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Interviste ai personaggi del teatro e dello spettacolo italiano

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Intervistando una dark lady
Intervistando una dark lady
Il mio incontro con Federica Ruggero risale all’ottobre del 2006. Lei debuttava come protagonista in un thriller teatrale, “Matrimonio in noir”, io debuttavo come romanziera e Federica accettò di leggere alcuni brani del mio romanzo in un reading. Da allora la sua attività di attrice si è intensificata, tanto che Federica ha conquistato un ruolo di non poco rilievo nel panorama teatrale ligure. Una nuova dark lady? Verrebbe da domandarsi se non sia proprio il suo aspetto a chiamare le parti che fino ad oggi ha interpretato: viso delicato, capelli e occhi scuri, riservata di carattere, a volte un po’ ombrosa. Lei è affezionata a tutte le donne che ha interpretato, perché ciascuna la ha affascinata in modo diverso. Cominciamo con la prima protagonista che hai impersonato, la Bea di “Matrimonio in Noir”, di Bagnara, diretto da Lorenzo Costa e interpretato con te da Luigi Marangoni "Sono molto legata a questo spettacolo, appunto perché è stato il mio debutto teatrale da protagonista. Bea è una giovane sposina che si appresta a trascorrere la sua prima notte di nozze, quando si vede piombare in camera uno sconosciuto che pretende di sostituire lo sposo. L’uomo vanta infatti un debito di gioco nei confronti del neo marito, debito che questi ha deciso di saldare cedendogli una sorta di jus primae noctis". Una situazione non facile da accettare per una donna innamorata… "Già, Bea si rende conto non solo di non essere amata ma di essere stata addirittura messa in palio. Alla fine però troverà la forza di reagire, al punto da passare da vittima a carnefice". Ecco appunto, carnefice. Un ruolo quindi non stereotipato… "Un ruolo complesso, una bella sfida. Mi sono domandata come può una donna affrontare una tale situazione, con quale mentalità, e mi sono risposta che Bea è fondamentalmente una bambina. Secondo me solo i bambini sono in grado di vivere la vita come un gioco senza preoccuparsi di ciò che è giusto o etico. Solo ragionando così Bea si sarebbe potuta adattare a giocare questa partita crudele". Dopo Bea c’è stata Matilde. È l’unica donna della pièce “La notte in cui Oscar tornò a casa” di Calcagno–Monforte, che hai interpretato nella stagione teatrale 2008–2009 al Teatro Garage, al Piccolo di Arenzano e poi anche a Portofino, nel giugno scorso. Anche Matilde, quanto a complessità psicologica non scherza! "I giovani protagonisti di questo lavoro sono tutti diversamente prigionieri del luogo in cui vivono: un paesino di montagna dove non succede nulla, dove non c’è possibilità di realizzazione personale dove la realtà soffocante ha fatto emergere la parte oscura di ognuno di loro, dove i valori compresa l’amicizia non contano più. A soffrire questa situazione è soprattutto Matilde, costretta a lavorare come cameriera nello squallido pub del paese e a sopportare il padrone del locale, al punto da essere pronta a tutto pur di sfuggire da quella prigione". E proprio nel pub dopo l’ora di chiusura tutte le carte verranno scoperte. Un giallo teatrale, molto intrigante, perché colui che sembrava essere l’unico colpevole, si rivelerà poi l’unica vittima. E veniamo all’ultima tua fatica, il Dracula di Lorenzo Costa da Bram Stoker. Un personaggio di nuovo impegnativo e difficile da rendere bene, quello di Mina, la protagonista. Il lavoro psicologico deve essere stato intenso. "Abbiamo dedicato molto tempo alla ricerca psicologica di ogni personaggio e Mina è una donna complessa: da una parte vive nei valori borghesi che portano al matrimonio, alla tranquillità economica, dall’altra è una donna insoddisfatta alla ricerca come dice lei stessa “di una vita nuova, una vita diversa” . E Dracula rappresenta questa alternativa. Mina ricorda il personaggio di Carla negli Indifferenti di Moravia, che pur di cambiare vita e allontanarsi da una quotidianità triste preferisce perdersi. La peculiarità di questa messa in scena rispetto al romanzo di Stoker è che alla fine Mina accetta questa sua anima doppia e sceglie di non scegliere. Uccide Dracula perché costretta dalla situazione ma manterrà dentro di se questo anelito che la porterà alla esasperata attesa della sua vita nuova che non arriverà mai". Progetti Federica ne ha molti, alcuni veramente interessanti e con spettacoli nuovi anche quanto a testo. Per scaramanzia non ne parliamo, ma accenniamo invece al prossimo impegno sulla Divina Commedia. "Affronterò un testo classico, pur mantenendo la tecnica del teatro racconto, del teatro verità. Interpreterò Virgilio e di volta in volta i vari personaggi che si incontreranno nella discesa all’Inferno, senza preoccuparmi di essere uomo o donna, giovane o vecchio". A presto allora!
Inserita il 27 - 07 - 09
Simonetta Ronco
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