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Interviste ai personaggi del teatro e dello spettacolo italiano

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LUIGI DE FILIPPO E’ DON PASQUALE, VEDOVO E PADRE DI QUATTRO FIGLIE
LUIGI DE FILIPPO E’ DON PASQUALE, VEDOVO E PADRE DI QUATTRO FIGLIE
I Due della Città del Sole srl hanno presentato al Teatro delle Arti di Salerno sabato 29 e domenica 30 novembre La Commedia di Teatro di Luigi De Filippo in “Quaranta….ma non li dimostra”, commedia in due parti di Peppino e Titina De Filippo. La regia è di Luigi De Filippo. Hanno recitato in ordine di apparizione: Luigi De Filippo (Don Pasquale), Ivana D’Alisa (Sesella), Simona Di Nardo (Carmela), Ingrid Sansone (Giulia), Feliciana Tufano (Antonietta), Luca Negroni (Luciano), Giorgio Pinto(Bebè), Antonio Buonanno (Alberto), Massimo Pagano (Matteo) e Tiziana Tirrito (Giacinta). Scene: Salvatore Michelino. Costumi: Maria Laura di Monterosi. Luigi De Filippo nasce a Napoli nell'estate del 1930. La madre, Adele Carloni è una giovane e bella attrice della Compagnia Di Vincenzo Scarpetta. Il padre Peppino, è un giovane e promettente attore e commediografo. Luigi compie i suoi studi fra Napoli e Roma dove si trasferisce con la sua famiglia nel 1941. Ama scrivere racconti e novelle che pubblica su diversi giornali. Quindi si dedica alla sua passione più grande e cioè il Teatro. Debutta nel 1949 al Teatro Valle di Roma con una rivista scritta da lui e intitolata “Questa sera alle nove” e la recita assieme ai suoi compagni di Liceo ed ottiene un grande successo. Dopodichè, come professionista, entra nella Compagnia del padre ed inizia il suo vero tirocinio di attore che, con gli anni, lo porterà alla sua definitiva affermazione. Nel 1960 sposa a Roma l'attrice inglese Ann Patricia Fairhurst dalla quale poi si separa dopo qualche tempo. Nel 1970 sposa l'attrice francese Nicole Tessier dalla quale nel 1972, ha una figlia, Carolina, che lo ha reso nonno di recente mettendo al mondo una bella bambina di nome Emma Nicole. Rimasto vedovo, sposa nel 1997, a Roma Laura Tibaldi che lo coadiuva nella sua attività teatrale. Dal 1980 ha una sua Compagnia di Teatro con la quale ottiene eccezionale successo sia in Italia sia all'Estero, proponendo le sue Commedie oltre a quelle di suo padre Peppino e di suo zio Eduardo, ma anche personalissime interpretazioni di classici di Molière, Gogol, Machiavelli e Pirandello. Più volte premiato col "Biglietto d'oro", campione d'incassi. Dal 1999 con la moglie Laura costituisce una società "I due della città del sole srl" della quale è Direttore Artistico; la società produce e distribuisce i suoi spettacoli e di alcuni giovani e bravi attori napoletani. Nel 2005 il Presidente della Repubblica Ciampi lo insignisce della onorificenza di Grande Ufficiale della Repubblica per particolari meriti artistici. Luigi De Filippo è attualmente in tour con “Quaranta…ma non li dimostra”: una divertente ed appassionata commedia andata in scena per la prima volta nel 1933 al Teatro Sannazaro di Napoli ed interpretata da Eduardo, Peppino e Titina De Filippo. E’ già in gestazione “La Fortuna con la Effe Maiuscola” che sarà messa in scena prossimamente. Teatro.org conosce il più autorevole rappresentante del Teatro Napoletano di grande tradizione: Luigi De Filippo. Che ricordo ha dei grandi Peppino ed Eduardo De Filippo? E di suo nonno Eduardo Scarpetta? Non ho avuto la grande occasione di conoscere mio nonno che morì, nel 1925, prima che io nascessi. Di Scarpetta ho letto molte cose. L’ho ammirato. Era un grande interprete ed innovatore del Teatro Napoletano. Si può paragonarlo al Goldoni. Goldoni, nel Settecento, con la Riforma, ha cancellato le maschere sostituendole con personaggi veri. Scarpetta, invece, ha cancellato la maschera di Pulcinella ed ha inventato il Teatro di caratteri, di persone vere che s’incontravano per strada e si potevano vedere quotidianamente. Mio nonno è stato un rinnovatore del Teatro Napoletano. Di mio padre e mio zio Eduardo ho un ricordo molto bello perché ho vissuto accanto a loro. Frequentavo molto il teatro sin da ragazzo perché spinto dalla curiosità. All’uscita di scuola, mi recavo spesso in teatro per assistere alle prove e da lì vidi la verità di quel teatro che è poi la chiave del successo del teatro dei De Filippo. Vedevo nascere sulla scena quei personaggi delle commedie che poi ritrovavo per la strada, ovunque. Erano dei personaggi che corrispondevano alla realtà della vita. Ecco perché mi intrigavano. Confondevo quella che era la realtà con la fantasia. E’ stato un teatro che mi ha sempre affascinato perché ha avuto come protagonista la famiglia. Ecco il segreto del successo delle commedie dei De Filippo. I miei cari, hanno sempre trattato, nelle loro commedie, con ironia, con umorismo e anche con approfondimento, i rapporti difficili, ancora esistenti, tra marito e moglie, tra genitori e figli. Nella commedia "Quaranta…ma non li dimostra”, si racconta di una donna di quaranta anni che s’innamora di un giovane di ventisette anni. Sto rappresentando questa commedia in giro per l’Italia, dal Nord al Sud, perché sono, fra l’altro, il titolare di una Compagnia di Teatro itinerante. Quaranta... ma non li dimostra sta avendo un grande successo. Lei, nel corso della sua carriera, ha proposto non solo le sue Commedie, ma anche quelle di Peppino ed Eduardo. A quale commedia dei suoi cari è legato in modo particolare? All’ultima. C’è una differenza tra le commedie scritte da me e quelle scritte da mio padre e mio zio. Nei miei lavori parlo di una Napoli di oggi. Ho un occhio attento alla Napoli che mi è vicina. Nelle commedie di mio padre e mio zio si parla di una Napoli di 50-60 anni fa. Tutto ciò, tuttora, affascina per il loro contenuto. In questa commedia, in scena, attualmente, al Teatro delle Arti di Salerno, è presente il senso della famiglia che, purtroppo, si è un po’ perduto nella Napoli di oggi a causa della televisione che è stata ed è una pessima maestra. Non a caso Quaranta anni…ma non li dimostra è ambientata negli anni 50, periodo in cui la televisione è entrata prepotentemente nelle nostre case ed ha preso il posto del focolare domestico, della famiglia. Pian piano la televisione ne ha certificato la distruzione. Oggi, la famiglia, come agglomerato di individui, non c’è più. Non ci si riunisce più per pranzare, per cenare, per dialogare. Vedere troppo la televisione fa male, fa diventare stupidi. Frequentare, spesso, il teatro vuol essere un modo per accrescere la propria cultura. Che ruolo interpreta in “Quaranta… ma non li dimostra”? Sono Don Pasquale, il padre di una zitella di quarant’anni, un vedovo e padre di quattro figlie che vorrebbe trovare loro un marito. Il protagonista è consapevole che, un giorno, dopo aver fatto sposare le sue figliole, resterà solo. La sua maggiore preoccupazione è in Sesella, la figlia quarantenne, che non è riuscita ancora a trovare marito. S’innamora così di un uomo più giovane di lei. Don Pasquale è un personaggio che appartiene con autorità al panorama dei personaggi più divertenti del Teatro dei De Filippo. E’ un padre di famiglia, molto napoletano, molto maschilista, molto affezionato alle sue figliole, all’età, alla tradizione, alla cucina napoletana, alle abitudini napoletane. E’ un uomo solo che si trova in imbarazzo nel crescere quattro figlie, ma è un personaggio molto divertente ed io lo recito con molta partecipazione perché, per molti versi, la penso come lui. Mi rispecchio in Don Pasquale. Quindi quanto c’è di Luigi in Don Pasquale? Molto di Luigi. Nel mio vivere quotidiano rispetto la donna molto più di quanto non sia stata rispettata ed apprezzata anni fa. Ciò è riportato anche nella mia commedia. Mia figlia Sesella, mi ha aiutato molto ed è degna di rispetto perché ha preso il posto della madre ed ha cresciuto le sorelle più piccole. E’ stata una presenza importante nella famiglia. Per certe cose, sono maschilista. Non penso che la donna sia superiore all’uomo. Ma penso che ci siano donne intelligenti e donne stupide; uomini intelligenti ed uomini stupidi. Il senso della famiglia, il senso di solidarietà verso il prossimo sono scomparsi. Ho subito, da ragazzo, la guerra. Ricordo i bombardamenti, le paure, la fame. Tutto ciò ci faceva restare uniti. Eravamo tutti fratelli. Ci aiutavamo a vicenda a salvare la pelle. Oggi, ognuno pensa solo a se stesso, ad arricchirsi. Oggi, i giovani sono pigri, non hanno passioni, si definiscono tifosi, ma non sono sportivi. Ma lei in questo momento che messaggio sente di dare ai giovani? Direi loro di appassionarsi a qualcosa. Mi piacerebbe sentire dai giovani: “Mi piace il teatro”. Le sue prossime tappe? Ci fermeremo a Roma, per il mese di dicembre, in occasione delle festività natalizie e poi proseguiremo a Milano, a Torino, a Genova, fino al mese di aprile. In futuro la rivedremo nuovamente sul set cinematografico o in qualche fiction televisiva? Non c’è posto per me nel cinema e nella televisione di oggi perché trasmettono programmi che non m’intrigano. Preferisco dedicarmi al Teatro dove ho la possibilità di esprimermi. E’ in progetto la Fortuna con la Effe Maiuscola. Da tutta la redazione di Teatro.org a Luigi De Filippo ancora tantissimi meritati successi per la sua carriera lavorativa.
Inserita il 01 - 12 - 08
Maria Cuono
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