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Le giovani promesse del mondo dello spettacolo italiano.
La Rubrica è curata da Maria Cuono.
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MANUELE MORGESE E’ “FEDERICO II”
MANUELE MORGESE E’ “FEDERICO II”
La Compagnia Teatrozeta, di cui Manuele Morgese ne è Direttore artistico, dalla sua formazione nel 1999, si è fatta portavoce di un ampio disegno artistico denominato “Teatro divulgativo”. Lo scopo è quello di divulgare la storia, le imprese, le gesta di personaggi illustri, quali sublimi esempi di vita, attraverso il teatro. Vuol essere un modo nuovo di concepire l’approccio alla messinscena di cui Teatrozeta si fa portavoce. La Compagnia mette in scena un nuovo spettacolo teatrale dal titolo FEDERICO II VENTO DI SOAVE, di Manuele Morgese, regia di Antonello Santarelli. Si muovono i personaggi della famosa leggenda che narra il rapporto fra l'imperatore Federico II e la sua giovanissima amante Bianca Lancia di Agliano. In questo luogo della memoria vengono evocati spazi e salti temporali, nonché emozioni e pensieri dei protagonisti che, come fantasmi, ripropongono il loro dramma. “Siamo partiti – spiega Antonello Santarelli - dalla leggenda riportata da Padre Bonaventura da Lama e dallo storico Pantaleo che narrano che Federico II fosse così geloso della donna da rinchiuderla, sospettandola di infedeltà, durante la gravidanza di Manfredi, in una torre del castello di Gioia del Colle. Lei, dopo il parto, si sarebbe uccisa tagliandosi i seni e li avrebbe mandati, insieme al neonato, all'imperatore. Da qui si è sviluppata la storia immaginando intrighi e innocenze dei personaggi, senza preoccuparci troppo dell'attinenza storica, ma inseguendo invece la forza e l'emozione insita nella leggenda stessa”. “Amore, passione, ingenuità, gelosia e morte – continua Santarelli - sono gli ingredienti base che muovono i dialoghi e le azioni dello spettacolo e che sembra quasi che condannino i personaggi a riapparire "nudi" ogni volta in scena, come anime senza pace nei corridoi di un castello”. Federico II è uno dei più controversi personaggi della storia, un Cristo redivivo per alcuni, un anticristo per altri. Una figura gigantesca del medioevo, avvolta dal mistero. Mago, scienziato, filosofo, poliglotta, naturalista, stratega, grande politico ed ultimo grande imperatore del sacro romano impero. Ancora oggi il suo mito è oggetto di dispute e discussioni, studi e controversie. Avvicinandosi alla figura di Federico, Morgese e la Compagnia ne sono rimasti affascinati, un uomo nuovo per il medioevo, aperto alla conoscenza e alla scienza, che anticipa quasi l’umanesimo, per altri versi un uomo del suo tempo legato ai riti ed alle tradizioni medievali. In questo spettacolo si affrontano alcuni importanti momenti della vita e delle opere del personaggio senza la pretesa di essere precisi nella ricostruzione della storia minore; ma con il desiderio di diffondere la conoscenza di un uomo che, amato o odiato che sia stato, è certamente degno della nostra massima considerazione. In questo spettacolo sono ricreate le atmosfere e le suggestioni che può emanare una storia del medioevo, è costruita la vita di un uomo che molto spesso si confonde con la sua leggenda. Protagonista assoluto dello spettacolo è Manuele Morgese nei panni di Federico II. L’artista ha ottenuto recentemente un grande successo nel Teatro-Scuola dell’Istituto Professionale per l’Industria e l’Artigianato (I.P.I.A) di San Marco di Castellabate (SA). Un forte plauso va alla professoressa Rita Bellelli per l’eleganza, lo stile, il gusto e la raffinatezza. Una donna di grande cultura non poteva scegliere di meglio. I suoi preziosi suggerimenti, infatti, hanno raggiunto ottimi risultati. Soddisfatti gli artisti per l’ascolto da parte degli alunni e degli insegnanti che hanno gradito le performance di un artista giovane e affascinante come Morgese. Alla fine dello spettacolo, non è mancato, fra l’altro, un simpatico dialogo tra Manuele Morgese e un down, allievo dell’Istituto. Quest’ultimo, ha individuato nel personaggio una profonda tristezza e non ha esitato a chiedere spiegazioni al protagonista. Ma come sempre Morgese, in ogni dibattito con i suoi allievi, ha saputo fornire risposte soddisfacenti apprezzandone, tuttavia, l’esatta sensazione colta dal ragazzo. Manuele Morgese si racconta per la prima volta a Teatro.org come autore, produttore, attore e regista. Ci risulta che lei sia stato allievo del regista Andrea Camilleri. Che cosa ha appreso dai suoi insegnamenti? Con camilleri è stata una breve ma piacevolissima esperienza.... Diciamo che il mio è stato un breve incontro con il maestro...prima dei grandi successi di montalbano.... Camilleri all’epoca, parliamo del 1996 era insegnante alla Silvio D’Amico, l’Accademia nazionale e fui indirizzato a roma da lui da Turi Ferro, il grande Turi Ferro che lei sicuramente conoscerà. Camilleri mi seguì nella fase finale della mia preparazione per il provino in Accademia...lavorammo su testi di Pirandello... Mi piace invece definirmi allievo di Peppino Patroni Griffi che mi ha donato davvero le cose poetiche e preziose che nasconde il teatro... Non posso non citare il mio maestro di Accademia a Napoli come Livio Galassi che mi ha instradato e l’esperienza sulla pratica del Metodo con la De Sapio... Manuele Morgese che cosa ricorda delle sue prime emozioni vissute in teatro? Ero bambino e mio padre pittore e scultore era molto amico dei “teatranti”di Napoli dunque il teatro c’è sempre stato ed è stato per me sempre motivo di gioia e di gioco...da sempre...il primo spettacolo con la scuola l’ho fatto a 15 anni... Ricordo il primo applauso...la magia a 19 anni al Teatro Bellini di Napoli dove un onda di mille persone che applaudivano camminò sulla mia pelle... Da allora sono passati 14 anni (come professionista) e tante sono le emozioni che porto addosso quelle di una vita.. Potrei citarLe la prima del Cirano al Quirino di Roma o al Biondo di Palermo con la regia di Patroni Griffi o la prima di Caminito al Todi arte Festival per la regia di Riccardo Reim... Ci dica tre aggettivi per definire la parola Teatro? Magico, vero e falso Ricorda un ruolo da protagonista da lei rivestito in un suo lavoro teatrale che lo ha arricchito interiormente e professionalmente? Masaniello è il personaggio che ho interpretato da protagonista per 62 spettacoli....e speriamo di arrivare a 100...è un testo scritto da me Nel corso della sua carriera di attore teatrale le è mai capitato di lavorare con personaggi molto noti e amati da un vasto pubblico? Certo che si.... da Anna Mazzamauro a Nello Mascia , dai giovani Daniele Pecci a Sergio Assisi, dalla Nuova compagnia di canto popolare, ai cantanti Barbara Cola, Gigi Finizio, Amie Stuart, Beppe Barra, e poi Mastelloni, Tato Russo, Massimo Venturiello, Sebastiano lo Monaco.... Le piacerebbe lavorare in un musical con Loretta Goggi? Cosa pensa di lei? No! . non amo certi prodotti commerciali e patinati e se in italia il musicall lo fa la Goggi ....allora no non mi interessa...con tutto il rispetto per la grande professionista quale è la signora...con lei farei una commedia brillante. Lei è Direttore artistico e fondatore della Compagnia Teatrozeta e del Piccolo Teatro Studio, Zeta, a L’Aquila, codirettore di Teatri Possibili L'Aquila, della stagione teatrale "Volo libero" in collaborazione con l'Atam. Fra l’altro, da anni, svolge la sua attività di attore, autore, regista, e di produttore di teatro in Abruzzo dove risiede e dove è impegnato nella diffusione della cultura teatrale e nella formazione di giovani attori. Che consigli darebbe ai giovani che passano gran parte del loro tempo davanti alla TV? Come avvicinare i giovani alla cultura, al TEATRO? Da sempre mi occupo di formazione dei giovani attori...oggi c’è una noia che corrisponde alla morte della creatività e la M.De filippi con le sue trasmissioni è la cartina tornasole di questo mondo finto ed incosistente dello spettacolo. L’Arte è un’altra cosa. I ragazzi che si affacciano al mondo dello spettacolo credono che sia tutto semplice e facile ed oggi forse a causa della tv è così davvero....cosa consiglio a chi si avvicina al teatro Lei ha lavorato anche in molte fiction televisive. Che cosa ricorda della sua partecipazione in Orgoglio - II serie. Con chi ha legato nel cast? Il lavoro nelle fiction mi annoia molto e mi annoiano i registi che non curano gli attori...troppo improvvisati e sciatti! Posso dire però che il lato piacevole c’è quando incontri persone come Paolo Ferrari o come Daniele Pecci con cui ho fatto la tournè del Cirano e ritrovarsi sul set fa sempre piacere... Ci risulta che lei abbia recitato nel film “UN UOMO PER BENE”, con Michele Placido, M. Melato, L.Gullotta?. Quale era il suo ruolo? Ruolo? Quale ruolo...era ....un ruolo... e come accade in molti film la parte viene ridimensionata e tagliuzzata...ma questo dipende dall’agenzia che rappresenti o altro...ero il maresciallo dei carabinieri in prefettura ma la mia è rimasta solo una partecipazione breve ma bella.. e i giorni di lavoro con Zaccaro sono stati indimenticabili... Che progetti ha per il futuro? Tanti ...forse troppi...dormire poco e lavorare tanto....Sempre però ....TEATRO la mia vita fa rima con teatro. Ad un grande professionista vanno tanti meritati successi per la sua carriera lavorativa.
Inserita il 29 - 02 - 08
Maria Cuono
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