Con Romeo e Giulietta duet e Instrument I della Compagnia Zappalà Danza di Roberto Zappalà si chiude, sabato 25 luglio alle 21.15, la sezione danza dell’Estate Teatrale Veronese in Corte Mercato Vecchio.
VERONA – La sezione danza dell’Estate Teatrale Veronese in Corte Mercato Vecchio si chiude sabato 25 luglio alle 21.15 con due coreografie proposte dalla Compagnia Zappalà Danza, Romeo e Giulietta duet e Instrument I. Roberto Zappalà, direttore artistico e coreografo principale della compagnia, da lui fondata a Catania nel 1989, firma questi due lavori in cui prevale una serrata dialettica tra movimento e musica.
Romeo e Giulietta duet, sulle celebri musiche di Sergej Prokofiev, è una coreografia tratta da Romeo e Giulietta - la sfocatura dei corpi, in cui Roberto Zappalà esplora il concetto di “sfocatura” attraverso una rilettura emozionale della tragica storia d’amore e di morte di Romeo e Giulietta. La pièce è costruita come un fluire incessante di movimento che trova soluzioni sempre diverse nelle prese, nelle sospensioni, negli scatti e nelle riprese. Inquiete tensioni e delicati abbandoni del corpo si alternano, con i “danzattori” a misurarsi in un incontro-scontro che conduce ad amplessi violenti e purissimi allo stesso tempo. Vera forza della coreografia è l’emozione che i due “amanti” trasmettono con la loro lotta di resistenza al mondo, profondamente visibile nel passo a due che prelude alla fine, in cui Daniela Bendini e Adriano Coletta restano saldamente attorcigliati.
“Una danza ora nervosamente espansa, ora implosa in guizzanti contrazioni e raggelate immobilità, che traccia l’intimo gioco dei rapporti” tra Giulietta e Romeo, corpi vibranti che rendono il dramma palpitante del capolavoro musicale di Prokofiev.
Instrument I è tratto da Instrument I di Roberto Zappalà che, sulla scia del suo più recente percorso coreografico, libera il movimento da una drammaturgia molto complessa preferendo soffermarsi sul corpo nella sua relazione con suoni, rumori e musica. Lo spettacolo è dedicato al marranzano, meglio noto come scacciapensieri, un particolare strumento musicale che accompagna i canti popolari dei carrettieri siciliani, un simbolo della Sicilia e delle sue tradizioni. Prima di arrivare al lavoro coreografico vero e proprio, una ricerca musicale affidata ai Lautari -gruppo di musica folk nato a Catania negli anni ’80, che ha portato alla ribalta la musica tradizionale siciliana adattandola al gusto moderno- ha esplorato le potenzialità sonore del marranzano, eletto da Zappalà a strumento d’interpretazione della terra siciliana. I Lautari sono così approdati a ritmi e sonorità innovative e di grande impatto, suoni vibrati ed evocativi, in una mescolanza avvincente e travolgente di arcaico e nuovo che caratterizza le musiche originali di questo balletto, eseguite in scena da uno dei musicisti della band, Puccio Castrogiovanni.
Sei danzatori -Adriano Coletta, Alain El Sakhawi, Fernando Roldan Ferrer, Salvatore Romania, Antoine Roux-Briffaud, Alessandro Vacca- interpretano con vigore una Sicilia senza confini, in cui tradizione e modernità s’incrociano, si ritrovano, si fondono. Con Instrument I Roberto Zappalà ha anche avviato “re-mapping sicily”, un percorso che mira a rileggere la Sicilia attraverso il suo linguaggio scenico.