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Interviste ai personaggi del teatro e dello spettacolo italiano

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Parole d’amore sul teatro, pronunciate con grande enfasi da Gianfranco Gallo
Parole d’amore sul teatro, pronunciate con grande enfasi da Gianfranco Gallo
Approdato nel mondo dell’ordinaria follia, Gianfranco Gallo mi ha raccontato i suoi slanci e le emozioni di autore, attore e regista in questa intervista esclusiva davvero emozionante. In punta di penna mi accingo a trascriverla, dedicandola a chi vuole conoscere un ‘vero’ artista proveniente dal magico mondo del teatro. Hai scelto il linguaggio universale del teatro partenopeo, come autore hai rivisitato testi noti e non del secolo scorso, persino dell’800 per la stagione teatrale 2008/2009 al Teatro dei Comici di Roma, attingendo a quel pozzo senza fondo che è la farsa e la commedia napoletana… Sì, è stata per me un’ impresa coraggiosa ed affascinante portare in teatro la farsa napoletana rivisitando il testo di Petito, come nel caso di “Una comicissima tragedia”, in scena al Teatro dei Comici. Ho scritto circa 20 commedie originali, ma ho sentito l’esigenza di condividere con il pubblico la lezione dei grandi autori del passato che hanno scritto pièces attualissime e coinvolgenti come questa, in cui al centro è l’attore, come vuole la tradizione napoletana a partire dalla commedia dell’arte. Addirittura ai tempi di Molière, al palazzo reale recitavano attori napoletani ed i francesi indignati per essere stati scavalcati dai napoletani, entrarono in sciopero. Per me l’arte è motivo di vita, recitare mi dà la possibilità di essere libero, di esternare quel che provo condividendolo con il pubblico e sostenuto da mio fratello Massimiliano, che mi accompagna in questa avventura romana e con il quale cerco di lavorare sempre insieme. Come hai affermato, la migliore realtà dev’essere quella che ogni volta vai a recitare… come si può aggiungere ad ogni replica qualcosa di nuovo, di originale in teatro? E’ sempre diverso sul palcoscenico il rapporto tra attore e pubblico, ogni volta cambiano i silenzi, i sorrisi, le reazioni degli spettatori, talvolta coinvolti, oppure giudici severi in grado di capire se l’artista si lascia andare, si diverte e si esprime liberamente oppure se sta soltanto recitando una parte senza coinvolgimento. Dunque ogni volta si aggiunge qualcosa di emozionante, in questo spettacolo per esempio io canterò i Pagliacci di Leoncavallo e sarà divertentissimo… Hai un sogno non ancora sognato? Desidero farmi conoscere dal maggior numero di persone, voglio vedere i teatri sempre più pieni di gente che si emoziona. Ho scritto un libro che dev’essere pubblicato ed è stato estrapolato un brano per la sceneggiatura di un corto cinematografico. Interessante è stata la mia esperienza nel cinema, tutto è accaduto per caso nel film di Marco Risi “Fortapasc”, girato l’anno scorso e in cui ho recitato con mio fratello. Sogno di girare un film prossimamente e di continuare a fare il lavoro che per me è fonte di gioia suprema e di vita: fare l’attore.
Inserita il 06 - 05 - 09
Tania Croce
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TAG: teatro


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