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Interviste ai personaggi del teatro e dello spettacolo italiano

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La Buona Novella raccontata da David Riondino a tutta l'Italia
La Buona Novella raccontata da David Riondino a tutta l Italia
La Buona Novella di Fabrizio De Andrè è stata una tra le più significative raccolte di racconti in versi pubblicata nel 1970. David Riondino ne ha tratto uno spettacolo musicale a teatro, sua la ideazione e direzione in collaborazione con il Teatro degli Illuminati di Città di Castello. Una tournée accolta in tutte le città d'Italia con successo. La voce solista è quella di David Riondino e quella della sorella Chiara si uniscono al talento di solisti come Fabio Battistelli al clarinetto (sua la direzione musicale), insieme ad Angelo Lazzeri chitarra, Alessandro Giachero pianoforte, Milco Merloni, contrabbasso, Mauro Giorgeschi batteria. L'arrangiamento e l'orchestrazione per banda è curata da Marco Pontini. La particolarità di questo concerto – spettacolo è quella di unire una banda e un coro diverso per ogni città ospitante. La recita al Nuovo Teatro San Giacomo di Laives (in provincia di Bolzano) ha visto la partecipazione del Corpo Musicale Mario Mascagni e del Coro Castel Flavon di Bolzano. Una serata di grande emozione pensata per inaugurare una sala teatrale di 350 posti, e dotata di un impianto tecnologico per l'acustica all'avanguardia. Su invito della Cooperativa teatrale Promoteo di Bolzano, David Riondino ha reso omaggio a De Andrè, un poeta cantore rivoluzionario, alle prese con con un tema spirituale tratto dai Vangeli Apocrifi, un disco che all'epoca fu oggetto di molte polemiche, e solo dopo un parere favorevole espresso sull'Osservatore Romano, le radio nazionali iniziarono a trasmetterlo. Nel concerto l'album originale del cantautore viene riprodotto in ogni sua parte. David Riondino ci ha concesso un'intervista realizzata pochi minuti prima della sua entrata in scena. Come è nata l'idea di realizzare la Buona Novella a teatro? “L'abbiamo pensato sei anni fa quando insieme al Teatro degli Illuminati di Città di Castello, si è deciso di realizzare uno spettacolo basato su canzoni d'autore. La scelta è caduta sul disco di De Andrè, perchè dal punto di vista della musicalità era più simile a quello che poteva essere rielaborato da una banda, con toni più estesi, molto larghi. Questo è stato il primo motivo della scelta. L'altro è basato sull'idea di De Andrè che parla di un Cristo fratello, il quale viaggia in un paese dove appaiono tanti personaggi minori, tratti dai Vangeli Apocrifi”. È una scelta inusuale quella di scegliere una banda e un coro di provenienza locale... “Portare in scena una banda e un coro con età diverse tra i cantanti e i coristi, sembra di avere un paese. Questo scenicamente crea una metafora di spettacolo, un elemento scenico in più rispetto al canto e alla musica corale. Dalla prima volta che lo abbiamo messo in scena il progetto ha subito avuto fortuna ed è grazie alle bande che comunicano tra loro che è diventato sempre più importante. Sono contagiosi e la notizia si è sparsa in tutta Italia”. Una specie di passaparola tra addetti ai lavori insomma... “È diventato un esercizio interessante scoprire questo fenomeno delle bande che sono a tutti gli effetti la spina dorsale della musica nazionale. Spesso sono anche delle scuole musicali e di vita, dai suoni caldi, di fiati, di musicalità diverse. Lo trovo molto interessante questo lavoro con le bande e i cori, sono preparate e questo permette una penetrazione nella musicalità nazionale. Ho scoperto un cerimoniale, una liturgia. Abbiamo scoperto come queste formazioni permettono un'aggregazione sociale, si agganciano alla società e definiscono ancora cosa è il nostro paese: l'Italia, non solo da un punto di vista amicale ma anche un catalizzatore dell'intero popolo italiano. Un valore aggiunto”. Non è poco quindi quello che dice in tempi di tagli alla cultura e ai finanziamenti in genere nello spettacolo. Cosa pensa della proposta di Alessandro Baricco che sostiene l'utilità di non finanziare più con denaro pubblico il teatro in genere? “La trovo una polemica come quelle che sa fare Baricco: molto ridicola. Non lo deve dire lui che è necessario un maggiore investimento musicale nelle scuole e culturale anche nelle televisioni. Non serve che ce lo ricordi anche lui. In Francia ad esempio c'è una politica culturale che funziona bene, esiste un canale televisivo culturale senza pubblicità (Arte). Quello che dice Baricco è come se lui vollesse anticipare di un passo cosa pensa da secoli la politica del centro destra che non pensa minimamente a valorizzare la cultura musicale nelle scuole, altrimenti lo avrebbe già fatto. La sua è una posizione giustificabile solo se decide di diventare consulente del ministero. Sono d'accordo pure io di sostenere l'idea di finanziare lo spettacolo e l'arte con denari privati, se ci fossero però. Fino a che non interverranno mi sembra stupido smantellare quel poco che c'è. Baricco io trovo sia un mediocre scrittore e un bravo organizzatore culturale, soprattutto pro domo sua ”. Ma è altrettanto vero che molti teatri sono commissariati e lo spreco di denaro pubblico ha creato anche un disavanzo. Cosa pensa a riguardo? “Certo, è vero. Dentro queste istituzioni ci sono stati e ci sono gruppi di potere, come nel cinema. Sono sempre gli stessi e pochi a produrre film in Italia. Poi ci si lamenta che non ci sono soldi per il cinema italiano. Bisogna togliere questo marchio di garanzia che posseggono in pochi e distribuire le risorse anche ad altri. Con quelli invece che farne sei, se ne potrebbero farne dieci. Purtroppo c'è una casta intoccabile. La ricchezza va ragionevolmente ridistribuita per tutti”. Ma la crisi economica si fa sentire ... “La crisi sta tagliando molto. Bisogna creare una forbice. Ci sono in Italia delle lobby di potere e molti attori continueranno a fare gli attori mentre gli altri rimarranno a fare finta di essere degli eroi di palcoscenico. Tanto rispetto per le produzioni altrui ma io all'ottanta per cento quello che investo ce lo metto di mio. Se stessi ad aspettare che l'ente pubblico comprendesse cos'è la Buona Novella , starei fresco”. Oltre questo spettacolo che riscuote ovunque un gradimento di pubblico come è accaduto anche qui al San Giacomo di Laives, quali altri progetti di lavoro sta realizzando? “Sto lavorando in radio con Dario Vergassola in Rai su Radio 2. Dal 12 aprile inizia anche su Radio 3 un programma al posto della Barcaccia, insieme a Stefano Bollani. È da due anni che lo facciamo in radio ed è un varietà con rivisitazioni di musica e lirica. Ci divertiamo molto!”
Inserita il 02 - 04 - 09
Roberto Rinaldi
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