Ci sono amici che, anche se non vedi quasi mai hai sempre nel cuore, perché hanno qualcosa di speciale. Marco Cinque è uno di questi. La sua costanza, ai limiti della caparbietà, nel lavorare incessantemente per denunciare attraverso la poesia, gli articoli, i libri, abusi e soprusi contro minoranze e le storie di uomini condannati all’ergastolo o peggio ancora a morte, è ammirevole e ogni volta che leggo o ascolto qualcosa di suo mi rendo conto di una realtà che per molti di noi è soltanto un’eco lontana, ma che invece dovrebbe essere per tutti un grido di allarme.
Ora che a Genova sta per iniziare il Festival Internazionale di Poesia, kermesse di rilevanza mondiale nel panorama spesso trascurato degli eventi poetici, Marco Cinque porterà il suo contributo. “Signornò” è il titolo della performance musical–poetica che ha preparato, e che eseguirà insieme a due amici genovesi, l’attore e regista Luigi Marangoni e il musicista Francesco Nardi.
“Signornò” è anche un libro: “Questa raccolta di versi e testimonianze contro la guerra”, mi spiega Marco, “è uno strumento per realizzare progetti multimediali nel vivo del tessuto sociale, soprattutto nelle scuole e tra i giovani. Il contributo di coloro che alla guerra hanno partecipato in prima persona è un’opportunità per mostrare con disincanto le ferite interiori lasciate da un orrore che va sempre più globalizzandosi e ormai trasforma persino i corpi militari delle Nazioni in eserciti di mercenari che hanno come loro obiettivo soprattutto di far quadrare i bilanci. Mi auguro che questo libro, composto insieme a Phil Rushton e il progetto ad esso collegato possano trovare attenzione e partecipazione, contribuendo a seminare un po’ di pace nel mondo”. Tutti gli introiti della pubblicazione del libro, che è acquistabile anche online sul sito http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=428860 andanno a Fernando Eros Caro, un nativo di ascendenza yaqui, rinchiuso da quasi trent’anni nel braccio della morte di San Quintino, in California. “Signornò è stato presentato a Roma per la prima volta in un liceo con l’introduzione di Margherita Hack, ma per la prossima ristampa aspetto anche una prefazione di Moni Ovadia che inserirò appena possibile. Ogni piccola voce che avrà il coraggio di dire Signornò contribuirà a costruire un grande sogno, quello di raccontare un giorno ai nostri figli una favola bellissima: “C’era una volta la guerra, ma adesso non c’è più”.