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Interviste ai personaggi del teatro e dello spettacolo italiano

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STORARO: LUCE NELLE ARTI
Parma 24.04.2008 Vittorio Storaro, 63 anni, tre premi oscar, parla con orgoglio della propria arte, ai ragazzi del master in Scienze e Tecniche dello Spettacolo. La conferenza aperta al pubblico, si è svolta presso l'Aula Magna dell'Università. L'artista , innanzitutto, spiega che non ama esser classificato come direttore della fotografia, termine errato, ma piuttosto è un Autore della fotografia cinematografica. Pone l'accento sulla "questione cinema"; quest'arte deve esser vista come un'opera comune, diversamente dalle altre arti visive, perchè è basata sulla cooperazione di più menti, coordinate da una sola figura: il regista. Secondo Storaro l'arte visiva cammina di pari passo con la musica e con i simboli appartenenti alla medesima opera: un'armonica fusione di elementi atti alla realizzazione spettacolare dell'azione messa in scena. ripercorre il suo passato, le proprie esperienze formative, sviluppatesi,soprattutto, attraverso la riscoperta del passato, perchè secondo l'artista, ciò che oggi osserviamo e ammiriamo, è la proiezione di ciò che è stato fatto in passato. Storaro ha collaborato anche con due grandi registi, in ambiti totalmente diversi ma uguali. In primis collabora con Luca Ronconi perchè sente la mancanza di un diretto rapporto col pubblico. Ed è qui che sottolinea la differenza tra teatro e cinema: entrambi mettono in scena ciò che accade nel reale, ma non è realtà. Basti pensare al Mito della caverna di Platone: i due prigionieri sono costretti ad osservare ombre, esclusivamente proiezioni della realtà, attraverso un unico punto di luce, ossia una fiamma. Così è lo spettatore al cinema, ed è questa la sostanziale differenza con il teatro, può guardare in un'unica direzione, non vi è più, come a teatro, la scelta di cosa osservare. Vittorio Storaro in questo campo si definisce uno sperimentatore, perchè se con Ronconi sperimenta il teatro, con Bertolucci mette in pratica tutto quello che l'esperienza e lo studio gli ha insegnato. Infatti nel 2000, 2001, 2002 pubblica la sua trilogia: LUCI,COLORI, ELEMENTI. Spiega accuratamente la combinazione tra colori e momenti scenici, vale a dire che, nel film L'Ultimo Imperatore, attua la fusione di questi due elementi: il rosso con la nascita, il giallo con la pubertà, l'arancio con la conoscenza, sino al bianco che rappresenta il raggiungimento di un obiettivo. Durante la conferenza spesso vi sono stati rimandi al Correggio, grande pittore, dal quale Storaro ha appreso nozioni basilari concernenti i giochi di luce. Il nostro Autore della fotografia, per finire, saluta l'Aula Magna con le seguenti parole, che hanno infuso calore e gioia: Tutti abbiamo dei sogni. Solo credendoci fino in fondo, amandoli, questi si potranno realizzare. Siamo parte di un percorso interno, dobbiamo vivere il presente, non permettere a niente e nessuno di distogliere l'attenzione dall'obiettivo. Dobbiamo avere la giusta coscienziosità del vivere attuale.
Inserita il 24 - 04 - 08
Alessandra Ronza
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