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Le giovani promesse del mondo dello spettacolo italiano.
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Antonio Ianniello, uno dei maggiori interpreti di 'Gomorra'
Antonio Ianniello, uno dei maggiori interpreti di  Gomorra
Antonio Ianniello, attore salernitano, uno dei maggiori interpreti dello spettacolo teatrale Gomorra” messo in scena sabato 2 e domenica 3 febbraio al Teatro Augusteo di Salerno, ha ottenuto un grande successo per il suo ruolo rivestito. Al suo fianco, hanno recitato Ivan Castiglione, Francesco Di Leva, Giuseppe Miale Di Mauro, Adriano Pantaleo ed Ernesto Mahieux. Ianniello ci racconta com’è nata la sua passione per la recitazione non tralasciando di sottolineare i suoi progetti futuri. Antonio Ianniello, attore salernitano, figlio di un insegnante di matematica e di una grande scultrice. Quanto ha ereditato da suo padre e quanto da sua madre? Da mia madre ho appreso lo spirito dionisiaco, da mio padre lo spirito apollineo, del controllo. Mia madre, nonostante fosse una grande scultrice, non era molto propensa ad accettare la mia decisione di fare l’attore. Al contrario, mio padre era più contento di questo mestiere. Quindi….ad appoggiarlo è stato più suo padre? Esattamente… Nel 1988 si diploma al Liceo Scientifico Enrico Medi di Montercorvino Rovella e l’anno successivo si trasferisce a Roma, dove studia presso l’Accademia Nazionale D’Arte Drammatica Silvio D’Amico per diventare attore. Ma a che età lei si è accorto di avere talento? A Bellizzi, in provincia di Salerno, coltivavo, sin da piccolo, diversi interessi. Tutto è iniziato da un piccolo ruolo rivestito in una compagnia teatrale amatoriale del mio paese. Casualmente, partecipai ad una messinscena (Atto II di Edoardo) di questa compagnia e rimasi completamente stregato dall’arte della recitazione. In verità, avrei voluto dedicarmi alla carriera politica, o intraprendere l’affascinante carriera del giornalismo. Ritengo che fare l’attore abbia, in ogni modo, una valenza politica, ossia, che rappresenti uno scambio di idee con la comunità. Noi, portiamo al teatro informazioni economiche, sociali, che hanno a che fare con la contemporaneità. Ciò che più m’interessa è il teatro della contemporaneità, quello che racconta i nostri giorni, le nostre preoccupazioni che sono riconoscibili dal punto di vista universale anche con il teatro classico. Lei esordisce nel 2000 come attore teatrale. Ricorda in quale spettacolo ha lavorato e il personaggio che interpretava? Al II° anno dell’Accademia ebbi la fortuna di recitare in “Attempts on her life” di Martin Crimp, per la regia di Massimiliano Farau. Nel 2001, indimenticabile lo spettacolo Norway, Today di Igor Baeuersima, regia di Pietro Contempo - Intercity Festival. “E’ la storia di due personaggi che si organizzano tramite una chat il suicidio su un fiordo norvegese. Due solitudini s’incontrano per un compiere un atto di grande liberazione nei confronti di un mondo ritenuto, in modo superficiale, avverso, costrittivo”. E’ da qui, che ha avuto inizio il mio debutto in teatro”. E’ faticoso per lei alternare il lavoro teatrale con quello televisivo e cinematografico? Si, è faticoso, ma è anche fantastico e piacevole potersi misurare con i vari strumenti… Lei, attualmente è in tour con “Gomorra” di Roberto Saviano. Il suo ruolo in questo spettacolo? Mi ha colpito in modo particolare l’aspetto economico che Roberto Saviano ha riportato nel suo romanzo. Non a caso, Gomorra rappresenta il viaggio all’interno dell’Impero Economico della camorra. Saviano punta l’attenzione, in modo forte, sui colletti bianchi, sui laureati in Economia e Commercio, come nel caso di Mariano, il mio personaggio: su tutti quelli che hanno avuto la possibilità di poter scegliere la via più facile, quella della camorra. Sin dall’inizio, ho pensato che, interpretare il mio ruolo, potesse essere un momento importante di crescita. Sono un “cattivo” nella messinscena. Che progetti ha per il futuro? Dopo Gomorra, finirò di dirigere ed interpretare, con Daniele Natalia ed Emanuela Galliussi, uno spettacolo teatrale da titolo “Devi essere forte”. E’ la storia di tre fratelli che si rincontrano dopo la morte del padre. La notte, prima dei funerali del padre, i tre, conversano tra loro e si confidano cose mai raccontate prima …e da qui si scopre che la sorella, nell’infanzia, è stata abusata dal padre…Lo spettacolo è prodotto dal Teatro Stabile d’Innovazione dell’Abruzzo.
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Maria Cuono
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