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Le Interviste di Teatro.Org
Interviste ai personaggi del teatro e dello spettacolo italiano

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Presto D'Angelo e Monti in 'Un giardino di aranci fatti in casa'
Presto D Angelo e Monti in  Un giardino di aranci fatti in casa
G.i.g.a. s.rl. e la Noctivagus hanno presentato Gianfranco D’Angelo e Ivana Monti in “Indovina chi viene a cena?” di William Arthur Rose, sabato 29 e domenica 30 marzo al Teatro delle Arti di Salerno, regia di Patrik Rossi Gastaldi. Teatro.org conosce due grandi artisti: Gianfranco D’Angelo ed Ivana Monti che con gentilezza, prima dell’inizio dello spettacolo, hanno rilasciato un’interessante intervista per tantissimi appassionati di teatro. Presto li rivedremo insieme in teatro in una nuova commedia: “Un giardino di aranci fatti in casa”. Gianfranco D’Angelo, attore, comico e cabarettista italiano. Quando si è formata per la prima volta la sua figura di cabarettista? Gianfranco: Ho iniziato con il teatro nel 75. Ho fatto cabaret per un po’ di anni dal 66 al 70. Facendo un salto nel passato e precisamente nel 1972 ho partecipato, con una parte di rilievo, al musical Alleluja brava gente, firmato da Garinei e Giovannini. Ho alternato sempre il teatro alla televisione. Nel 1990 ripresi a fare teatro fino ad oggi. Al Piccolo Teatro di Milano, nel 1966, Strehler la vuole come Maddalena ne I Giganti della montagna di Pirandello. Ma chi era Maddalena? Ivana: Questo ruolo segnò il mio ingresso in teatro con Strehler. A quei tempi frequentavo il Liceo Classico, la Scuola di mimo. A scoprirmi fu Strehler che mi volle nel ruolo di Maddalena: un personaggio piccolo ma rilevante ne “I Giganti della Montagna”, che rappresenta la libertà. E’ una ragazza che fa figli senza quasi rendersene conto. Il personaggio rappresenta la naturalità, la selvaticità e nello stesso tempo la libertà. In quest’occasione ho avuto la possibilità d’incontrare Strehler, Valentina Cortese, Alberici, Mario Carotenuto, Tury Ferro. Il teatro dal di dentro fu per me una magia assoluta. Lei ha avuto un ruolo da protagonista in diverse commedie teatrali. Che cosa ricorda in particolare? Gianfranco: Ne ho fatte tantissime e tutti i ruoli sono stati importanti. Ricordo che nella stagione 94/95 ero il protagonista di “Gli uomini sono tutti bambini”, commedia musicale scritta per me da Enrico Vaime, con le musiche di Claudio Mattone e la regia di Piero Garinei. Un lavoro originale, dove i miei monologhi si alternavano alle canzoni di quattro interpreti femminili riscotendo un grandissimo successo di pubblico e consensi dalla critica. Ricordo che ero il protagonista di Niente Sesso siamo inglesi (1990): lo spettacolo ebbe uno strepitoso successo di pubblico ed ottime critiche. Vinse, fra l’altro, il biglietto d’oro dell’AGIS. Recentemente in “E’ ricca, la sposo e l’ammazzo” ero Cleonzio, un miliardario, scapolo gaudente e farfallone; amante del lusso che possedeva uno stile di vita alquanto dispendioso. Improvvisamente si trovava assediato dai creditori e subito dopo apprese di aver prosciugato definitivamente il suo capitale. In lui maturò così l’idea di rinunciare al suo status privilegiato di single incallito per sposare una ricca ereditiera. Con una donna cosi’ al suo fianco due erano le possibilita’: ucciderla o amarla! Questo ruolo è stato per me molto complicato e mi ha dato anche delle soddisfazioni. Ne “il Padre della Sposa”, lo spettacolo portato in tournée per cinque anni, ero un padre un po’ possessivo che cercava d’impedire alla figlia di sposarsi. In questa commedia ha prevalso il buon senso e a trionfare è stato l’amore, la famiglia. Per Ivana Monti, quando inizia la prima esperienza di teatro comico? Ivana: Inizia nel 1970 in “Ogni anno punto e da capo” con Eduardo De Filippo. Fu un altro incontro importante per me. E' attraverso il teatro comico che ho conosciuto il suo massimo Maestro: Eduardo De Filippo. In televisione lei ha avuto l’onore di lavorare con una grande professionista: Raffaella Carrà. Ha nostalgia di quei momenti? Gianfranco: Mancano i professionisti di una volta come la Carrà: una showgirl completa, una donna che ha dedicato la vita al suo lavoro. E’ chiaro che gli anni passano per tutti; c’è il rinnovo in tutti i settori. Si, in televisione ciò che mi manca di Raffaella è la sua grande professionalità. La parte più drammatica che le è stata affidata in teatro? Ivana: Nel 1972 dopo l'Accademia, interpretavo il ruolo di Regana nel Re Lear di Shakespeare, con Ottavia Piccolo, Gabriele Lavia, Giuseppe Pambieri e altri. Fu un anno importante per me perché portammo lo spettacolo per tre anni di seguito in giro per l’Europa e per Italia. Fu un’esperienza fantastica in cui capì il linguaggio del potere, gli estremi della libertà e della prigionia…. Per me fu un’altra Università, ma ciò che più mi colpì al cuore fu “Fede speranza carità” di Von Horvat e Ljudmila, nel 1977, al Teatro Uomo con Lamberto Puggelli. Qui ero Elisabet. Che cosa l’ha spinta a scrivere ed interpretare Mia Cara Madre nel 1997? Ivana: Nel 1996 morì Andrea Barbato, mio marito, portatore di una profondità di analisi, di un linguaggio chirurgico esatto, di un rispetto per l’altro a cui si rivolgeva. Andrea mi diceva che un attore non doveva fare solo teatro di repertorio, ma doveva essere anche testimone del suo tempo. Dopo la morte di mio marito, cercai di dare forma alle sue parole e incominciai a scrivere la Storia d’Italia dal 1913 al 1945. Ho ricollocato il canto popolare a cui sono fervente ammiratrice e portatrice. In “Mia Cara Madre” ho raccontato la Storia d’Italia attraverso i ricordi e le canzoni. Lei ha preso parte anche alle fiction televisive, Distretto di Polizia e Incantesimo. Ce ne parli? Ivana: In Distretto di polizia ero la madre di un magistrato (Isabella Ferrari), con un carattere forte. Accettai subito questa parte per la stima che riversavo nei confronti di Isabella Ferrari. In Incantesimo ero la madre di un’infermiera Giulia Donati (Samuela Sardo) che diceva sempre di no al professor Antonio Corradi (Walter Nudo). Liliana aveva donato tutto il suo affetto alla figlia più grande che avrebbe dovuto sposare Paolo, fratello di Antonio. Morta sua figlia, svanì nella donna, anche ogni speranza di vederla sposata. Liliana rimase, così, prigioniera di quel giudizio negativo che lei pensava fosse espresso nei suoi confronti. Non era per facile per l'anziana donna, crescere da sola sua nipote senza sapere chi era il padre. Liliana si ammalò psicologicamente costruendosi dei “fantasmi”. Mi ha colpito molto questo ruolo. E’ recitando questa parte che ho capito cosa fosse la nevrosi. Ci risulta che lei alcuni anni fa abbia recitato in "Lo Zio" di Franco Branciaroli con F. Branciaroli e Debora Caprioglio. Cosa pensa di questa giovane attrice? Ivana: Sono stata molto contenta di averla come compagna di lavoro. La considero una persona deliziosa, molto brava. E’ una ragazza che ha studiato molto. E’ attraverso lo studio, le fatiche che i giovani possono diventare bravi attori come Debora. Il teatro non è l’esibizione di sé e non è la merce del proprio corpo. Per un attore il proprio corpo è un po’ un corpo dell’umanità. Lei è attualmente in tour con Ivana Monti in “Indovina chi viene a cena” nei panni di…?< Gianfranco: Sono un editore di giornali che impedisce alla figlia di sposare un ragazzo di colore a causa dei preconcetti che ancora oggi esistono nelle persone. La commedia risale a 40 anni fa, ha vinto l’Oscar per la miglior sceneggiatura in America. Rose scrisse, davvero, un’opera di grande successo. Sono passati tanti anni e l’argomento è ancora valido. Il suo ruolo in “Indovina chi viene a cena” con Gianfranco D’Angelo? Ivana:Si parla di matrimoni misti, unione di culture e di civiltà, di etnie: un argomento impegnativo che abbiamo spostato dal 1968 al 1990. I matrimoni misti sono molto frequenti non solo in America, ma anche in Italia. Per questa ragione, abbiamo deciso, di farne dell’ironia. Nella commedia sono Cristina, la madre di Giuly. E’ la sua prima volta al Teatro delle Arti di Salerno? Gianfranco: Sono già stato in tournée al Teatro delle Arti e altre cinque volte al Teatro Verdi di Salerno. Gianfranco D’Angelo che programmi ha per il futuro? Gianfranco: Farò una commedia dal titolo: “ Un giardino di aranci fatti in casa” di Neil Simon. Anche in questa commedia predomina la famiglia: un padre lascia i propri figli e dopo molti anni la sedicenne Liby decide di andare in cerca del padre. Solo alla fine i due si chiariscono. E Ivana Monti dopo Indovina chi viene a cena cosa farà? Ivana: Collaboro sempre con il Teatro Franco Parenti. Fra un mese e mezzo ne“Le cose sottili nell’aria” di Sgorbani, sarò una madre vecchia che pensa a tutto ciò che non ha fatto per suo figlio. Questo ruolo sconvolge perché mette nelle condizioni le madri di porsi delle domande del tipo: Ho fatto la cosa giusta? Per l’estate farò un ruolo maschile ne “il Calapranzi” di Harold Pinter con Lorenzo Costa. L’anno prossimo farò “Un giardino di aranci fatti in casa” con Gianfranco D’Angelo. La tematica è sempre la famiglia: una figlia torna dal padre dopo diciotto anni e lo accusa di averla dimenticata. Da tutta la redazione vanno a due grandi artisti tantissimi in bocca al lupo per i loro programmi futuri.
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Maria Cuono
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