VERONA – Il Grande Teatro, rassegna organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Verona in collaborazione col Teatro Stabile di Verona, prosegue martedì 16 dicembre al Teatro Nuovo alle 20.45 con Peccato che sia una sgualdrina di John Ford con la regia di Luca De Fusco. Interpreti principali Gaia Aprea (Annabella), Stefano Scandaletti (Giovanni) e Max Malatesta (Soranzo).
Considerata l’opera più nota di John Ford (uno fra i maggiori esponenti del teatro elisabettiano che fiorì nell’Inghilterra del Seicento sotto il regno di Giacomo I), è un’opera di forte impatto emotivo particolarmente amata in Francia e trascurata invece nella terra d’origine. E fu appunto a Parigi, al Théâtre de Paris il 29 marzo 1961, che Luchino Visconti ne firmò una storica edizione in lingua francese con Romy Schneider (Annabella), Alain Delon (Giovanni) e Jean-François Calvé (Soranzo).
Reduce dal successo della trilogia di Sissi (1955-1956-1957) la Schneider poté mostrare il suo lato tragico, quel “qualcosa – sono parole di Visconti – che traspariva, suo malgrado, dallo sguardo”. L’allestimento di Visconti – che si avvaleva tra l’altro di musiche originali di Nino Rota – segnò il debutto teatrale dell’attrice austriaca e fu recensito positivamente dalla critica francese. Per la cronaca il rapporto della Schneider con Visconti proseguì nel 1972 col film Ludwig dove lei tornò a essere Elisabetta d’Austria.
Peccato che sia una sgualdrina è un dramma di grande valore poetico in cui Ford prende nettamente le distanze dall’ipocrisia della società borghese del suo tempo, una società che nasconde la sua sostanziale amoralità sotto un miope e vuoto moralismo.
L’intensità del colpevole amore tra i due fratelli, Isabella e Giovanni, isola l’incesto in un’aurea di verità, di autenticità, di poetica ingenuità adolescenziale, che si stacca nettamente dalla volgarità del mondo che li circonda.
Scriveva Alberto Moravia nella sua recensione del film Addio fratello crudele che Giuseppe Patroni Griffi trasse nel 1971 dal dramma di Ford con Charlotte Rampling (Annabella), Oliver Tobias (Giovanni) e Fabio Testi (Soranzo): «Pur sotto il linguaggio concettoso e barocco, c’è in Ford, come del resto in tutti gli elisabettiani, un robusto senso comune per nulla morboso.
Per questo il suo dramma, basato sulla identificazione tra personalità e passione e tra passione e destino, e sull’impossibilità di sottrarsi al proprio destino, cioè di non essere quello che si è (“non è la lussuria a condurmi ma il destino”), ha sempre avuto molta fortuna tra i decadenti, nella loro ricerca di situazioni in cui l’anormalità possa essere mostrata non già come un limite, ma come un allargamento dei poteri umani».
Per Luca De Fusco, regista di questo allestimento, si tratta in primo luogo di “una grande storia d'amore con finale tragico”. «Una storia come tante – sottolinea il regista – se non fosse che i due che s’innamorano sono fratello e sorella. Il passionale dramma d'amore, di vendetta e di morte che è l’opera di Ford è ambientata in Italia (a Parma) perché l'Italia era per gli elisabettiani, insieme alla Spagna, lo scenario ideale per le storie di vendetta».
Affascinato da sempre da quelle che ama definire “storie di formazione”, De Fusco considera la vicenda di Annabella e Giovanni la pagina “più nera, inquietante ed erotica” della letteratura di formazione.
Lo spettacolo, che ha debuttato con successo due mesi fa al Teatro Olimpico di Vicenza in occasione delle celebrazioni per il cinquecentesimo anniversario della nascita di Andrea Palladio vede in scena, oltre al trio Aprea-Scandaletti-Malatesta, Alvia Reale (Ippolita), Enzo Turrin (Vasques), Anita Bartolucci (Putana), Piergiorgio Fasolo (frate Bonaventura / cardinale), Matteo Mauri (Grimaldi), Alberto Fasoli (Florio), Giovanna Mangiù (Bergetto) e Paolo Serra (Ricciardetto).
Dopo il debutto di martedì 16 dicembre, repliche tutte le sere fino a sabato 20 dicembre. L’ultima replica, domenica 21 dicembre, sarà invece alle ore 16.
Giovedì 18 dicembre nel foyer del Teatro Nuovo alle ore 17 Gaia Aprea e Stefano Scandaletti incontreranno il pubblico. L’ingresso è libero.