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Interviste ai personaggi del teatro e dello spettacolo italiano

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Simona Marchini è Donna Rosa Sciosciammocca
Simona Marchini è Donna Rosa Sciosciammocca
E’ proprio Simona Marchini a conquistare con grande professionalità e simpatia il pubblico presente al Teatro delle Arti di Salerno. Simpatico e divertente anche il suo personaggio: Donna Rosa Sciosciammocca, moglie di Felice Sciosciammocca, pittore decoratore. Il tutto si è svolto, venerdì 14 marzo e sabato 15 marzo, alle ore 21,00 in “L’albergo del Silenzio (segretezza e sicurezza per tutti!)” di Eduardo Scarpetta, spettacolo teatrale messo in scena da gli Ipocriti. Scene e costumi di Bruno Buonincontri, regia di Lorenzo Salveti. Accanto a Simona Marchini e Mimmo Esposito hanno recitato Giovanni Esposito, Ernesto Lama, Tonino Taiuti, Susy Del Giudice, Vito Facciola, Patrizia Monti, Marco De Notaris, Giampiero Schiano, Gioia Miale, Ilaria Bottiglieri, Eleonora Santoro. Divertentissimo l’avv. Antonio Raspa, meteorobalbuziente, personaggio interpretato da Ernesto Lama, uno dei protagonisti dell’Albergo del Silenzio accanto a Giovanni Esposito (Geom. Michele Galletti) e a Mimmo Esposito. Allegria, risate continue dall’inizio fino alla fine dello spettacolo, due ore e mezzo di sano e puro divertimento per il pubblico presente in sala. E’ proprio l’Albergo del Silenzio a non aver riservato alcun posto alla noia e alla tristezza. Un forte plauso va all’Amministrazione, a Claudio Tortora, Direttore Artistico del Teatro delle Arti di Salerno, per aver puntato sull’ottima scelta degli artisti e degli spettacoli teatrali. Il Teatro delle Arti è già arrivato, ahimé, al suo decimo appuntamento. Seguirà sabato 29 e domenica 30 marzo lo spettacolo Indovina chi viene a cena con Gianfranco D’Angelo e Ivana Monti. Terminerà la stagione artistica 2007/2208 il grande Biagio Izzo in “Il re di New York”. Hanno lavorato, fino ad ora, regalando tantissime emozioni: Peppino di Capri, Sebastiano Somma e Benedicta Boccoli, Nino D’Angelo, Alessandro Haber e Rocco Papaleo, Flavio Bucci, Raffaele Paganini, Maurizio Casagrande, Tosca e Massimo Venturiello, Geppy Gleijses. Non da poco sono le deliziose ore trascorse con Giovanni Esposito, Mimmo Esposito, Ernesto, Lama e Simona Marchini. Teatro.org conosce una grande attrice, autrice e regista e con immenso piacere pubblichiamo la simpatica intervista a Simona Marchini realizzata in occasione del grande successo de l’Albergo del Silenzio al Teatro delle Arti di Salerno. Simona Marchini grande attrice teatrale, cinematografica, televisiva e radiofonica e grande regista di teatro lirico e di prosa, ha ottenuto un successo uno dietro l’altro. Per lei è più importante il mestiere di attrice o di regista? Per me il mestiere di attrice è il più importante di tutti, è quello centrale. La regia è una conseguenza ed è anche occasionale. Ho sempre recitato ed in modo particolare la mia attività di attrice si è intensificata in teatro negli ultimi quindici anni. Ormai, sono passati quattordici anni, dalla mia scomparsa definiva dagli schermi televisivi. Ci risulta che lei attualmente ricopra diverse cariche artistiche in ambito istituzionale. Ce ne parli? Ho avuto diversi incarichi. Sono ambasciatrice UNICEF, dal 1985 Presidente della Galleria d'Arte Contemporanea La Nuova Pesa di Roma, dal 1995/97 già membro del Consiglio di Amministrazione del Teatro dell'Opera di Roma, dal 1999 Sovrintendente del Todi Arte Festival, dal 2000 Consulente artistico del Teatro Politeama Pratese, e della annessa Scuola di Perfezionamento del Musical. Ho aderito anche alle Primarie del P.D. e mi hanno eletto nel quartiere Laurentino di Roma. E’ una zona periferica della città con tante difficoltà, ma anche piena di gente meravigliosa. Ho conosciuto persone che da anni vivono in questo quartiere da loro stessi riqualificato sia dal punto di vista sociale che culturale. Hanno creato, tuttavia, tanti luoghi di riferimento. E’ da un anno che ho sviluppato molto quest’attività di creare punti di riferimento artistici e culturali per i bambini e per i giovani perché ritengo che ciò sia l’unica salvezza in un mondo possibilmente più civile di quello che abbiamo. Nel 2000 lei è stata in tournèe con “L'Avaro” di Moliére per la regia di Jérome Savary. Che ruolo rivestiva in questo spettacolo teatrale? Il ricordo dello spettacolo è naturalmente legatissimo a Jèrome Savary che è stato uno dei più grandi geni creativi nel Novecento ed è stato anche carino conoscerlo personalmente. L’Avaro di Molière è stata un’esperienza meravigliosa. Il mio ruolo (Frosina) anche se non era da protagonista, mi ha molto appassionato rivestirlo. Recitavo la parte di una mezzana, di una ruffiana, di una povera donna che doveva campare di espedienti. A me piaceva molto il contesto e la regia di questo spettacolo. Lei ha lavorato per Enrico Vaime. Che cosa si prova a lavorare con un grande autore come Vaime? Con Enrico ho scritto il “Dossier Trovatore”, uno spettacolo delizioso e molto divertente, commissionato dal Festival del Teatro 2 di Parma, girato poi in una tournèe estiva con grande successo. La lettura del Trovatore è come un caso giallo da indagare. E’ una satira alla televisione. Due anni fa abbiamo scritto e collaborato indirettamente ad un’altra satira “A Tosca”. Sono ventidue anni che lavoro in radio con Vaime in "Black Out". Con Enrico c’è una vecchia frequentazione. Infatti, ho preso parte anche alle sue produzioni teatrali, quali: “Malemamme” (1996), “I Quattro Moschettieri” (2004), “Tosca again” (2005). Lei attualmente è in scena con lo spettacolo dal titolo: “L’albergo del Silenzio”. Ci descriva le caratteristiche del suo personaggio? L’Albergo del Silenzio è un’esperienza affettiva. E’ una deliziosa farsa divertente di Eduardo Scarpetta i cui protagonisti sono gli uomini. Per me è un’esperienza un po’ insolita. Insomma, ho ceduto affettivamente alle richieste dei produttori che sono miei vecchi amici. Non avevo letto il testo e mi sono avventurata! Per me è anche alquanto insolito restare per un’intero atto nel mio camerino! La mia partecipazione si ha in modo particolare nel secondo atto. La commedia è molto carina e gli attori sono bravissimi. Nell’Albergo del Silenzio sono un personaggio maturo che ha sposato un marito più giovane: la povera Donna Rosa che tutti sberleffano. Il personaggio insegue un suo sogno solitario, un rapporto molto inventato con il marito. Non potendo recitare in napoletano, ho deciso di dare al personaggio un accento calabrese perché ritengo che le doni ancora di più questo suo senso di isolamento dal contesto. Tutti i personaggi sono più o meno complici, invece, lei è lontana dai giochi. In questo senso, mi è piaciuto, così, darle un carattere molto simpatico. E’ un personaggio che a me piace molto e m’intenerisce per la tenacia che ha nel difendere un rapporto, col proprio marito, bistrattato da tutti. Donna Rosa è molto carina e simpatica. Simona Marchini dopo l’Albergo del Silenzio che cosa ha in programma? Ho tantissimi programmi. Il 27 giugno curerò uno spettacolo, da me idealizzato, alla Camera dell’Auditorium di Roma: un concerto che prevede artisti meravigliosi (attori, ballerini), un percorso che va dalla letteratura alla traduzione in musica, danza e coreografia. A “Fatti d’Amore” prenderanno così parte Daniela De Sio, Gigi Proietti, Alessio Boni e tanti altri personaggi. Accanto a questa serata speciale ce ne sarà un’altra per L’Unicef di cui sono Ambasciatrice da venti anni. Il tutto sarà reso possibile, alla fine di luglio, al Castello De’ Scalchi a Bracciano. Farò anche una lettura su Didone nei pressi di Roma con il giovane regista, Matteo Tarasco, che stimo tantissimo. Fra l’altro, con lo stesso, ho già lavorato un anno fa, in “Una Storia di una Capinera” al Festival di Todi. Pensi che è stata la mia esperienza drammatica della mia vita! Il cinema non mi ha mai particolarmente curata. Ho avuto sempre partecipazioni e la più recente è con Passotti, Stefania Rocca. Sto partecipando a Don Matteo, la fiction televisiva di Rai Uno. Qui, sono la mamma del Capitano dell’Arma dei Carabinieri. In verità, in Italia si produce poco cinema e i produttori puntano su attori di grande mercato cinematografico. Come vede, diventa sempre più difficile inserirsi. Certo, mi piacerebbe lavorare sul set cinematografico! Quali sono i programmi televisivi che lei abolirebbe in TV e quali da lei ritenuti utili per la crescita di un figlio? I figli dovrebbero vedere quasi niente in televisione perché non è un mezzo adatto alla crescita del proprio figlio. I bambini sono passivi davanti a questo strumento. E’ chiaro che la televisione non si può evitare del tutto e si è costretti a fare dei compromessi! I genitori dovrebbero essere molto vigili. Ci vorrebbe più tempo da dedicare ai bambini. Bisogna farli leggere, farli giocare il più possibile con i colori, portarli all’aria. Bisogna far fare loro i bambini. E’ necessario allontanarli il più possibile dalla televisione che non fa altro che devastarli. Anche i cartoni animati trasmessi, sono così stupidi e aggressivi, graficamente sgradevoli. Tutto è mostruoso, deformato! Come avvicinare i giovani al teatro? I giovani vanno preparati. Il tutto deve partire dalla scuola ricreando un rapporto umanistico con la formazione. I genitori e gli insegnati devono cooperare in stretta sinergia. Bisogna creare punti di riferimento per i bambini: organizzare scuole di musica, farli recitare, lavorare in gruppo. Sono, dunque, questi, i doveri assoluti da rispettare. Non realizzando tutto ciò, il futuro per un figlio sarà disastroso. I giovani tireranno il meglio di sé solo dopo averli catturati in tempo sui terreni dell’emozione, della bellezza. E’ con la struttura culturale che i giovani vanno difesi.
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Inserita il 18 - 03 - 08
Maria Cuono
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