LoginIscrivitiSegnala uno Spettacolo • Anno 6 - Numero 21  
Interviste ai personaggi del teatro e dello spettacolo italiano

 Cerca   
Il carcere femminile raccontato a teatro da Daniela Scarlatti: 'Giorni scontati'
Il carcere femminile raccontato a teatro da Daniela Scarlatti:  Giorni scontati

Il numero dei carcerati in Italia aggiornata al 16 gennaio 2011 è di  67478 detenuti suddivisi tra uomini e donne. Un sovraffollamento sempre più intollerabile e preoccupante per le condizioni di vita all’interno degli istituti di pena. Nel solo 2010 sono stati ben sessantatré i suicidi commessi all’interno delle prigioni. Una situazione drammatica se si pensa che i posti disponibili per accogliere i detenuti sono 42mila. Sono alcune delle cifre che testimoniano come il problema sia ben lontano da essere affrontato adeguatamente, spesso sottovalutato dall’opinione pubblica. Carceri fatiscenti costruiti in centri urbani dove la maggioranza dei cittadini non è assolutamente a conoscenza dei problemi al loro interno. Edifici costruiti e mai utilizzati, come hanno testimoniato numerose indagini giornalistiche. A questo si aggiunge il numero di agenti di guardia carceraria in numero insufficiente per far fronte alla sicurezza. “Il silenzio assordante del carcere”, così lo definiscono Antonella Fattori e Daniela Scarlatti, le due autrici /attrici protagoniste di “Giorni scontati”, uno spettacolo di teatro civile che racconta la vita all’interno di una cella femminile del carcere romano di Rebibbia, andato in scena pochi giorni fa al Teatro Puccini di Merano, nell’ambito della stagione del Teatro Stabile di Bolzano. “Un mondo sommerso che urla, e che in questo periodo  storico ha ancora più urgenza di farsi sentire” – definiscono così la realtà del carcere – le due autrici che hanno condotto un laboratorio teatrale all’interno dell’istituto di pena femminile. “Un microcosmo oppressivo e claustrofobico che diventa una lente d’ingrandimento di sentimenti e situazioni che spesso si cerca di negare”, rivissuti attraverso le storie di quattro donne recluse insieme nella stessa angusta cella. Quattro storie di umana sofferenza per raccontare e dare valore a “vite negate” Vicende ispirate dalla realtà di Rebibbia: Viviana (Daniela Scarlatti), Lucia (Giusy Frallonardo), Rosa (Lia Zinno), Mariapia (Antonella Fattori), sono i nomi dei personaggi, nati dopo aver conosciuto quattro detenute che hanno riletto il testo lavorando assieme a Daniela Scarlatti e Antonella Fattori. In scena le due autrici recitano affiancate da Giusy Frallonardo e Lia Zinno e dirette da Luca De Bei. Prodotto da Molise Spettacoli si avvale anche delle scene di Francesco Ghisu, le luci di Maurizio Fabretti – Progettinaria, i costumi di Lucia Mariani. “Giorni scontati” è andato in scena in prima nazionale il 16 dicembre 2010 nel teatro del carcere maschile di Rebibbia a Roma, accolto con successo dai tutti i detenuti presenti allo spettacolo. “Riteniamo che il teatro debba occuparsi del problema e rendere il pubblico partecipe di un dramma che ai più è sconosciuto”, è scritto nel programma di sala di “Giorni scontati”. L’attrice Daniela Scarlatti, meranese di nascita, si è trasferita a Roma negli anni ’80 per iscriversi all’Accademia d’Arte Drammatica, dopo aver seguito un anno di scuola di recitazione al Teatro Stabile di Bolzano. Il suo debutto sulle scene avviene grazie al regista Aldo Trionfo che la sceglie per dirigerla con Giancarlo Zanetti e Andrea Giordana. Ha lavorato con Antonio Salines, Augusto Zucchi, Walter Manfrè, Rocco Papaleo, Mascia Musy e Sebastiano Somma. Al cinema ha recitato in “Per sempre” di A. De Robilant, accanto a Giancarlo Giannini, in “Mai + come prima” regia di A. Campiotti. Nel 1998 ha lavorato a uno spettacolo con i detenuti della Casa circondariale di Secondigliano a Napoli, debuttando al Teatro Mercadante.

Le abbiamo chiesto di raccontarci della sua esperienza vissuta dentro il carcere per preparare questo spettacolo che debutterà nel mese di marzo a Milano.

Da dove nasce l’idea di scrivere un testo sulla vita di un carcere femminile?


“Dalla consapevolezza che non esistono testi sulla condizione della donna in carcere. Nella letteratura teatrale italiana non ci sono precedenti in merito. Nessuno si era occupato prima di noi di raccontare il carcere femminile e portarlo in scena a teatro. Il nostro testo risale al 1997 e ci sono voluti ben tredici anni per poterlo mettere in scena, dopo aver vinto un bando di concorso che ci ha permesso di avere un sostegno economico. Chi viene a vederci resta esterrefatto e incredulo nel venire a conoscenza di una realtà così drammatica. Lo spettacolo è nato in seguito al laboratorio che abbiamo condotto Antonella ed io in carcere, dove hanno partecipato otto detenute tra le quali una donna condannata per terrorismo, e una per spaccio di droga. Abbiamo ricevuto il patrocinio che ci ha concesso il Dipartimento Affari Penali del Ministero della Giustizia e il Garante dei detenuti del Lazio, che hanno sostenuto fermamente il nostro progetto.

La vicenda descrive la vita quotidiana di quattro donne costrette a convivere in uno spazio molto piccolo. S'assiste a un dialogo a più voci, dove il tono drammatico è smorzato  da momenti di ilarità, dove si ride, si piange, si gioca, dove nascono vere amicizie. E’ quello che avete visto all’interno del carcere?

“Abbiamo volutamente ambientato la storia in un contesto claustrofobico, dove lo spazio, in effetti, è limitatissimo. Da autrici volevamo che facesse breccia nei cuori degli spettatori, spezzare una lancia a favore. Per questo abbiamo studiato scientificamente come arrivare al messaggio con un tono agro dolce. Raccontiamo la realtà di un luogo, dove c’è una profonda mancanza di affettività, le donne diventano lesbiche per condizione d’isolamento. C’è una condizione coatta che snatura l’essenza stessa della persona. Si assiste a una deprivazione in cui la costrizione è di vivere con persone diverse in pochi metri. Le emozioni sono tenute sotto pressione. Esiste una forma di razzismo esterno nei confronti delle detenute, ma c’è anche quello interno. Le dinamiche sono le stesse”.

Come ha reagito il pubblico del carcere quando avete messo in scena lo spettacolo a Rebibbia?

“C’è stata un’accoglienza commossa e sincera di tutti i detenuti. Abbiamo recitato nel teatro della sezione maschile che è più capiente. Rebibbia è un carcere modello. C’erano tutti i detenuti maschi, i transessuali e le detenute della sezione femminile. Delle otto che hanno partecipato al laboratorio solo quattro, sono potuto venire. Alle altre vietato uscire dalle loro celle per via del tipo di reato commesso. Ora studieremo il modo di farlo rivedere anche a loro. Ci hanno applaudito e i commenti erano tutti favorevoli, sostenuti anche dal convincimento della direzione del carcere che ci sostiene. A Merano è venuto a vederci anche il Procuratore Capo del Tribunale di Bolzano Guido Rispoli, che mi ha confermato come fosse tutto realistico ciò che abbiamo raccontato in scena”.
 

 

Galleria immagini (clicca sull'immagine per ingrandire)
Premi qui per ingrandire
Premi qui per ingrandire
Premi qui per ingrandire

Inserita il 25 - 01 - 11
Roberto Rinaldi
Leggi altri articoli di Roberto Rinaldi

INSERISCI UN COMMENTO

Nome:
Titolo:
Commento:
Per inserire il commento devi effettuare il login.
Username:
Password:
Teatro.Org si riserva il diritto di cancellare commenti con linguaggio non adeguato ai contenuti del sito o fuori luogo. Per motivi di sicurezza viene salvato l'IP dell'autore del commento. Gli indirizzi email vengono salvati solo per scopi di sicurezza e non verranno utilizzati in alcun modo, né ceduti a terzi.
 

Grande trionfo di <i>Cats</i> a SalernoPRECEDENTE SUCCESSIVORuggero Cara in Shylock, il mercante di Venezia in Prova

NEWSLETTER

 



IL CARTELLONE


IN SCENA

Abruzzo
Aquila - AQ Chieti - CH
Pescara - PE Teramo - TE
Basilicata
Matera - MT Potenza - PZ
Calabria
Catanzaro - CZ Cosenza - CZ
Crotone - KR Reggio C. - RC
Vibo Valentia - VV
Campania
Avellino - AV Benevento - BN
Caserta - CE Napoli - NA
Salerno - SA
Emilia Romagna
Bologna - BO Cesena - FC
Ferrara - FE Forlì - FC
Modena - MO Parma - PR
Piacenza - PC Ravenna - RA
Reggio E. - RE Rimini - RN
Friuli Venezia Giulia
Gorizia - GO Pordenone-PN
Trieste - TS Udine - UD
Lazio
Frosinone - FR Latina - LT
Rieti - RI Roma - RM
Viterbo - VT
Liguria
Genova - GE Imperia - IM
La Spezia - SP Savona - SV
Lombardia
Bergamo - BG Brescia - BS
Como - CO Cremona - CR
Lecco - LC Lodi - LO
Mantova - MN Milano - MI
Monza - MB Pavia - PV
Sondrio - SO Varese VA
Marche
Ancona - AN Ascoli - AP
Macerata - MC Pesaro - PU
Urbino - PU
Molise
Campobasso-CB Isernia - IS
Piemonte
Alessandria - AL Asti - AT
Biella - BI Cuneo - CN
Novara - NO Torino - TO
Verbania - VB Vercelli - VC
Puglia
Andria - BAT/BT Bari - BA
Barletta - BAT/BT Brindisi - BR
Foggia - FG Lecce - LC
Taranto - TA Trani - BAT/BT
Sardegna
Carbonia - CI Cagliari - CA
Iglesias - CI Nuoro - NU
Oristano - OR Sassari - SS
Sicilia
Agrigento - AG Caltanissetta-CL
Catania - CT Enna - EN
Messina - ME Palermo - PA
Ragusa - RG Siracusa - SR
Trapani - TP
Toscana
Arezzo - AR Carrara - MS
Firenze - FI Grosseto - GR
Livorno - LI Lucca - LU
Massa - MS Pisa - PI
Pistoia - PT Prato - PO
Siena - SI
Trentino Alto Adige
Bolzano - BZ Trento - TN
Umbria
Perugia - PG Terni - TR
Valle D'Aosta
Aosta - AO
Veneto
Belluno - BL Padova - PD
Rovigo - RO Treviso - TV
Venezia - VE Verona - VR
Vicenza - VC
ESTERO
Croazia Francia
San Marino Svizzera
HOME    Login    Chi siamo    I Redattori    Dalla Redazione    Dicono di Noi    Privacy    Contattaci    Preferiti    Imposta come Homepage - © 2003-2012 Teatro.Org
Testata giornalistica registrata al ROC il 30 agosto 2006 - n. 14662 e presso il Tribunale di Milano il 30 maggio 2008 - n. 342 - Direttore Responsabile Gianmarco Cesario This website is ACAP-enabled