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Le Interviste di Teatro.Org
Interviste ai personaggi del teatro e dello spettacolo italiano

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Gianfranco Jannuzzo e Daniela Poggi: eleganza, simpatia e professionalità
Gianfranco Jannuzzo e Daniela Poggi: eleganza, simpatia e professionalità
La Contrada Teatro Stabile di Trieste ha presentato sabato 21 e domenica 22 febbraio, al Teatro delle Arti di Salerno, IL DIVO GARRY di Noel Coward, traduzione di Masolino D’Amico. Con GIANFRANCO JANNUZZO (Garry Essendine) con la partecipazione di DANIELA POGGI (Liz) e con Giovanni Boni (Fred), Paola Bonesi (Monica), Maria Serena Ciano (Miss Erickson e Lady Saltburn), Davide Calabrese (Morris), Adriano Giraldi (Henry), Alberta Izzo (Daphne), Mirko Soldano (Roland) e Danila Stalteri (Joanna). Scenografie di Andrea Stanisci, costumi di Fabio Bergamo, musiche di Massimiliano Forza e disegno luci di Andrea Valentini. Regia FRANCESCO MACEDONIO. Gianfranco Jannuzzo, seduto al bar del teatro, in compagnia di un suo compagno di Liceo, non ha trascurato, poco più di un’oretta e mezza prima dello spettacolo, di conversare anche con la stampa, davanti ad una deliziosa tazzina di caffé che l’artista gentilmente ci ha offerto. Gianfranco è un grande attore di teatro, cinema e televisione, ma anche un gran simpaticone nella vita. Fra l'altro è riuscito a parlare di sé con gran naturalezza, quasi come se stesse chiacchierando con un’amica. E….tra una chiacchiera e l’altra, pian pianino, avanzavano anche gli altri attori della Compagnia. E udite! E udite! L’ultima a farsi avanti è stata Daniela Poggi che ha ricevuto la stampa nel suo camerino poco più di mezz’ora prima dell’inizio dello spettacolo. Sembrava quasi come se ci stesse aspettando! E’ stata un bellissima accoglienza ed è stato anche molto carino conoscerla. Quando inizia il teatro per Gianfranco Jannuzzo? Gianfranco Jannuzzo: Fu un mio compagno di scuola di Liceo (qui seduto al mio fianco) a segnalarmi Gigi Proietti che a quei tempi era in cerca di attori per istruirli, per formare una scuola. Furono tre anni di studio e Proietti era sempre presente. Fu una scuola molto formativa per me. Il mio Maestro voleva attori che imparavano a cantare, recitare, ballare. Non era facilissimo ed essere preso fu una grande soddisfazione. Proietti offriva, fra l’altro, ai suoi allievi la possibilità di prendere parte a spettacoli teatrali, televisivi. Ho avuto una piccola parte nello spettacolo “Il Bugiardo” di Goldoni con Gigi Proietti: la mia prima esperienza in teatro. Interpretavo la parte di un giovane mercante di Venezia. Proietti era Lelio de' Bisognosi. In televisione ho partecipato a due spettacoli con Antonello Falqui. I miei anni formativi sono stati con Tury Ferro, Valeria Moriconi, Rossella Falk. Insomma tanto teatro anche un po’ togato… Ad un certo punto ebbi il coraggio di fare uno spettacolo da solo, mi produssi da solo in un teatro romano: “il Teatro dell’Orologio”. Lo spettacolo s’intitolava Bagna&Asciuga (1987) e fu visto da Garinei che volle portarlo, a sua volta, al Teatro Sistina. Fu un incontro particolarmente fortunato, ma anche una grande occasione. Era presente anche Gino Bramieri che espresse giudizi molto positivi sulla mia performance e mi chiese di voler fare qualcosa con lui. Naturalmente Garinei non si lasciò fuggire quest’occasione e creò la famosa coppia: Bramieri & Jannuzzo. Daniela Poggi esordisce a venti anni in teatro con Walter Chiari. Che cosa ricorda di quei momenti? Daniela Poggi: Il testo era “Hai mai provato nell’acqua calda” con Walter Chiari e Ivana Monti. Ivana Monti era la protagonista e poi c’erano tre giovani fanciulle di provenienza diversa sia sociale che regionale. Interpretavo una ragazza milanese, un po’ snob, un po’ rampante. Ero una delle fidanzatine di Walter Chiari. E’ stato un bellissimo esordio anche perché ho debuttato direttamente al Teatro Nuovo di Milano. Era un grandissimo palcoscenico. Il pubblico era abituato ad una commedia brillante soprattutto con un mostro straordinario di eccletticità, di istrionismo, anche di follia geniale di Walter Chiari. Per me è stata una grande scuola che mi ha permesso di essere molto elastica sul palcoscenico. Non mi attengo sempre strettamente ad un copione, ma sono anche in grado di poter scherzare, di poter giocare, di poter cambiare delle cose rispetto al tipo di pubblico che s’incontra. Che cosa c’era in comune tra lei e Bramieri? Gianfranco Januzzo: Tra me e Bramieri c’era in comune una grande passione per il teatro. La nostra coppia funzionò molto bene e lo spettacolo si replicò per ben due anni. Lavorai in coppia con Bramieri in una serie di fortunate commedie che sbancarono i botteghini di tutta Italia. Lei ha rivestito diversi ruoli drammatici. Quale per lei era più drammatico ed impegnativo? Daniela Poggi: Ho sempre interpretato ruoli di donne molte forti, drammaticamente provate come in “Capri”. Ero una madre che non era riuscita ad avere figli ed aveva adottato direttamente in ospedale una bambina (Gabriella Passion). Nella fiction Capri si propone il tema della maternità mancata. Ho interpretato la madre di Gesù in “Paolo di Tarso” (“San Paolo”): altro ruolo impegnativo. Non è stato facile vestire i panni di Maria Vergine che dopo la morte di suo figlio ha portato tutto il peso di quel vissuto e anche di quel futuro che lei avrebbe continuato ad avere e proseguire nella parola di suo figlio. In Incantesimo ho rivestito il ruolo di una donna cattiva, un po’ perversa, amorale, opportunista, ma anche drammaticamente sola, persa nella sua voglia di essere. Il dramma non è soltanto di fronte ad una sofferenza, ma anche a ciò che si può trovare dentro di sé. “C’è un uomo in mezzo al mare” è lo spettacolo che lo ha fatto rivelare al pubblico italiano. Ce ne parli? Gianfranco Jannuzzo: Avevo in mano un repertorio molto vasto che riguardava l’uso del linguaggio: una serie di dialetti. Io e Quartullo ci inventammo l’idea di un Assessore alla cultura che doveva fare un convegno al bordo di una nave diretta in Sicilia. La nave affondò e l’Assessore rimase solo con il materiale cartaceo per il quale aveva speso tantissimo entusiasmo. Approdò, così, in un’isola del Mediterraneo. E’ stata un’occasione straordinaria per un ragazzo di belle speranze quale ero io. E’ stato un momento di grande teatro. Ritornerà la madre di Vittoria nella fiction Capri? Daniela Poggi: Non saprei. Aveva senso il mio personaggio nella prima serie….e per me interpretare quel ruolo era importante. Oggi sarebbe soltanto una partecipazione…. E che ci dice di Nord & Sud? Gianfranco Jannuzzo: Anche con questo spettacolo ero da solo in scena. In “C’è un uomo in mezzo al mare” c’era l’uso del dialetto, invece in “Nord & Sud”, one-man-show scritto con Renzino Barbera per la regia di Pino Quartullo, capovolgo al contrario il Sud e faccio finta che il Nord sia la Sicilia e il Sud la Svizzera, la Lombardia…Lo spettacolo ha avuto un record d’incassi al Manzoni ed è stato per me motivo di grande soddisfazione. Recentemente Nord & Sud è stato mandato in onda in TV facendo un boom di ascolti. Ne sono molto orgoglioso. Daniela Poggi ha anche scopi umanitari. Quanto è importante per lei essere Ambasciatrice dell’Unicef? Daniela Poggi: E’ molto importante perché è un riconoscimento del quale sono orgogliosa di aver ricevuto. E’ per me una forma di vita. Essere Ambasciatrice non è soltanto portare in giro la mia parola di fede ai più deboli, ai bambini, ma è anche un modo di condividere, con chi non ha, ciò che posso avere io. Noi dobbiamo educare i giovani ad ogni forma di rispetto, aiutarli a capire che c’è chi non ha nulla e c’è chi ha troppo. Insomma bisogna aiutare a costruire una società dove i diritti fondamentali di ogni essere vivente, soprattutto dei minori, siano rispettati. Parliamo del Divo Garry. Che cosa ci regalerà questa sera al Teatro delle Arti di Salerno? Gianfranco Jannuzzo: Il divo Garry, commedia di Noel Coward è stato tradotto da Masolino D’Amico. Racconta le vicende di un attore molto capriccioso, molto famoso, molto ricco, dell’Inghilterra degli Anni 40, a cavallo delle due guerre, che è circondato da una serie di persone che lo gestiscono in qualche modo, perché gli fanno tutti credere di essere il più bravo, il più bello. Avrebbe preferito recitare commedie di Shakespeare, ma con il teatro commerciale, il personaggio riuscì a guadagnare tanto denaro. “Ha una casa bellissima, piena di quadri e attorno a sé ruotano altri personaggi: Monica (la sua segretaria), il maggiordomo Fred e la governante Miss Erickson. Tantissime ragazzine cercano di conquistarlo perché vorrebbero lavorare con lui. Tra i personaggi ci sono anche Henry, il produttore Morris e Roland Maule, un eccentrico scrittore, che vorrebbe assolutamente che fosse rappresentata una sua commedia. Garry si prepara per una lunga tourneè in Africa e il suo telefono squilla in continuazione. Le persone che lo gestiscono gli fissano gli appuntamenti… Garry si chiede in continuazione se queste persone gli vogliono veramente bene.” Si nota un versante un po’ Pirandelliano. Garry è un personaggio piagnucoloso, un po’ infantile che poi alla fine risulta quasi tenero e simpatico perché la moglie (Daniela Poggi) sa come prenderlo. A me piace fare sfide un po’ diverse fra loro che mi danno la carica di portare a termine un’avventura sempre difficile. Lei è in tour con Gianfranco Jannuzzo nello spettacolo teatrale “Il Divo Garry”. Il suo ruolo? Daniela Poggi: Sono Liz, ex moglie di Garry, donna pratica e concreta che, pur avendolo lasciato anni prima, continua a prendersi cura di lui e della sua carriera artistica. I due avevano costruito una ditta di cui Liz stessa n’era l’organizzatrice. Era una ex attrice che scriveva commedie. Garry, al contrario, era l’interprete. Di fronte al rischio che questa vita vada in frantumi, alla superficialità di Garry, alla sua voglia di voler scherzare sempre con le ragazze, al fascino che Garry distribuisce al pubblico femminile, Liz decide di ritornare insieme a lui. Ho cercato di dare al mio personaggio quell’affettuosità italiana, quel senso materno che ogni donna ricopre di fronte ad un ruolo matrimoniale. Quindi c’è una parte di Liz molto sarcastica, molto cinica ed una parte di Liz che capisce che quest’uomo è un ragazzino e con l’affetto lo accoglie a proseguire il lavoro e la loro vita insieme. Continuerà in futuro a lavorare in teatro? Gianfranco Jannuzzo: Si, vorrei fare una commedia di Neil Simon. Mi manca un autore americano. Ho già una mezza idea ma è un po’ prematuro parlarne. Un lavoro di Simon potrebbe essere un’idea giusta per la prossima stagione teatrale. E’ la sua prima volta al Teatro Delle Arti di Salerno? Daniela Poggi: Si, è la mia prima volta. Dopo il Teatro delle Arti di Salerno, dove farete tappa? Daniela Poggi: Abbiamo ancora un’ultima settimana nelle Marche. Saremo poi a Civitanova, a Loreto e a Campobasso. Questo spettacolo per me si conclude ed inizierò subito un altro testo teatrale con la regia di Beppe Navello, tratto dal libro di Carlo Fruttero, dal titolo: “Donne informate sui fatti”. Reciterò con Romina Mondello, Patrizia Zappa Mulas, con Tiziana Catalano, Maria Alberta Navello, Luisella Tamietto, Erika Urban. Interpreterò uno dei personaggi di una storia tutta al femminile. Nel testo di parla di un omicidio e si va alla ricerca dell’assassino. E’ un testo molto interessante. Lo spettacolo comincerà subito, per tutto il mese di Marzo, tra Ivrea e Torino. Proseguirà anche per la prossima stagione teatrale. In cinema e in televisione? Gianfranco Jannuzzo: Lo scorso anno ho fatto una piccolissima parte nel film di Pupi Avati dal titolo: “il papà di Giovanna” che ha avuto un grande successo. Rivestivo il ruolo di un preside. Mi piacerebbe fare del buon cinema. Non mi dispiacerebbe lavorare anche in televisione. Dovrei essere molto più bravo ad alternare il teatro con il cinema e la televisione. In televisione? Daniela Poggi: Forse sarà in uscita tra marzo e aprile, o anche ad ottobre “Altre storie per il commissario Vivaldi” in sei puntate, con Lando Buzzanca, dove interpreto il magistrato Flavia Conti. Al cinema sono in attesa dell’ultimo film scritto, diretto e prodotto da Eleonora Giorgi, dal titolo: “L’Ultima Estate” dove interpreto la madre della protagonista: una donna che ha perso il marito poliziotto che viene ucciso. E’ una donna che entra molto in conflitto con la figlia diciassettenne. E’ una donna che si ritrova ancora giovane e vogliosa di vivere e contemporaneamente è incapace di capire quali possano essere le prospettive di una ragazza. Si ha poi un lieto fine. A due artisti straordinari, vanno dalla redazione di Teatro.org, i complimenti per la loro performance al Teatro delle Arti di Salerno, con l’augurio di vederli ancora in perfetta forma, esibirsi nella nostra provincia, regalandoci graditi momenti di spettacolo e di tanta allegria. A Gianfranco e Daniela vanno anche infiniti ringraziamenti per la loro disponibilità verso chi scrive e per la loro infinita bontà.
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Inserita il 25 - 02 - 09
Maria Cuono
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