Da bambina Sara Zunino non giocava con le bambole, e nemmeno con pentole e piattini, organizzava spettacoli teatrali. La sua fantasia e la verve di cui è tuttora dotata erano veicolate per montare una storia, interpretarla insieme ad altri compagni di gioco e convincere genitori, parenti e amici a presenziare alle rappresentazioni, soprattutto durante i giorni di vacanza. Mentre me lo racconta sorride, stupita lei stessa di come la vita l’abbia portata sulla strada del gioco. Ora lavora davvero su un palcoscenico e con ottimi risultati. La compagnia di cui fa parte, I Conviviali, sta per portare in scena uno spettacolo nuovo, Acrostico Bizzarro, testo di Maria Grazia Tirasso, regia di Jula Rossetti, e Sara sarà una delle protagoniste. Nel panorama delle giovani attrici genovesi è sicuramente una delle più promettenti. Colpisce sia nell’aspetto che nella recitazione: brillante, decisa ma senza forzature, a tratti pacata, soprattutto quando riflette sulla sua passione per le tragedie classiche, come le Troiane, interpretato anni fa e mai più dimenticato. In certi atteggiamenti e nei capelli cortissimi portati con disinvoltura ricorda la Marzia Ubaldi dei primi anni. Che sia un segno per una carriera altrettanto sfolgorante?
Certo è che la competizione non le piace, ama la collaborazione, il feeling tra colleghi di lavoro. “Solo in un ambiente amico mi sento a mio agio. E’ per questo che non ho mai tentato la strada dei provini e per ora sono molto contenta di lavorare in questa compagnia, dove andiamo tutti d’accordo”.
Genovese di nascita, Sara si è affacciata al teatro quasi per gioco, appunto, ma poi ha cominciato a prendere tutto molto sul serio. Il corso al Teatro Garage, con maestri di talento, le ha permesso di affinare doti già innate, come la capacità di divertire anche solo con un’espressione del viso. Ma la tecnica non basta mai, e lei stessa lo riconosce. “Bisogna saper dominare ogni movimento, ogni emozione, battere le finali, parlare in modo chiaro, rendere bene le battute…. E che fatica!”. Pare un po’ delusa perché la scelgono sempre per la parte della “stronza”, il che vorrebbe dire, nella maggior parte dei casi, la parte più bella. Amante, antagonista, antipatica, ma anche qualcosa di diverso che lei sogna da parecchio: “Anna dei miracoli” è il suo sogno nel cassetto. Nel frattempo fa anche qualche salto tra le fiabe: è stata la regina di cuori in Alice nel Paese delle Meraviglie, e ha lavorato anche in Peter Pan, Pinocchio, La Bella e la Bestia, nell’ambito del Festival della Fiaba di Rocchetta Nervina.
E a proposito di fiabe, chissà che un giorno la giovane esordiente non si trasformi per magia in una grande professionista!