Lunedì 27 luglio alle 21.15 debuttano al Teatro Romano di Verona i Momix col loro ultimo spettacolo Bothanica. Repliche (esclusa la serata del 2) fino all’8 agosto. Esaurita la platea. Ancora disponibili alcuni biglietti di gradinata.
VERONA – Momix e Teatro Romano sono un felice connubio consolidato negli anni. Da Passion a Baseball, da Opus Cactus a Sun Flower Moon, da Happy Birthday! alla ripresa di Passion del 2007, tutti gli spettacoli dei Momix sono assurti – nel contesto, unico al mondo, del Teatro Romano – ad autentici cult per tutti i fans del particolarissimo teatro-danza proposto da questa compagnia capace di evocare, con corpi, costumi, attrezzi, luci e ombre, un mondo di immagini surreali. A consolidare questo forte legame, lunedì 27 luglio alle 21.15, debutta al Teatro Romano il loro ultimo spettacolo Bothanica. Le repliche (ad eccezione di domenica 2 agosto) sono in programma fino all’8 agosto.
Esaurita, per tutte e dodici le serate, la platea. Sono invece ancora disponibili biglietti di gradinata (26 euro intero, 23 euro ridotto) ma la forte richiesta consiglia di provvedere all’acquisto perché diverse serate sono ormai prossime all’esaurito.
Bothanica nasce dalla passione del coreografo americano Moses Pendleton, fondatore dei Momix, per la natura. «Mi sono ispirato per prima cosa a Vivaldi e alle sue Quattro stagioni» dice il coreografo. Lo spettacolo è diviso in due parti: Winter Spring (il nome delle due prime stagioni Inverno-Primavera, ma anche, in inglese, “Io slancio (spring) dell’inverno”) e Summer Fall (Estate-Autunno, ma anche “la caduta dell’estate”). In questo semplice gioco linguistico si nasconde molta dell’elementare ma accattivante filosofia pendletoniana, che sul programma di sala diventa una costruzione geometrica (con parole una sotto l’altra e in diagonale a mo’ di composizioni grafiche di David Carson o Tommaso Marinetti) che spiega i diversi quadri dello spettacolo.
Le coreografie sono un insieme di elaborati giochi ottici e atletici che si avvalgono di elementi scenici tipici della modern dance americana stile Alwin Nikolais. Le musiche sono impressionanti per varietà: ben trentacinque autori tra cui Peter Gabriel, Angélique Kidjo, Lisa Gerrard, Suphala, i Transglobal Underground e gli afro-celtici Baka Beyond: una commistione di musica etnica, post new age, techno e world fusion, arricchita da brani classici come Le quattro stagioni di Antonio Vivaldi, che ovviamente non potevano mancare. Alla base di Bothanica c’è anche il desiderio di trarre lezione dall’osservazione della natura nel senso un po’ ingenuo e forse ancora “hippy” del termine. «Questa – dice Pendleton – è l’essenza dei Momix: osservando la natura si possono vedere un fiore in un uccello, un essere umano in una roccia, una donna in un uomo. Bisogna usare la fantasia, l’immaginazione, la creatività. Nei nostri spettacoli cerchiamo di provocare quella che io chiamo “optical confusion”: un modo per eccitare il cervello e stimolare la creatività».
Info ai numeri 045806648/8-5.