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Interviste ai personaggi del teatro e dello spettacolo italiano

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Grande esibizione di Sebastiano Somma e Tosca D’Aquino a Salerno
Grande esibizione di Sebastiano Somma e Tosca D’Aquino a Salerno
Doppiaeffe – Laboratori & Laboratori Flegrei hanno presentato al Teatro Delle Arti di Salerno, dal 6 al 7 febbraio, Sebastiano Somma, Tosca D’Aquino, Bruno Colella in io, Eduardo de Filippo con Clea Martire, Marco Tornese, Nicola Vorelli. Musiche: Eugenio Bennato. Testo, scena e regia: Bruno Colella. Gli artisti hanno cantato e recitato in dialetto napoletano. Teatro.org incontra Sebastiano Somma e Tosca D’Aquino. Sebastiano Somma nel 2007 ritorna a recitare in teatro con Sunshine di William Mastrosimone, regia di Giorgio Albertazzi, in cui è protagonista insieme a Benedicta Boccoli. Lo spettacolo sarà ancora replicato? Sebastiano Somma: Lo spettacolo è terminato, ma giovedì sera 11 febbraio sarà messo in onda su Rai 2. Sunshine ha fatto il suo percorso ed è stata una commedia molto gradevole. Nel frattempo avevamo già messo in scena a Napoli, due anni fa, per una settimana, lo spettacolo Io, Eduardo De Filippo e abbiamo poi deciso di riprenderlo perché pensavamo che fosse giusto portare in giro Eduardo e il suo pensiero. E’ stato fatto un ottimo lavoro. Il regista ha preso il pensiero di Eduardo mescolandolo con le musiche di Eugenio Bennato. Insomma si tratta di frammenti di commedie, schegge di poesie del grande Autore, canzoni da lui immaginate, ricette di cucina da lui adorate. Si è unito in questo lavoro il comico, il grottesco e il drammatico. A che età Tosca d’Aquino debutta in teatro? Tosca D’Aquino: Il mio debutto in teatro risale a tanto tempo fa. A livello amatoriale da sempre. Ho frequentato le Scuole delle Suore Missionarie Francescane a Napoli che avevano un teatro. A sei anni recitai in Non ti Pago di Eduardo De Filippo. Noi facevamo principalmente le Commedie di Eduardo De Filippo. Sono cresciuta con tutta la drammaturgia Eduardiana. Professionalmente, a diciotto anni, prima di entrare in Accademia, andai a fare la Sceneggiata insieme a Iaia Forte. Interpretavo la parte della cattiva. Poi feci il provino ed entrai in Accademia. E da lì professionalmente mi dedicai al Teatro. Nel 2008 debutti alla regia, per il premio giornalistico "Marco Luchetta" 2008, per raccontare l'uccisione della troupe Rai uccisa a Mostar nel 1994. Raccontaci questa tua esperienza. Sebastiano Somma: Ho realizzato tre piccoli corti di 4 minuti, ambientati a Sarajevo e a Mostar. E’ un’occasione che mi è stata offerta dalla Fondazione Lucchetta. Erano tre giornalisti friulani che sono morti facendo il proprio lavoro. Marco Luchetta, Alessandro Ota e Dario D’Angelo erano andati a Monstar per raccontare i bambini, vittime delle guerre. Purtroppo sono morti sotto una granata. Dopo la morte dei tre inviati Rai è nata una onlus intitolata a loro e a Miran Hrovatin, operatore triestino ucciso in Somalia il 20 marzo 1994 insieme alla giornalista del Tg3 Ilaria Alpi. La Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin aiuta i bambini che vivono in zone di conflitto e sono affetti da gravi forme tumorali o necessitano di un intervento chirurgico non fattibile in patria. Insieme alle loro famiglie, i piccoli vengono ospitati e curati in Italia, dove sono portati a spese della Fondazione. Mi sono proposto di voler raccontare delle piccole storie andando sul posto e mi sono prestato come interprete. Ho raccontato di un bambino, di un poeta e di una madre violentata dai Serbo-Bozniaci. In quell’occasione ho debuttato anche come regista dei tre corti. Sebastiano Somma continuerà a fare il regista? Sebastiano Somma: Tutto può essere. Quando inizia la notorietà per Tosca D’Aquino? Tosca D’Aquino: E’ stato tutto molto graduale. In televisione mi scelse Pippo Baudo per fare Fantastico con Lorella Cuccarini ed Alessandra Martines. Non mi conosceva nessuno e dopo questo numero all’uscita del Teatro Delle Vittorie mi chiedevano l’autografo. E’ incredibile l’immediatezza della televisione. Al cinema la notorietà è iniziata con il Ciclone di Leonardo Pieraccioni e in televisione con Giorgio Panariello in Torno Sabato. Tre anni di spettacolo abbinati alla Lotteria Italia. Abbiamo avuto recentemente il piacere di vederti nei panni dell’avvocato Rocco Tasca. Nella quarta serie di Un Caso di Coscienza muore Erica, ma c’è una new entry: Lea Graner (Sindacalista). E’ nata tra loro una storia d’amore? Sebastiano Somma: No. E’ nata una complicità. Rocco e Lea sono due persone che hanno subito entrambi. Gli autori hanno lasciato nella chiusura della sesta puntata una finestra aperta come una possibile storia tra i due. Ma è solo una sensazione perché non c’è stato proprio nulla. Aspetteremo la quinta serie per scoprire cosa succederà? Sebastiano Somma: Al momento non so nulla. La quarta serie mi ha dato molto. E’ stata drammatica, ma anche molto appassionante. A me personalmente non dispiacerebbe rivestire i panni dell’avvocato Rocco Tasca, ma mi piacerebbe anche fare qualcosa di diverso, di più leggero che possa anche far sorridere. Dal 2000 Tosca D’Aquino si dedica principalmente alla televisione alternandosi tra il mestiere di conduttrice e quello di attrice. Hai avuto la fortuna di lavorare con un grande come Panariello. Raccontaci. Tosca D’Aquino: E’ stata una bellissima esperienza perché Giorgio si era creato un gruppo fantastico. Si era creata una grande sinergia. Giorgio ebbe anche un’idea geniale, quella d’inventare uno spettacolo itinerante. E’ stata come una formula teatrale. Era fantastico perché ci aspettavano anche posti un po’ ristretti, come i Palazzotti dello Sport con cinquemila persone. La gente impazziva, veniva a flotte. E’ stata un’esperienza particolare, davvero molto bella. Pensate che i grandi personaggi ospitati da Giorgio, abituati a gestire delle grandi platee, all’uscita, si sentivano un po’ spiazzati di fronte ad un palazzotto tutto pieno. Sebastiano Somma cosa preparerà questa sera insieme ai suoi compagni di viaggio per il pubblico del Teatro delle Arti di Salerno? Sebastiano Somma: Questa sera racconteremo frammenti del mondo del teatro di Edoardo: un collage di cose scritte da Eduardo. Tutto scritto da Eduardo: dalla poesia agli atti unici, dalla canzone alla ricetta. Questa sera mi divertirò a fare il comico, il cantante e soprattutto lavorerò nel mio dialetto madre: il napoletano. Parlaci di questa sera, dell’omaggio al grande Eduardo. Tosca D’Aquino: E’ stata una tentazione molto interessante a cui non mi potevo rifiutare. Essendo cresciuta con le commedie di Eduardo De Filippo sarebbe stato uno spreco non accettare la proposta di Bruno Colella, il nostro regista che si è inventato un collage di pezzi famosi e non. Ci sono dei pezzi che io non ancora non conoscevo. E’ un collage fantastico con delle immagini, musiche originali e molto belle di Eugenio Bennato. E’ un mix abbastanza godibile ed interessante. C’è il comico, il grottesco e anche il drammatico. Siamo tutti Eduardo. Che cosa hai ancora in programma per questo 2010? Sebastiano Somma: Porteremo avanti Io, Eduardo De Filippo fino ai primi di Marzo, soprattutto tra la Campania e la Puglia. Poi mi fermerò un attimo per capire quali saranno i prossimi progetti. Non ho ancora le idee chiare su cosa farò per il futuro. Quali sono i tuoi programmi? Tosca D’Aquino: Intanto porteremo avanti questo spettacolo fino ai primi di Marzo. Si parla anche di un’altra ripresa per il prossimo anno. Tuttora sono presente nella fiction “Tutti per Bruno” girata lo scorso anno e in onda su Canale 5. In cantiere, ci sono tantissimi progetti principalmente cinematografici e televisivi. Spero anche di poter avere progetti d’intrattenimento in TV. A Sebastiano Somma e Tosca D’Aquino la redazione di Teatro.org augura ancora tanti meritati successi per la loro brillante carriera professionale.
Inserita il 10 - 02 - 10
Maria Cuono
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