesi europei o città che di lì a poco sarebbero diventate di nazionalità italiana, i regali costosissimi che le facevano il pubblico e le corti reali europee e il delirio della gente, comune o reale, che accorreva a vederla a teatro o mentre passava per le strade delle città.
Adelaide Ristori era italiana nel senso più ampio del termine: nata in Fiuli, sposata con un romano, torinese per via della sua precoce e felice assunsione nella Compagnia Reale Sarda.
Nata in Friuli nel 1822, morì a Roma nel 1906, figlia d'arte prodigio e per questo ben presto affidata a compagnie più grandi di quella paterna (come ad esempio la Compagnia Reale Sarda), attraversò praticamente tutto il XIX secolo e si trovò "nel mezzo del cammin" di sua vita quando l'unità d'Italia fu fatta.
Questo porre l'attenzione sull'evento che vede protagonista la penisola, che in questi ultimi anni festeggia i 150 anni di unità, non è casuale. Infatti la Ristori fu una speciale ambasciatrice delle volontà del Ministro Camillo Benso conte di Cavour all'estero. Tanto è vero che ella, sposata col marchese Giuliano Capranica del Grillo e quindi imparentata, o comunque ricca di amicizie, con varie corti europee, non faceva altro che promuovere le idee unitarie ogni qual volta si trovava a dover discorre con qualcuno degli avvenimenti italiani. E la cosa non accedeva di rado, infatti, come la Viziano racconta, persino dentro le mura di casa il discorso più frequente era quello politico. Forse anche per il fatto che il fratello Augusto aveva intrapreso la carriera militare. Come dice un passo del libro della Viziano, "In lei l'amore dell'Arte si confondeva con l'amore per la sua Patria" e per le idee di Cavour. Intendeva restare a lutto quando nel 1861 si sparse la notiza della morte di Cavour, ma le fu vietato di listare a lutto gli inviti e le locandine dei suoi spettacoli. E spesso l'ideale politico le costò la censura delle sue rappresentazioni
Gli anni in questione, 1858-1861, con i loro avvenimenti politici, vengono ripercorsi minuziosamente da Teresa Viziano, quasi facessero da contrappunto alla vita ed alle rappresentazioni date da Napoli in su  e dal Portogallo verso la Russia dall'attrice allieva di Carlotta Marchionne e precursore di altre glorie italiane all'estero.
Nonostante il libro percorra approfonditamente solo 3 anni di vita dell'attrice e di costruzione di una nazione, appare appieno la grandezza di entrambi: quella di uno Stato che vuole essere unito e che "si fa" unire dai garibaldini e quella di una donna e artista che ovunque vada aspira ed ottenere, ed ottiene, il successo.
Non è difficile capire il perchè questa donna sia stata amata, anche da chi, a priori, sembrava volerla ostacolare (sopratutto per questioni politiche). Basti fare qualche semplice esempio. Infatti bisogna ricordare che il periodo in questione è quello di metà Ottocento, cioè una di quelle epoche nelle quali gli attori italiani compivano viaggi all'estero (spesso per causa di forza maggiore, cioè la rivoluzione che imperversava in Italia e quindi molti artisti, spesso anche patrioti, furono costretti ad emigrare, come Gustavo Modena, per esempio). La Ristori aveva una seconda casa a Parigi, città in cui aleggiava il ricordo della Rachel, che si diceva fosse stata un'impareggiabile attrice e della quale la Ristori sentì addossarsi sempre il paragone. Adelaide Ristori fece tuornée trionfali in tutta Europa. Ciò che emerge, forse velatamente, dalla ricostruzione compiuta dalla Viziano è il fatto che il successo della Ristori fosse dovuto al suo impegno in ambito di comunicazione. Infatti ella, essendo italiana, recitava in italiano ed aveva necessità di farsi capire anche dal pubblico delle altre nazioni: Portogallo, Spagna, Francia, Inghilterra, Olanda, Prussia e Russia. E dal 1867 pure America. Fu per questo che alle parole italiane di autori drammatici come Giacometti, cominciò ad introdurre una gestualità espressiva ed un cambio d'abito ad ogni atto. I suoi costumi erano maestosi e spesso commissionati a veri sarti reali, come Charles Worth che creò i vestiti per "Maria Antonietta" nel 1867 (attualmente, alcuni di essi sono conservati al Museo Biblioteca dell'Attore di Genova, dove è confluito il fondo Capranica del Grillo). Solo più tardi imparò altre lingue, come il francese. Per lei, nel 1861, Ernest Legouvè scrisse "La Madonne de l'Art" ed ella lo recitò in lingua originale al Téatre Imperiale de l'Odeon di Parigi con un gran successo.
La sua efficienza comunicativa fu tale che, per esempio, quando andò in tournée a Napoli, terra ancora del Regno delle due Sicilie, che si configurava come un territorio ostile e preda di macchinazioni ed intrighi (o "cabale", come venivano definite), spesso di origine politica, a cui doveva pensare il bravo Giuliano (marito ed impresario di Adelaide) con successo a prevenire, mentre la prima sera di repliche la Ristori fu accolta freddamente, in seguito, nelle repliche successive, fu osannata per le 23 sere previste dall'ingaggio. Molto meglio e persino in maniera quasi leggendaria andò in Portogallo. Anche lì la prima sera fu accolta freddamente, ma poi fece più repliche del previsto e venne reclamata in ogni dove. Lì visse l'esperienza forse più singolare: al termine del "Macbeth", mentre riceveva gli applausi entusiasti del pubblico, Emilia das Neves, considerata la più grande attrice portoghese, le pose inaspettatamente sulla testa una corona  e "sembrò crollare il teatro per gli applausi" (come riferisce la Viziano)... poi la gente si affollò, come di consueto, nelle strade e lungo le vie d'acqua per vederla passare.
Più o meno nello stesso periodo, in Spagna, a Madrid, la regina Isabella non riuscì a vederla perchè era in procinto di partorire e volle incontrarla in privato, ma escì un proverbio che diceva che nella vita ci sono due necessità: "mangiare e vedere la Ristori".
In Olanda il pubblico, dopo aver elogiato a teatro "Viva Adelaide Ristori, viva l'Italia, viva Verdi!", nelle strade cambiò il verso di una canzone di elogio della casa reale intonando "Viva la Ristori d'Orange!"
Quando andò in Russia, nel 1861, fu ricevuta in privato dello zar Alessandro e dalla sua corte che erano a lutto per via della morte della madre del governante e quindi non erano andati a teatro a vederla... nonostante ciò, fu proprio in quell'occasione e nonostante gli intrighi politici e le invidie degli altri commedianti, che la Ristori ottenne il suo più grande guadagno di sempre.
Più tardi si tolse la soddisfazione di recarsi in tournée nelle Americhe, viaggio che aveva ritardato per via delle guerre in quel continente.
In conclusione, si può dire che il libro di Teresa Viziano è una storia dell'unione d'Italia vista attraverso gli occhi e la vita di Adelaide Ristori. Mentre la Ristori percorreva Spagna e Portogallo, si "faceva l'Italia", con gran determinazione delle regioni del centro di unirsi al Piemonte. Chi ci aveva rimesso di più era lo Stato della Chiesa.
Peccato solo per il fatto che il libro, data la piccola casa editrice, è difficile da reperire in tutte le libreria. Si trova su internet e nelle grandi catene librarie.

"EVVIVA ADELAIDE RISTORI, EVVIVA L'ITALIA, EVVIVA VERDI (1858-1861)"
di Teresa Viziano
edito da La Cochiglia di Santiago, San Miniato (PI), 2010

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Annalisa Ciuffetelli
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