LoginIscrivitiSegnala uno Spettacolo • Anno 6 - Numero 21  
Interviste ai personaggi del teatro e dello spettacolo italiano

 Cerca   
SPECIALE: CONVERSAZIONE SU ARISTOFANE CON SANDRO LOMBARDI
SPECIALE: CONVERSAZIONE SU ARISTOFANE CON SANDRO LOMBARDI
Si è tenuta a Treviso una conversazione con l’attore e drammaturgo Sandro Lombardi, alla presenza del critico e storico teatrale Carmelo Alberti, in occasione della rappresentazione al Teatro Comunale de “Gli uccelli”, commedia di Aristofane rivisitata e prodotta dalla “Compagnia Lombardi/Tiezzi – Emilia Romagna Teatro Fondazione”. In un’affollata sala del centralissimo Palazzo Bomben, sede della “Fondazione Benetton Studi e Ricerche”, d’intesa con “Teatri spa”, Lombardi parla della commedia vincitrice del premio UBU 2006, che lo vede protagonista. La trama e lo sviluppo della commedia. Sandro Lombardi apre l’incontro parlando della trama de “Gli uccelli”: due cittadini ateniesi, Pisetero ed Evelpide, stanchi della loro città dominata dalla corruzione e soggiogata dallo strapotere della magistratura, si mettono alla ricerca di una città ideale, priva di violenza e di scocciature, credendo di incontrarla nell’utopica patria degli uccelli. Il drammaturgo aretino sottolinea come in questa città non fossero previste leggi, non per una trascurata anomia, bensì per la consapevolezza, o meglio, per la speranza che la legge naturale ed universale potesse regolare la vita in un modo migliore rispetto a quella scritta degli uomini. Lombardi specifica inoltre che l’incontro tra umani ed uccelli si sostanzia in un incontro tra “polis” e “pre-polis": se è vero che gli uccelli parlano tra di loro una vasta gamma di lingue differenti, è anche vero che il tentativo dei due protagonisti di raggiungere una dimensione mono-linguistica non cozza con l’assenza di leggi, bensì si rivela tensione utile ad ottenere uno strumento necessario ed irrinunciabile per convivere con degli uomini, prima considerati dagli uccelli come rappresentanti di una “razza empia e nemica” e più tardi definiti “nemici per natura” ma “amici per intenzioni”. E’ a questo punto che l’attore afferma di scorgere tra le righe scritte da Aristofane la definizione della politica non solo come arte e capacità di regolare ed amministrare, ma anche, e forse soprattutto, come arte di rendere felici i cittadini. Messaggio più che mai attuale, che la sempiterna opera ora riproposta a teatro non dovrebbe smettere di diffondere. La città, chiamata Nubicuculia, viene presto presa d’assalto da lestofanti che cercano di approfittare dell’assenza di leggi. Pisetero, ottimamente impersonato dallo stesso Sandro Lombardi, inizialmente difende la città da diversi personaggi truffaldini, ma la discesa di Prometeo fa balenare in lui la tentazione del potere: il protagonista, da difensore della democrazia ed utopico pellegrino, si trasforma in un tiranno che ordisce un piano contro gli dei dell’Olimpo. Un accordo miseramente barattato con una delegazione di dei scesa a Nubicuculia consente a Pisetero di prendere in sposa Basilia e di comporre un banchetto di nozze a base di uccelli dissidenti, oppositori al regime ormai instauratosi in città, e condannati a morte. Un testo antico è come un monumento antico. Lombardi ammette le difficoltà e le insidie nascoste nell’arduo processo di traduzione e trasposizione di opere classiche in una dimensione contemporanea, e svela il suo rifarsi alla capacità di Pier Paolo Pasolini di leggere l’antico e di guardare all’arcaico attraverso un’ottica odierna, che permette ad un’opera di essere tràdita senza essere tradìta. Ad un livello formale i due protagonisti discendono dal Totò e dal Ninetto Davoli di “Uccellacci e uccellini” oppure dal Vladimiro ed Estragone di Beckett in “Aspettando Godot”, mentre sul piano del contenuto non muta la narrazione plasmata da Aristofane. Un testo antico, spiega il noto drammaturgo, è come un monumento antico. Come lo vediamo non corrisponde a come esso era in origine: le stratificazioni che la storia ha di volta in volta lasciato non sono più districabili dal tutto. La storia non è portatrice di una sterile salvaguardia, ma si fa registratore di diversi momenti. Così “Gli uccelli” di Aristofane, prima di giungere a noi, aveva già influenzato “Il flauto magico” di Mozart, l’opera di Wagner, i lavori di Rossini, il pensiero di Pasolini e, anche se forse indirettamente, le drammaturgie di Brecht. Il primo approccio con le lettere classiche. Il primo contatto avuto da Lombardi con l’antico risale al 2004 con l’”Antigone di Sofocle”, nella versione riscritta ed adattata da Brecht. L’attore chiarisce che, intendendo proseguire il lavoro sul teatro classico, ha scelto di abbandonare la tragedia per portare in scena una commedia comica, scelta che in breve ha suggerito un accostamento agli scritti di Aristofane. Dalla collaborazione con il regista Federico Tiezzi è nata quindi la scelta di affrontare “Gli uccelli”, ed a Lombardi è stato assegnato un lavoro drammaturgico che prevedeva di trasformare il testo originale in un copione vero e proprio, in una sorta di dramma didattico, tanto caro al già citato Brecht. La commedia attica tra dramma didattico e favola dimostrativa. La scrittura fantastica e la cifra favolistica presente in tutta l’opera induce il drammaturgo aretino ad indicarla come una storia didattica, una favola dimostrativa che si propone di evidenziare e di difendere una tesi. In realtà l’attore sottolinea come il testo di Aristofane fosse già di per se una dimostrazione che si esplicitava al pubblico nel pieno rispetto della tradizione attica del lieto fine, che però portava con se, senza celarlo troppo, anche un risvolto amaro. Non risulta del tutto chiaro il perché l’autore greco abbia scelto il riferimento agli uccelli per rimandare ad una popolazione vasta ed ingenua, sembra però verosimile il richiamo ad una tradizione favolistica che adopera lo strumento della fantasia per attenersi al gioco. Aristofane nella sua scrittura è leggero, aereo, mai pesante, ed in questo senso la capacità di levarsi dalla terra, che contraddistingue gli uccelli, richiama senza dubbio un atto fantastico. Se il lavoro drammaturgico per recuperare il pensiero e l’aspetto didattico si è rivelato semplice, altrettanto non si può dire per la messa in risalto delle funzionalità comunicative e delle necessità comiche dell’opera, anticamente riferite a persone importanti o popolari. Lombardi sottolinea che sarebbe ridicolo portare in scena oggi un’opera contenente riferimenti a fatti risalenti a 2400 anni fa, così trova giovamento dal passaggio sotto la lente della contemporaneità non solo lo spettatore, ma anche il testo stesso: si offre un servizio al testo. L’attore a questo proposito porta un esempio banale ma notevole che prende in considerazione i nomi dei due protagonisti: Pisetero ed Evelpide. Il significato di tali nomi risultava chiaro ed evidente ai contemporanei di Aristofane, mentre ora l’aggiunta di qualche battuta è necessaria per spiegare che Pisetero corrisponde al “persuasore” e che Evelpide è la sua “eco”. Questo indica che la messa in scena non deve essere solo corretta e rispettosa, ma va riposizionata secondo la diversa sensibilità del pubblico cui andrà a parlare. Non si deve restaurare la comunicatività di allora, ma ricercare la comunicatività che aveva allora. Le note sulla regia. L’autore drammatico ha raccontato che la regia dell’opera, guidata da Federico Tiezzi, lavora sulle caratteristiche dell’attore. Non arriva a teorizzare il “suicidio del regista” alla Vacis, tuttavia è permessa una certa libertà espressiva che poi viene ricondotta in un’armonia data dalla somma di voci diverse. Tiezzi è solito intrecciare nelle sue opere il teatro con le arti visive, risponde a questa esigenza l’inserimento di un musicista sul proscenio de “Gli uccelli” che, oltre a richiamare la partitura musicale delle commedie attiche, contribuisce a formare lo spettacolo combinando diversi punti di vista artistici. Il tema dell’utopia e della speranza. Lombardi ricorda che il tema portante di tutta l’opera coincide con la ricerca, con il sogno, con l’utopia, come ebbe ad indicare il lavoro che già Ronconi affrontò sul repertorio classico in generale e sulla produzione artistica di Aristofane in particolare. La commedia illustra in modo chiaro il ruolo dell’ambizione e del potere che riesce a fagocitare la forma utopica sino a digerirla ed a riportarla ad uno status quo che regola i rapporti tra le classi e tra gli individui, non già sotto il carattere dell’attualità, bensì sotto le insegne dell’universalità. In questa misura il noto drammaturgo fa proprio il pensiero di Aristofane di guardare alla politica non come forma univoca di delegazione ma come diritto e dovere di ogni cittadino, in modo che si possa instaurare un rapporto reciproco tra la dimensione dell’individuale che giunge attivamente a dar vita ad una dimensione collettiva. Sembra quasi che l’attore voglia indicare la vera realizzazione di se stessi nel conferire superiore autorevolezza e completezza alla collettività, perché il significato di ciascuno può essere definito meglio se in relazione ad altri. Quasi a specificare che la politica, come la cultura o l’arte, non può limitarsi a salvaguardare se stessa ma deve sempre porsi alla ricerca di nuovi tentativi, margini e spazi di creazione. Lombardi pone l’aspetto politico in una posizione centrale rispetto alla sviluppo della commedia ed afferma che il Novecento può essere definito il secolo della utopie, non a caso coglie questo contesto per spiegare i richiami alla Rivoluzione d’Ottobre presenti nell’opera: la relazione risulta evidente nella bandiere rosse che accompagnano gli uccelli al cospetto di Pisetero e dell’uomo-upupa (nel testo originale parodia del mito di Tereo) e presenziano alla discussione che ne segue. La Rivoluzione d’Ottobre viene qui eletta a simbolo di un momento di speranza che ben presto nega se stesso. Il felice e fecondo momento di espressione creativa che accompagna la rivoluzione diviene emblema di una liberazione che arriva più tardi a negare i suoi stessi principi. Il finale della commedia, seppur amaro, lascia la sensazione che si possa comunque riprovare, che “gli uomini della razza dei sogni e della stirpe caduca delle foglie” debbano comunque riprovare. Il teatro degli esseri umani. Un Lombardi divenuto più amaro sembra constatare che oggi il luogo dell’utopia è rappresentato dal palcoscenico, che consente agli esseri umani di confrontarsi direttamente su qualche problema. Il teatro costringe al tentativo nel suo perenne ricercare e sperimentare sulla scena una città ideale, solo questo gli permette di lasciare qualcosa nella testa e nei cuori pur nella sua cifra momentanea ed effimera. Il libro di Sandro Lombardi: “Gli anni felici. Realtà e memoria nel lavoro dell’attore” L’ultima parte dell’incontro è dedicata a “Gli anni felici”, libro scritto da Sandro Lombardi, con collaborazioni e suggerimenti di Giuliano Scabia e dell’editor Elena De Angeli, edito nel 2004 da Garzanti. L’autore racconta che per ogni spettacolo si è ritrovato a scrivere sempre qualche considerazione sul suo lavoro, delle note dell’attore che si aggiungevano alle più tradizionali note di regia scritte da Tiezzi. Proprio queste note hanno offerto lo spunto per scrivere un libro, la cui elaborazione si è protratta per quasi 10 anni, dal 1985 al 2004. Lo scritto intreccia il saggio sul teatro ed il romanzo di formazione, tanto che l’attore simpaticamente racconta come la casa editrice fosse inizialmente incerta se inserirlo nella collana dei saggi, come poi è avvenuto, o nella collana della narrativa. La frase scelta come epigrafe di tutto il libro è del drammaturgo austriaco Barnard e sembra esporre felicemente la cifra poetica che ha accompagnato il lavoro di Lombardi e che ha caratterizzato anche lo sviluppo de “Gli uccelli”: “Il teatro era una possibilità, non tanto l’arte quanto la possibilità di essere costantemente tra esseri umani.” Un percorso che si snoda tra confronti, interrogazioni e conflitti che seguono una linea utopica per deflagrare in soluzione e non in compromesso o in incomunicabilità.
Inserita il 04 - 03 - 07
Mauro Favaro
Leggi altri articoli di Mauro Favaro

INSERISCI UN COMMENTO

Nome:
Titolo:
Commento:
Per inserire il commento devi effettuare il login.
Username:
Password:
Teatro.Org si riserva il diritto di cancellare commenti con linguaggio non adeguato ai contenuti del sito o fuori luogo. Per motivi di sicurezza viene salvato l'IP dell'autore del commento. Gli indirizzi email vengono salvati solo per scopi di sicurezza e non verranno utilizzati in alcun modo, né ceduti a terzi.
 

LORELLA CUCCARINI : TALENTO, PROFESSIONALITA'  E SIMPATIAPRECEDENTE SUCCESSIVOLuigi Pignotti, la mia Carmen balla il flamenco con passione

NEWSLETTER

 



IL CARTELLONE


IN SCENA

Abruzzo
Aquila - AQ Chieti - CH
Pescara - PE Teramo - TE
Basilicata
Matera - MT Potenza - PZ
Calabria
Catanzaro - CZ Cosenza - CZ
Crotone - KR Reggio C. - RC
Vibo Valentia - VV
Campania
Avellino - AV Benevento - BN
Caserta - CE Napoli - NA
Salerno - SA
Emilia Romagna
Bologna - BO Cesena - FC
Ferrara - FE Forlì - FC
Modena - MO Parma - PR
Piacenza - PC Ravenna - RA
Reggio E. - RE Rimini - RN
Friuli Venezia Giulia
Gorizia - GO Pordenone-PN
Trieste - TS Udine - UD
Lazio
Frosinone - FR Latina - LT
Rieti - RI Roma - RM
Viterbo - VT
Liguria
Genova - GE Imperia - IM
La Spezia - SP Savona - SV
Lombardia
Bergamo - BG Brescia - BS
Como - CO Cremona - CR
Lecco - LC Lodi - LO
Mantova - MN Milano - MI
Monza - MB Pavia - PV
Sondrio - SO Varese VA
Marche
Ancona - AN Ascoli - AP
Macerata - MC Pesaro - PU
Urbino - PU
Molise
Campobasso-CB Isernia - IS
Piemonte
Alessandria - AL Asti - AT
Biella - BI Cuneo - CN
Novara - NO Torino - TO
Verbania - VB Vercelli - VC
Puglia
Andria - BAT/BT Bari - BA
Barletta - BAT/BT Brindisi - BR
Foggia - FG Lecce - LC
Taranto - TA Trani - BAT/BT
Sardegna
Carbonia - CI Cagliari - CA
Iglesias - CI Nuoro - NU
Oristano - OR Sassari - SS
Sicilia
Agrigento - AG Caltanissetta-CL
Catania - CT Enna - EN
Messina - ME Palermo - PA
Ragusa - RG Siracusa - SR
Trapani - TP
Toscana
Arezzo - AR Carrara - MS
Firenze - FI Grosseto - GR
Livorno - LI Lucca - LU
Massa - MS Pisa - PI
Pistoia - PT Prato - PO
Siena - SI
Trentino Alto Adige
Bolzano - BZ Trento - TN
Umbria
Perugia - PG Terni - TR
Valle D'Aosta
Aosta - AO
Veneto
Belluno - BL Padova - PD
Rovigo - RO Treviso - TV
Venezia - VE Verona - VR
Vicenza - VC
ESTERO
Croazia Francia
San Marino Svizzera
HOME    Login    Chi siamo    I Redattori    Dalla Redazione    Dicono di Noi    Privacy    Contattaci    Preferiti    Imposta come Homepage - © 2003-2012 Teatro.Org
Testata giornalistica registrata al ROC il 30 agosto 2006 - n. 14662 e presso il Tribunale di Milano il 30 maggio 2008 - n. 342 - Direttore Responsabile Gianmarco Cesario This website is ACAP-enabled