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Interviste ai personaggi del teatro e dello spettacolo italiano

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Carlo Giuffrè: 'Il vero attore nasce in teatro!'
Carlo Giuffrè:  Il vero attore nasce in teatro!
Carlo Giuffrè nasce a Napoli nel 1928. Fratello minore di Aldo, consegue il diploma all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica. E’ nel 1947 che Carlo inizia a lavorare in teatro con il fratello. Due anni dopo la coppia debutta con Eduardo De Filippo, interpretando la maggior parte delle commedie napoletane del grande autore. Nel 1963 entra nella Compagnia dei Giovani lavorando con Giorgio De Lullo, Rossella Falk, Alida Valli e Elsa Albani. Per ben otto stagioni consecutive Carlo recita in Sei personaggi in cerca d'autore di Pirandello, Tre sorelle di Čechov, Egmont di Goethe. In seguito approda con Aldo al repertorio di Eduardo mettendo in scena, anche come regista commedie come Le voci di dentro, Napoli milionaria!, Non ti pago e la celeberrima Natale in casa Cupiello. Numerose sono le sue interpretazioni cinematografiche e nelle fiction televisive. Nel 2007, in occasione della consegna del tributo alla carriera assegnatogli dal "Premio ETI - Gli olimpici del teatro", è stato insignito del titolo di Grande Ufficiale dal Presidente della Repubblica. Attualmente Carlo è in scena al Teatro Verdi di Salerno con lo spettacolo “Il Sindaco del Rione Sanità”. Giuffrè si racconta a Teatro.org come artista mettendo in risalto la vera natura dell’attore. Carlo Giuffré grande attore e regista. A che età è nata la sua passione per il teatro? Sin dalla nascita. A 12 anni, vivevo in un collegio. Per evitare tutte le attività canoniche facevo qualunque cosa. Suonavo anche la tromba nella banda del collegio. Ad un certo punto ci chiesero chi volesse fare teatro ed io alzai la mano. Le confesso che non avevo alcuna intenzione di evitare la parrocchia, ma ero talmente emozionato dall’idea di dover recitare. Da allora incominciai a fare l’attore in un teatrino del Collegio di orfani. Oggi, sono ancora qui con la stessa emozione, con la stessa preoccupazione, con gli stessi dubbi. In che senso? Ogni qualvolta mi metto in gioco non so mai quale sarà la volta che andrà bene e ciò accade spesso. In scena rivivo gli stessi momenti degli anni quaranta, quando ne avevo solo dodici. Allora non avevo concorrenti perché ero solo io il divo circondato dalle madri di altri ragazzi che mi carezzavano e mi davano le caramelle. Ciò mi faceva sentire importante. Che cosa è per lei il teatro? Il teatro è Vita, è come una terapia, ti fa sentire bene. Purtroppo, oggi, il teatro sta scomparendo a causa della televisione. Non c’è più poesia, non c’è più cultura. Il teatro in stretta sinergia con il pubblico è uno spazio dove si vivono sempre emozioni fortissime. E mi creda, questa simbiosi, che noi attori viviamo continuamente con il nostro pubblico è davvero una cosa piacevole, miracolosa. Si è mai immedesimato in un personaggio da lei interpretato? Ma sono…. davvero tantissimi i ruoli da me rivestiti in teatro. Tutti gli spettacoli mi hanno emozionato in modo particolare a partire da Natale in Casa Cupiello. In verità, ogni qualvolta interpreto un personaggio ne assumo le sue caratteristiche. Insomma, tutti i personaggi da me interpretati mi hanno dato una grande soddisfazione. Lei attualmente è in scena con lo spettacolo “Il Sindaco del Rione Sanità”. Ci descriva le caratteristiche di questo personaggio? Antonio Barracano è un uomo d’onore, un capoquartiere che amministra la giustizia nella celebre zona di Napoli, divenendone di fatto il “sindaco”, l’autorità assoluta a cui i meno abbienti si rivolgono per risolvere i loro problemi, senza ricorrere ai tribunali, dove, per ignoranza e povertà e non avendo santi in Paradiso, non avrebbero forse ottenuto soddisfazione. Nel tentativo di sedare un conflitto, il “sindaco” viene ferito a morte… Eduardo costruisce un eroe, proprio con l'azione dimostra di non agire, crea un idolo polemico, propone un personaggio che in buona fede fa del male, un giusto che perpetua l'ingiustizia. E' sicuramente uno dei personaggi più complessi del suo Teatro. Di Antonio Barracano, il sindaco del Rione Sanità, Eduardo dice: «E' stato il mio ruolo preferito, è uno dei personaggi più interessanti che un attore possa desiderare.». Oggi io metto in scena questa commedia, mentre Napoli vive la tragedia della criminalità, come Eduardo aveva previsto che sarebbe avvenuto. Ma Eduardo apre uno spiraglio alla speranza e fa dire, sempre a Fabio della Ragione (quando Barracano è convinto che con i suoi metodi abbiano termine le faide): «Le cose peggioreranno, usciranno i figli di don Antonio, i parenti di don Arturo, i compari, i comparielli, gli amici, i protettori e sarà una carneficina, una guerra, fino alla distruzione. Però può darsi che da questa distruzione viene fuori un mondo migliore, come lo sognava don Antonio meno rotondo, magari un poco più quadrato.». Insomma in Eduardo c’è la sempre stata la speranza di un mondo migliore. Sperava che tutto divenisse più sano, più bello, più onesto. E’, dunque, questa la trama della commedia. Ed io l’ho interpretata assumendone proprio questa posizione. Ci risulta che nel suo nuovo spettacolo ci siano attori giovani. Punta su qualcuno in particolare? Beh! E’ anche giusto che in una commedia recitino giovani attori. E mi creda non c’è età per fare l’attore. Ne ho 75 e sono il Sindaco del Rione Sanità. Le confesso che ci sono ottimi talenti che senz’altro si faranno strada. Ma lei che cosa consiglierebbe ai giovani che vogliono emergere nel mondo del teatro? Ai giovani talenti consiglio di andare avanti senza arrendersi nonostante le difficoltà. C’è chi per emergere punta sulle fiction, i reality ed è sbagliato. Il vero attore nasce in teatro. Chi fa cinema e televisione lo fa con il microfono, non recita. Le sue prossime tappe? Saremo a Napoli, Roma, Vallo Della Lucania. Continueremo fino alla fine di maggio per poi riprendere anche il prossimo anno. Con la Fortuna con la Effe Maiuscola abbiamo realizzato ben ottocento repliche.
Inserita il 09 - 11 - 07
Maria Cuono
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