Ruggero Capuccio, il regista di Shakespea Re di Napoli
Il Teatro Segreto ha presentato Lello Arena e Claudio Di Palma, lunedì 31 marzo, al Teatro La Provvidenza di Vallo Della Lucania in “Shakespea Re di Napoli”, composto da Ruggero Cappuccio, le musiche di Paolo Vivaldi, i costumi di Carlo Poggioli, le luci di Michele Vittoriano, la regia di Ruggero Cappuccio.
Grande interpretazione di Lello Arena nella parte di Zoroastro e di Claudio Di Palma nelle vesti di Desiderio.
L’opera di Ruggero Cappuccio, ha già ottenuto recentemente un enorme successo, al Teatro Verdi di Salerno, grazie alla mirabolante recitazione del noto attore comico napoletano.
Il regista di Shakespea Re di Napoli ci ha rilasciato per telefono, proprio questo pomeriggio, un’interessante intervista.
Ruggero Cappuccio ha ottenuto la Direzione Artistica del Progetto di Formazione Technè, presso Benevento, la Direzione Artistica del Festival Città Spettacolo di Benevento XXVI edizione, la 2003, la Direzione Artistica del progetto La Scena Segreta, presso il Teatro Verdi di Salerno. Come hai vissuto e come vivi quest’esperienza?
In Italia non si è mai creata una scuola dirigenziale di Direttore Artistico. L’artista deve interagire con uno o più ministeri, con gli Assessori. E mi creda per vedersi realizzato un progetto bisogna attendere un bel po’ e si rischia di non riuscire a mettere in atto ciò che si era prefissato. Ciò a me è accaduto spesso. Non si sa mai quale sia il budget.
Come è il compito di un Direttore Artistico?
E’ davvero complicato il compito di un Direttore Artistico. E’ una grande responsabilità portare avanti questo lavoro. Attualmente sono solo Direttore Artistico del Teatro Segreto di Roma.
E da quando?
Dal 1997
Hai scritto e diretto Paolo Borsellino interpretato da Massimo De Francovich. In futuro scriverai e dirigerai ancora spettacoli, o film su temi simili?
Non saprei. Le confesso che i temi inerenti la mafia mi appassionano tantissimo. Ma al momento non ho nulla in programma.
Sei un grande regista. Come insegnare ad un giovane “i trucchi del mestiere”? E’ difficile fare il regista?
C’è una grande tecnica: la pazienza. I giovani, oggi, si muovono cercando il successo, vedono un loro coetaneo diventare famoso e tentano di imitarlo.
Manca la volontà ed è colpa della società che non fa altro che devastarli. Purtroppo, abbiamo una rete consumistica molto forte che non avvicina i giovani al teatro, l’unica vera forma di cultura.
La strada migliore è quella sperimentale, ma, al giovane, purtroppo, non si offre una formazione adeguata.
Hai scritto e diretto Shakespea Re di Napoli, presentato in prima Nazionale al Festival di Santarcangelo. Il tuo lavoro, fra l’altro, ha ottenuto il Premio Fondi e il Biglietto d’Oro Agis sezione qualità. Sei contento di questo risultato?
Ma naturalmente. Sono contento anche dello spettacolo nato 14 anni fa ed allestito in tutti i teatri italiani. Il pubblico gradisce questo genere di spettacolo. E’ un lavoro sui sonetti di Shakespeare.
Su cosa verte lo spettacolo andato in scena lunedì 31 marzo al Teatro la Provvidenza di Vallo Della Lucania?
Tutto ruota intorno ad un mistero: chi è l'ispiratore cui sono dedicati i Sonetti del poeta di Stratford? E se Shakespeare fosse sbarcato a Napoli? Se il viceré gli avesse ceduto il trono per una notte?
L’unica cosa certa è che i 154 componimenti di Shakespeare furono dedicati al misterioso W.H., un giovane attore del teatro di Shakespeare.
C’è stata molto affluenza di gente?
Si, c’era tanta gente in teatro. Sono state aggiunte addirittura altre sedie.
Che cosa hai in programma dopo Shakespea Re di Napoli?
Dopo Shakespea Re di Napoli, seguiranno l’Edipo a Colono, Desideri Mortali. Fra l’altro, ho appena terminato di scrivere un romanzo dal titolo: “La notte dei due Silenzi”.
Ad un grande regista, Ruggero Cappuccio, vanno tanti meritati successi per la sua crescente carriera artistica.