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Interviste ai personaggi del teatro e dello spettacolo italiano

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60 anni con i Legnanesi
60 anni con i Legnanesi
Domenica 2 novembre 2008, Giorno dei Morti, ore 21.30. Come si possono risollevare le sorti di una giornata tanto lugubre e mesta? Ma intervistando i Legnanesi, no? Li raggiungo telefonicamente nel teatro in cui stanno provando lo spettacolo che debutterà la sera del 6 novembre, a Cassano Magnago. Il titolo è intrigante e celebrativo, “1949-2009: 60 anni in una grande Rivista”, e la tournée si protrarrà almeno fino a maggio per 112 date, senza contare i fuoriprogramma. La trama è ancora top-secret, ma si intuisce che non sarà la solita rivista. L’atmosfera è ricca di aspettative, la frenesia è palpabile. La voce di Antonio Provasio (la Teresa) risponde al telefono squillante e allegra. Parliamo del nuovo spettacolo, “1949-2009: 60 anni in una grande Rivista”: mi sembra sia un po’ diverso dalle precedenti messe in scena. Può anticiparci qualcosa? Provasio: il titolo dice già tutto. Pochissime compagnie di teatro sono riuscite a varcare la soglia dei 60 anni. Siamo nati nel 1949 e siamo arrivati al 2009 mietendo grandi successi, sempre grati al nostro pubblico che non ci ha mai abbandonato. Debutteremo giovedì 6 novembre al teatro di Cassano Magnago con una rivista veramente bella, con la quale vogliamo ricordare questi 60 anni di attività, insieme al nostro pubblico. Ci saranno un paio di scene tratte dalle riviste più belle di Felice Musazzi e una scena inedita. Le scenografie e i costumi curati da Enrico Dalceri sono tutti nuovissimi, la musica è meravigliosa e nei balletti abbiamo deciso di ricordare la grande Wanda Osiris che è stata un’estimatrice della compagnia e l’ispiratrice del personaggio della Mabilia, che è una satira della Wandissima. Nel finale del primo tempo tutto il cortile e la Casa Colombo al gran completo saranno alla Scala di Milano con costumi e scenografie grandiosi. Ci sarà da divertirsi… Dalceri: è un musical. Abbiamo fatto un omaggio a Wanda Osiris con un pot-pourri di sue canzoni che io scimmiotto, ma anche un balletto dedicato a Marylin Monroe: due omaggi a due soubrette importanti nel mondo. Per finire poi, visto che lo spettacolo è così pomposo e sfarzoso, abbiamo dedicato il finale del primo tempo all’opera lirica alla Scala di Milano, con la Teresa diventata ‘la donna mobile’… È stato più faticoso preparare e allestire questo spettacolo rispetto ai precedenti? Dalceri: sì, perché è tutto molto più curato, soprattutto le musiche. Ad esempio, Arnaldo Ciato ha inserito cento violini che suonano nel finale del primo tempo per creare l’effetto opera lirica. È tutto molto più carico di lustrini, paillettes, orchestra e coro. Nel vostro calendario per la stagione che sta per cominciare ho contato 112 repliche del nuovo spettacolo. Confermate? Sono aumentate dalle stagioni precedenti? Se sì, l’aumento è esponenziale? Provasio: Sì, la nostra agenzia, la Lpm, ha lavorato molto bene anche quest’anno. Da qui a fine maggio non abbiamo più una data libera, poi cominceremo con le date estive. Tutti i teatri in cui abbiamo recitato nella scorsa stagione ci hanno riconfermato per quest’anno. Festeggeremo l’ultimo dell’anno e le feste natalizie al Ventaglio di Milano, in cui saremo dal 30 dicembre al 9 febbraio. Si dice che non arriva Natale a Milano se non arrivano i Legnanesi e anche quest’anno non li abbiamo delusi. Da quattro-cinque anni a questa parte siamo riusciti a fare sempre meglio, la compagnia è cresciuta, il gruppo si è formato bene, abbiamo creato questa sinergia, soprattutto noi tre, ma anche con tutti gli altri. Come riuscite a reggere questo aumento continuo di richieste e rappresentazioni? Provasio: cedimenti ce ne sono tanti. Io riesco a ritagliare solo quindici giorni nel mese di agosto per le vacanze e basta, perché la stagione si chiude il 22 maggio, i primi di giugno si parte con gli spettacoli estivi, a fine giugno ci ritroviamo per impostare la rivista nuova. Poi quest’anno abbiamo registrato la sit-com “Casa Colombo” tra maggio e giugno: è stata un’annata faticosissima. A proposito della sit-com per Antenna3, come sta andando “Casa Colombo”? Come vanno i dati di ascolto? Provasio: sta andando molto bene, i dati auditel sono buoni. Dicono che chi si loda s’imbroda, ma devo dire che da tre-quattro anni a questa parte stiamo lavorando veramente bene e stiamo avendo dati positivissimi. Il nostro ago della bilancia è il pubblico, ma in questi ultimi anni abbiamo visto che il pubblico si diverte, riempie i teatri, abbiamo sempre fatto il tutto esaurito, perciò siamo contenti e soddisfatti di ciò che stiamo facendo. L’importante è non montarsi la testa, stare sul pallino e accontentare il nostro pubblico. Dobbiamo fare ritornare i nostri spettacoli indietro nel tempo, perché il nostro pubblico vuole il cortile, anche se non ce ne sono più tanti. Dobbiamo dare quel tocco di retrò, pur continuando a essere più che attuali, perché la famiglia Colombo si deve arrabattare per sbarcare il lunario, per fare fidanzare o maritare la figlia, deve affrontare le problematiche delle famiglie del giorno d’oggi. Mi sembra che la situazione dell’Italia di oggi sia sicuramente uno stimolo per il teatro comico. Anche per voi è così? Provasio: noi non dobbiamo essere confusi con i comici che fanno cabaret. I cabarettisti lavorano tanto sulla politica, sull’attualità, noi cerchiamo di estraniarci dalla corrente che prendono un po’ tutti. Cerchiamo di fare ridere con altre situazioni, altri argomenti, e ci stiamo riuscendo. Tuttavia, certamente, un colpetto alla politica lo diamo anche noi. Per noi, però, è più importante dare una morale positiva attraverso tutto quello che facciamo, lavorando sul discorso della famiglia. La famiglia Colombo, seppur povera, deve fare arrivare il messaggio che se la famiglia rimane unita e tutti i componenti lavorano per lo stesso obiettivo si riesce a far fronte alle difficoltà. Deve esserci sempre una morale positiva… Anche se poi la Teresa una frecciatina qua e là… Provasio: ma sicuramente sì, la Teresa non risparmia niente e nessuno, anche perché se lo può permettere. Ormai ha tra i 67 e i 70 anni e si può permettere di bastonare un po’ tutti… Ora passiamo alle domande frivole. Mi sono sempre chiesta da dove arrivino i nomi dei protagonisti, Teresa, Giovanni e Mabilia, soprattutto Mabilia: può darmi una spiegazione? Provasio: arrivano dai cortili legnanesi, niente di che. Non c’è una motivazione. Anche il cognome Colombo deriva dai tanti Colombo di Legnano. Sono nati dalla fantasia dei nostri fondatori, Felice Musazzi e Toni Barlocco, e sono entrati nel cuore della gente. Non esiste una Mabilia? È solo un’invenzione? Provasio: no, no. Erano le classiche ragazzone di una volta, quelle zitellone che si truccavano e facevano un po’ le vedette come Wanda Osiris, ma niente di che. Dalceri: mah, nel dopoguerra, il nome Mabilia era un nome comune che andava di moda. Mi sembra di ricordare che Musazzi avesse preso spunto da una ragazza che abitava nel cortile dove lui abitava. Esiste anche un vino che si chiama Mabilia e ho sentito alla radio recentemente Platinette dire che una ragazza ha chiamato Mabilia il suo cagnolino, in onore dei Legnanesi. Qual è il rimprovero che vi fate più spesso, tra voi tre? E quello che vi fanno gli altri, per esempio chi vi segue, i vostri manager. Provasio: io, Enrico e Gigi ci critichiamo quasi sempre perché se la critica è costruttiva, aiuta. In questi quattro anni siamo cresciuti a livello professionale, perché siamo in tre e ci aiutiamo a vicenda. Le faccio un esempio: io e Sandra Musazzi curiamo i testi, scriviamo questi spettacoli e io ne curo la regia. Poi, quando leggiamo il copione va a finire che di quello che scrivo io se ne fa il settanta per cento, il trenta per cento viene elaborato sul palco, perché tra di noi c’è una sinergia molto positiva. Come in tutte le famiglie ci si sgrida, ci si critica, si litiga, l’importante è che non ci siano critiche stupide, ma costruttive, perché aiutano a crescere. Il manager poi ci critica e rimprovera sempre, ci ha dato una grossa mano e insieme a lui siamo cresciuti. Ha tanti anni di gavetta ed esperienza e ci ha fatto da fratello maggiore. Ultima domanda e ultima curiosità, poi vi lascio tornare alle prove dello spettacolo: avete fatto teatro, cinema, televisione, avete ancora qualche progetto nel cassetto? Provasio: il mio progetto sarebbe festeggiare i 100 anni della compagnia. A parte gli scherzi, a me sembra di vivere in un sogno dal quale spero di non svegliarmi mai. Spero di riuscire a portare avanti la tradizione e la storia dei nostri cortili sul palcoscenico raggiungendo sempre queste 130 date a stagione con il tutto esaurito. Per il resto non ho nulla da desiderare. Grazie anche alla mia famiglia che mi supporta, mia moglie e le mie figlie che mi ‘sopportano’, più che altro. Finché si riesce a lavorare bene insieme e raggiungere questi traguardi, mi auguro e spero di non svegliarmi mai. Ve lo auguriamo tutti. Vi auguriamo di festeggiare il 2049 con i Legnanesi… Provasio: magari con un’altra Teresa. Speriamo che questa compagnia sia una fucina per nuove Terese. L’importante è che la cultura e la tradizione lombarda non muoiano mai; tutte le culture italiane dialettali, come il teatro napoletano di De Filippo e gli altri, il teatro genovese di Govi. Dalceri: non abbiamo detto che lunedì 3 novembre registriamo da Marzullo per la trasmissione “Applausi” che andrà in onda sabato 8 novembre su RaiUno. Finalmente anche RaiUno si è svegliata e si è accorta di noi. E anche su RaiDue Palcoscenico il 14 novembre andrà in onda “Regna la rogna”. Stiamo cercando di uscire dalla Lombardia e ce l’abbiamo fatta alla fine. Prossima tappa sarà uno spettacolo a Lampedusa, ah, ah… E perché no?
Inserita il 03 - 11 - 08
Petra Motta
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