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Rusteghi a Verona
Rusteghi a Verona

Martedì 22 marzo alle 20.45 settimo attesissimo appuntamento, al Nuovo, con Il Grande Teatro, rassegna organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Verona con i contributi di Unicredit Corporate Banking e della Provincia e in collaborazione col Teatro Stabile di Verona. In programma Rusteghi, i nemici della civiltà, rivisitazione della celebre commedia di Goldoni nella rilettura e con la regia di Gabriele Vacis. Ne sono protagonisti Eugenio Allegri, Mirko Artuso, Natalino Balasso e Jurij Ferrini. La produzione è del Teatro Stabile di Torino e del Teatro Regionale Alessandrino.


Duecentocinquantuno anni dopo la prima rappresentazione (a Venezia durante il carnevale del 1760) Gabriele Vacis rilegge, addirittura “ritraduce”, questo testo pur rimanendovi fedele, segno che i contenuti dei Rusteghi goldoniani non hanno perso nel tempo la loro grande incisività. Commenta Vacis: «Il disinganno di Goldoni è ancora vivo nelle parole dei protagonisti e descrive una società buia e alla deriva, sopita, ma ancora presente, nella nostra pratica quotidiana…Cupa e vagamente claustrofobica, questa commedia parla ancora al nostro tempo, all’intolleranza travestita da moralismo, alla difficoltà di mettersi in relazione, alla mancanza di comunicazione di un’epoca che proprio della comunicazione fa il proprio vessillo».
Un regista attento e acuto come Vacis non poteva non cogliere e non sottolineare l’impronta decisamente “femminista” della commedia goldoniana, rivoluzionaria all’epoca, se pure non manca nell’autore veneziano uno sguardo ironicamente critico sulla donna.


Scrive Antonia Spaliviero che assieme a Vacis ha curato la traduzione (dal veneziano all’italiano) e l’adattamento dell’opera: «Nel mondo dei Rusteghi le donne più che intelligenti devono essere furbe. La furbizia è una forma di intelligenza ma il suo esercizio sottende l’inganno, il raggiro dell’interlocutore inconsapevole. Le donne dei Rusteghi discutono con i maschi, li affrontano, li lambiscono, possono persino tramare strategie d’azione e di linguaggio. Ma devono tesserle invisibilmente, come il ragno, per ottenere ciò che vogliono. Solo così, alla fine, vincono. Quindi non fanno mai veramente parte del mondo che decide le regole. Non toccano denaro, non scelgono se e quando uscire di casa e con chi. Sapendo che nemmeno il marito sarà deciso da loro, sperano di sposare un uomo non troppo vecchio e possibilmente ricco». Da qui la scelta di un cast completamente maschile: «Quando abbiamo cominciato a riscrivere i Rusteghi – sottolinea Antonia Spaliviero – ci è sembrato realistico che le donne fossero essenzialmente un costume, un abito sulla scena maschile. La scelta di affidare ad attori maschi anche le parti femminili è solo un piccolo scarto, data l’ininfluenza di un corpo femminile così scisso dalla complessità della sua intelligenza, in questo mondo di padroni, più che di padri o mariti».


I rusteghi è sicuramente la commedia che più si stacca dalla grande produzione goldoniana di maniera ed è forse la più complessa ed emblematica di quella Riforma del teatro che ha fatto grande nei secoli il suo autore. Nei Rusteghi sono del tutto spariti gli Arlecchini affamati e truffaldini, le Colombine furbe e civettuole e perfino il saggio Pantalone, figura simbolo della miglior borghesia veneziana, ha perso la sua simpatica “palandrana” trasformandosi in un’amara caricatura di se stesso, in un autentico tiranno che s’impone con protervia su famiglia e domestici.
«In un prezioso gioco di specchi – dice Vacis – Goldoni amplifica le valenze del personaggio sdoppiandolo in altrettanti alter-ego, gli altri “rusteghi” dell’opera: Canciano, Leonardo, Simon e Maurizio. La loro capitolazione a un nuovo codice comportamentale ha il sapore di un happy end forzoso, estraneo per primo a loro stessi».


I temi che Goldoni affronta in quest’opera della sua piena maturità (mentre si sta preparando al triste e volontario esilio parigino) sono tutti temi che, senza forzature, diventano simboli di una società confusa, che si ancora incondizionatamente alla tradizione, al passato, a un moralismo becero e retrivo, per cercarvi invano la dimensione di certezze perdute.
Eugenio Allegri, Mirko Artuso, Natalino Balasso e Jurij Ferrini, (che fu il Romeo di un’apprezzatissima edizione di Romeo e Giulietta al Teatro Romano nel 2005 diretta dallo stesso Vacis) interpretano i quattro protagonisti. Con loro in scena: Nicola Bremer, Christian Burruano, Alessandro Marini e Daniele Marmi.


Due gli incontri relativi a Rusteghi - I nemici della civiltà nel foyer del Nuovo. Giovedì 24 marzo alle ore 16.45 nell’ambito di “Invito alla visione”, Simone Azzoni parlerà della “Deriva buia di Goldoni”. A seguire, alle ore 17.00, Eugenio Allegri, Mirko Artuso, Natalino Balasso e Jurij Ferrini e gli altri interpreti incontreranno il pubblico. A condurre l’incontro sarà Giovanna Zofrea. Entrambi gli appuntamenti sono a ingresso libero.
Dopo il debutto di martedì, repliche tutte le sere fino a sabato 26 marzo. L’ultima replica, domenica 27, sarà invece alle ore 16.
 

Inserita il 21 - 03 - 11
Cristina Poggi
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TAG: rusteghi


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